Padellando: il padel in Italia

Padellando: il padel in Italia

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta del magico mondo del padel. Oggi parliamo dell’arrivo e della diffusione del padel in Italia

di Fabrizio Messina

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta del magico mondo del padel. Alla fine del nostro ultimo appuntamento ci eravamo lasciati in Costa del Sol, nella splendida Marbella. Era 1972 e il Principe Alfonso di Hohenlohe aveva appena finito di fare costruire il primo campo da padel all’interno del suo albergo: il Marbella club Hotel. Ancora oggi uno degli alberghi più prestigiosi del mondo. Ci vollero oltre venti anni, tuttavia, affinchè il gioco inventato da Enrique Corcuera, potesse sbarcare in italia. Vediamo insieme come andarono i fatti.

LA FIGP. Il primo campo da padel in Italia fu realizzato a Bologna nel 1991. Su iniziativa di alcune associazioni sportive, viene fondata la F.I.G.P. – Federazione Italiana Gioco Paddle e sotto la presidenza di Daniel Patti a maggio dello stesso anno, presso la Fiera di Bologna, viene allestito un campo ed organizzata la prima esibizione ufficiale,  in occasione dello Sport Show.

Vi parteciparono le rappresentative di Italia, Spagna ed Argentina. Fu un successo. Così in estate, dopo appena poche settimane, vengono disputati i primi due tornei validi per la classifica nazionale. Sarà Gianluca Baldi, tesserato per “l’A.S. Bologna Padel” a laurearsi primo campione italiano di padel.

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PARETI DI LEGNO. Nel 1992 a Borgo Panigale vengono realizzati i due primi campi da padel. Le pareti sono ancora di legno così come le racchette. Quell’anno l’Italia partecipa ai mondiali in Spagna ed ottiene uno storico ottavo posto.  Ma, siamo ancora agli albori. Verranno realizzati a Costabissara in provincia di Vicenza i primi due campi con pareti in muratura e superficie in tappeto di erba sintetico. Uno buon passo avanti soprattutto considerato che in quello stesso periodo ad Udine si giocava, all’interno di una palestra, in un campo che non arrivava neanche a 18 metri di lunghezza.

IL PRIMO CRISTALLO. L’entusiasmo di un gruppo di amici che bazzicava nel triangolo compreso tra Bologna, Udine e Vicenza, alla ricerca di una “parete”, porto alla realizzazione nel luglio del 1994 del primo campo da padel con pareti di cristallo che consentivano le riprese televisive da tutte le angolazioni. Mauro Zanzi, tornato con la “padelite” dopo un viaggio in Sud America, insieme agli amici Claudio Rossi ed Enrico Cereda incarica un’azienda di Latina, tale Vetreria Laziale, di realizzare per loro il primo “cristallo”. Fondata l’associazione sportiva Beach Padel Club, i tre trovano a Lidio di Savio, una località turistica nei pressi di Milano Marittima in provincia di Ravenna, lo spazio per realizzare i campi. Quell’anno l’Italia giocò il mondiale in Argentina, ottenendo un più che onorevole nono posto.

I PRIMI SUCCESSI. A dispetto dello scarso numero di praticanti  l’Italia comunque riesce a farsi onore nelle competizioni internazionali. Nel 1996 i nostri atleti si fanno rispettare nella Coppa delle Nazioni, una manifestazione sulla falsa riga della Davis, dove si confrontano con la Francia, gli USA, il Messico ed il Canada.  Bologna è ancora la capitale italiana del padel quando nel 1997 ospita  una tappa dell’European Paddle Tour. Mentre, nel 1999 la nazionale maschile conferma il terzo posto dietro Spagna e Francia all’Europeo giocato in Belgio. il primo storico secondo posto arriva all’europeo di Spagna del 2001; cui segue il sesto posto al mondiale in Messico del 2002. Nuovamente terzo posto all’Europeo del 2003 per entrambe le nazionali , maschile e femminile. E così via fino ad arrivare  ai giorni nostri con il sesto posto agli ultimi mondiali in Portogallo.

MILANO E ROMA. Nonostante le prime affermazioni in campo mondiale il fenomeno del padel è rimasto per lungo tempo un fenomeno circoscritto a Bologna, Vicenza ed Udine. E, dopo un primo periodo di crescita, agli inizi degli anni 2000 sembra, anzi, attraversare un periodo di oblio. Proprio nel suo momento più buio, lo sport di Corcuera, sbarca prima a Milano, nel 2007 e, poi, due anni dopo fa il suo debutto nella capitale. All’interno del circolo Aniene viene realizzato nel 2009 il primo campo da padel romano. Sarà un successo senza precedenti. L’esempio dell’Aniene sarà seguito ben presto dalle Molette; e, da lì a qualche tempo, sorgerà il primo circolo romano specializzato nel padel: il Padel Tennis Roma Club. Oggi, a quasi dieci anni di distanza, a Roma, si contano oltre 150 campi da padel!

Ma, è tutto il Lazio che, al momento, sembra avere sposato più di tutte le altre regioni del Bel paese la passione per il padel. Padel che, lentamente, si sta, comunque, diffondendo a macchia d’olio su tutta la penisola Dalle Valle d’aosta alla Sicilia, dal Trentino alla Sardegna.
CONI. Il vero punto di svolta per il padel italiano arriva nel 2008. In quell’anno il padel ottiene il riconoscimento da  parte del Comitato Olimpico Nazionale Italiano ed il suo successivo inserimento nell’area di competenza della Federazione Italiana Tennis. Da quel momento il padel smette di essere uno sport quasi pionieristico per diventare uno sport istituzionalizzato. Grazie alla FIT riesce a diffondersi sempre più anche grazie all’attività di formazione di istruttori e maestri nazionali. Veri e proprio ambasciatori del padel tra le gens italiche.  Come riportava tempo fa un’indagine del Sole 24ore, il principale quotidiano economico italiano sono oltre 300 i campi e 10.000 praticanti; numeri che ci spingono ad essere il secondo paese europeo per diffusione subito dopo la Spagna.
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  1. Adriano Petrignani - 8 mesi fa

    racchettoni in una gabbia di vetro messa su per creare almeno un po’ di strategia..è un figlio dello squash non c’entra nulla col tennis.

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    1. Fabrizio Messina - 8 mesi fa

      Grazie Adriano per il post…….Be racchettoni si anche se non costano meno di 200€ e lepalline sono quelle da tenni o quasi. Del tennis conserva il punteggio, l’idea di una rete in mezzo e vagamente quella del campo…..ma come dici tu è la parete ad essere in vero elemnto determinate che fa del padel uno sport a se. sia rispetto al tennis che allo squash!

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  2. Massimo Mangiarotti - 8 mesi fa

    A me …..me pare ne strunzata.

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    1. Fabrizio Messina - 8 mesi fa

      Grazie massimo del tuo simpatico commento. Be, dovresti provare. Magari ti appassioni

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