Padellando!

Padellando!

La prima rubrica sul mondo del padel: lo sport più in voga del momento.

di Fabrizio Messina

Lanciamo, oggi, una nuova rubrica che speriamo possa piacervi ed al tempo stesso soddisfare la vostra voglia di news e di curiosità sul mondo del padel: lo sport più in voga del momento. Sono già milioni gli appassionati in tutto il mondo e la padel mania ha contagiato, ormai, quasi tutti i paesi ispanici e sudamericani: Argentina, Spagna, Portogallo, Paraguay (sede dei prossimi mondiali). In Spagna, il paese di Rafael Nadal, anch’egli un appassionato padellista, nel 2014 si sono vendute 400.000 “pale” da padel a fronte di appena 120.000 racchette da tennis. In Argentina, patria di Messi il padel è secondo sport nazionale dietro il calcio; e anche Diego Armando Maradona, quando può si diletta a calcare il campo da paddle. I campi censiti nel mondo sono migliaia. Si gioca a padel in Brasile, Francia, Olanda USA e da qualche anno la “padel mania” sta invadendo anche l’Italia.

PADELLANDO. La rubrica che speriamo possiate e vorrete seguire assiduamente si chiamerà “Padellando”. Un titolo che vuole esprimere la voglia di fare non solo informazione sul padel ma anche, parlando del padel. In questa prima fase sarà edita almeno due volte al mese: contenuti, curiosità, aneddoti, aggiornamenti sulle classifiche e sui tornei del campionato italiano e del World Padel Tour, notizie dalle regioni, interviste con i protagonisti, spunti tecnici.. In questo primo appuntamento, tratteremo delle origini del padel. Chi sono stati i protagonisti della nascita di questo sport? Dove è nato il padel?  Quando  è nato?  Perchè e come mai è riuscito a diffondersi così rapidamente in tutto il mondo? Sono questi gli interrogativi che cercheremo di soddisfare e cercando di incuriosirvi ancor di più, sempre con l’augurio di un buon padel a tutti!

Un foto d'epoca di una partita di Platform tennis lo sport inventato negli States nel 1929 antenato del padel
Un foto d’epoca di una partita di Platform tennis lo sport inventato negli States nel 1929 antenato del padel

ACAPULCO. Come tutte le buone idee e le invenzioni rivoluzionarie, anche il padel è nato un po’ per caso, un po’ per errore. Figlio dell’ingegno umano, capace di adattarsi e trovare la soluzione per uscire da quasi tutte le situazioni, anche le più impervie. Per risalire al momento esatto della sua nascita dobbiamo spostare indietro di quasi cinquanta anni il calendario della mostra macchina del tempo e trasferirci in Messico, nella bellissima Acapulco sede tra l’altro di un torneo ATP. Oggi, causa la pesante presenza dei narcotrafficanti che per mano dei sicarios non esitano per pochi pesos a fare a pezzi la gente per strada, Acapulco, con quasi mille omicidi l’anno è considerata la città più violente del Messico e tra quelle più pericolose del mondo. Sulle sue colline sorgono bidonville, gli hotel semivuoti offrono le camere a prezzi stracciati a pochi nostalgici babyboomers, l’esercito presidia inutilmente la città, lungo le cui si strade è possibile ascoltare i narcocorridos, gli stornelli che celebrano le gesta dei killer e dei trafficanti di droga. Nel 1969 Acapulco era, invece, un paradiso, la chiamavano la “perla del Pacifico”, ambitissima meta turistica e di residenza per uomini ricchi provenienti da ogni dove. John Kennedy e la moglie Jacqueline vi passarono la luna di miele, Elvis Presley vi recitò nel film L’idolo di Acapulco, si teneva il festival internazionale del cinema, le ville del jet set hollywoodiano si affacciavano sulla baia, gli alberghi a cinque stelle si contendevano Marilyn Monroe e Liz Taylor. Non deve stupirci quindi se nel novembre del 1969  Enrique Corcuera, un ricco e conosciuto signore del luogo, decide di fare costruire un campo da tennis all’interno della sua tenuta per potere trascorrere qualche pomeriggio mondano in compagnia dei suoi numerosissimi e facoltosi amici.

"In questa foto: Enrique Corcuera, il suo campo da padel e la splendida baia di Acapulco."
“In questa foto: Enrique Corcuera, il suo campo da padel e la splendida baia di Acapulco.”

CORCUERA. Sono gli anni di Rod Laver, fin’ora l’unico tennista dell’era open ad avere realizzato l’impresa di compiere il Grande Slam, ovvero avere vinto tutti e quattro i tornei dello slam nello stesso anno. Fino a due decenni prima Bill Tilden, prima che fosse messo alo gogna per lo scandalo sulla sua omosessualità e Pancho Gonzales impartivano lezioni di tennis al jet-set hollywoodiano. Il tennis è ancora considerato uno sport d’elite ed Enrique Corcuera vanta attori di Hollywood, belle donne e nobili di ogni casato nelle sua ampia cerchia di amici. Corcuera fece tuttavia un errore di valutazione. Calcolò male gli spazi a sua disposizione e si ritrovò “stretto” dalle mura di contenimento della sua stessa casa in uno spazio neanche sufficiente a comprendere un campo da tennis. Non volendo egualmente rinunciare alla sua idea Corcuera, decise di costruire lo stesso il “suo” campo, dando vita così, senza saperlo, a quello che diventerà il gioco del padel.

Per chi non ricordasse, Acapulco è nota in tutto il mondo per le sue alte e frastagliate scogliere che cadono a picco sull’oceano Pacifico, oltre che per la sua meravigliosa baia sabbiosa. Da quella della Quebrada generazioni di tuffatori chiamati Clavadistas hanno provato  l’ebbrezza di un tuffo dalla spaventosa altezza di 45 metri negli appena quattro metri di fondale sottostante. Se nella baia di Acapulco set di numerosi film, gli hotels, i locali ed i ristoranti si adagiano, comodamente, sul bellissimo lungomare, poco fuori, sulla costa rocciosa direttamente a picco sull’oceano le case sembrano invece abbarbicarsi una sull’altra, apparentemente senza soluzione di continuità. Avere un villa vista oceano, da queste parti, non è proprio una impresa facile. Qui, l’ingegno umano, un po’ come nella riviera ligure, ha ricorso alla tecnica dei terrazzamenti per potere sfruttare al massimo i pochi spazi scoscesi a disposizione. Corcuera, al momento di realizzare il suo campo si trovò stretto dal muro di contenimento del terrazzamento della sua stessa casa. Non potendo, per ovvie ragioni, eliminare il muro si dovette accontentare di  un campo da tennis più piccolo, largo circa dieci metri e lungo venti. Li dove non insistevano pareti o reti metalliche, Corcuera, ne fece costruire altre per l’effimero piacere visivo della simmetria con il resto del campo.

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Una delle prime racchette da padel

PLATFORM TENNIS. Un altro problema si pose ora al messicano. Date, infatti, le ristrette dimensioni del campo con le racchette da tennis la pallina viaggiava troppo per consentire un gioco divertente. Ecco allora l’idea di prendere spunto da un gioco già in voga negli Stati uniti fin dal 1929, il “plattform tennis” ed utilizzare le sue tipiche racchette le “Shamrock”.  La novità più grande però, quella che determinerà la nascita del padel deve ancora venire. Pur mantenendo quasi tutte le regole del tennis: il punteggio, l’ordine di battuta…Corcuera penso’ di “mettere le pareti in gioco” introducendo una regola fondamentale e di determinante importanza in base alle quale dopo avere fatto rimbalzare una volta la palla nel proprio campo è possibile colpirla ancora dopo che questa ha battuto sulla parete, sempre prima che rimbalzi per la seconda volta nel terreno. Introducendo una sorta di gioco di sponda che costituisce l’unica vera differenza tra il gioco del padel e quello del tennis.

ALFONSO DI HOHENLOHE.  Tre anni dopo, il padel sbarcò finalmente nella lontana Europa e, neache a dirlo, per merito dello stesso Enrique Corcuera. Fu infatti uno sei suoi numerosi amici, il Principe Alfonso Maximiliano Victorio Eugenio Alexandro María Pablo de la Santísima Trinidad y Todos los Santos zu Hohenlohe-Langenburg o, più semplicemente, Principe Alfonso di Hohenlohe-Langenburg ad importare il padel nel vecchio continente. Nato a Madrid, discendente da alcuni principi del Sacro Romano Impero, latin lover per passion, tra le sue conquiste potè vantare  alcune tra le donne più belle del tempo come ad esempio le attrici Ava Gardner e Kim Novak. Al suo discusso matrimonio, celebrato a Venezia con la ricchissima ereditiera quindicenne, la principessa austro-italiana, figlia del principe Tassilo Fürstenberg e di Clara Agnelli (sorella di Gianni)  Ira von Fürstenberg, accorse la tutta nobiltà europea. Vista la giovane età della sposa ci volle la dispensa papale per poter celebrare la funzione. Anche se Ira, sembrava avere già le idee chiare visto che dopo qualche anno divorziò dal principe Alfonso per un noto playboy dell’epoca, l’italiano Francesco “Baby” Pignatari. Se il padre di Alfonso amava la quiete della campagna spagnola, Alfonso aveva invece un attivo spirito imprenditoriale. Prendendo spunto dai motel americani visitati nel corso dei suoi viaggi decise nel 1954 di trasformare la tenuta di campagna della famiglia in un hotel con appena 20 camere, un ristorante ed un bar che sarebbero diventati l’embrione di quello che oggi è uno degli alberghi più importanti e rinomati di tutta la Spagna: l Marbella Club Hotel. 

Il principe H
Il Principe Alfonso di Hohenlohe-Langenburg

PADEL IN EUROPA E NEL MONDO.Fu proprio qui, nella Costa del sol, che il principe Alfonso dopo avere provato ed essersi innamorato del padel a casa dell’amico Corcuera decise, come recita una targa ancora visibile all’interno dell’hotel, di realizzare nel 1972 il primo campo di padel d’Europa e forse del mondo, considerato che quello di Corcuera era meno di un prototipo di fortuna. Una scelta rivelatasi azzeccatissima che spinse il padel alla conquista di tutto il mondo. Il successo fu infatti immediato e fece da volano alla diffusione dello sport inventato da Corcuera. Gli ospiti dell’albergo appassionatisi al nuovo sport  portarono il padel fuori dai confini della Costa del Sol.  Tra di loro, il milionario argentino Julio Menditengui, nel 1975 fa realizzare il primo campo di paddle in terra Argentina. Sarà un boom senza precedenti. In breve tempo si passerà dai 12 campi del 1981 agli oltre 10.0000 odierni!

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