1976, l’anno di grazia di Panatta al Foro Italico

1976, l’anno di grazia di Panatta al Foro Italico

Ben 40 anni fa Adriano Panatta sollevava al cielo il trofeo del Foro Italico. Ripercorriamo insieme le tappe di quel fantastico trionfo

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Articolo di Nicola Pucci per SportHistoria (QUI l’articolo originale)

Quel che sia esattamente passato nella testa, soprattutto nel cuore di Adriano Panatta quel 30 maggio 1976, non è dato sapere. Quel che è certo, però, è che il figlio prediletto di Roma, a cui la città eterna diede i natali e nutrì come una lupa, infine si cinse della corona di re del Foro Italico.

Panatta ha classe da vendere e stile come pochi altri tennisti al mondo, ed è pure maledettamente bello. Ergo, già da qualche anno delizia le platee e fa le fortune dei tabloid, esportando la sua perizia con la racchetta in giro per il mondo. E’ vero, staziona a ridosso della top-ten, ha già qualche trofeo prezioso e qualche scalpo importante da illustrare agli amici del circolo, ma manca, per la consacrazione a campione, della vittoria di prestigio. E gli Internazionali d’Italia, tra le sue genti, cascano a pennello.

Per onor di cronaca, sarà bene ricordare che il bel Adriano ha rapporto conflittuale col torneo che più ama. In sette partecipazioni precedenti non è mai andato oltre il terzo turno, eliminato a questo stadio della competizione nel 1973 dal francese Dominguez e nel 1975 dall’iberico Orantes. Ma per il 1976 Panatta ha tutto dalla sua parte, ispirazione tennistica, una buona dose di fortuna e gli déi del Foro.

Già, perché al primo turno vede le streghe con l’oscuro australiano Warwick, che si guadagna la bellezza di undici palle-match (di cui dieci sul proprio servizio!): Panatta stavolta non vuol saperne di uscire anzitempo dal torneo e deludere gli amici del circolo – quelli di prima – ed allora ci mette del suo, la dea bendata lo assiste e infine si salva, 8-6 al tie-break del terzo set.

A Roma sono due i principali favoriti della vigilia, Vilas l’argentino che piace alle ragazze e Ramirez il messicano che è campione in carica. Ci sono poi i gemelli americani, Solomon e Dibbs, gran pedalatori da fondocampo; c’è il pericoloso Kodes; il “vecchio” Newcombe è della partita; gli altri azzurri Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli,compagni di Coppa Davis con cui Panatta condividerà di lì a qualche mese il trionfo nel Cile di Pinochet, hanno l’ambizione di ben figurare nell’appuntamento di casa.

Torniamo al presente. Scampato il pericolo, Adriano nostro elimina con qualche patema di troppo proprio Zugarelli (7-6 6-3), si sbarazza in scioltezza di Franulovic (6-4 6-1) e approfitta del ritiro di Solomon ai quarti di finale, con l’americano che serve per il match sul 2-6 7-6 5-4 ma abbandona per proteste per gli errori arbitrali e le reiterate intemperanze del pubblico su una palla contestata.

Nel frattempo Vilas tiene fede al ranking demolendo prima Gerulaitis, 6-1 6-1, spengendo poi le illusioni di Barazzutti ai quarti, 6-4 7-6, e va ad affrontare Dibbs in semifinale, mentre Newcombe si infila nella parte bassa del tabellone liberata dalla precoce sconfitta al primo turno di Ramirez, fatto fuori dal cecoslovacco Smid, 6-3 6-4.

Ad onor del vero le due semifinali, che si giocano 3 set su 5, non hanno storia. Netta la predominanza di Vilas con Dibbs, 6-1 6-3 6-2, altrettanto quella di Panatta con Newcombe, 6-2 6-4 6-4, e i due avversari si danno appuntamento sul Centrale del Foro Italico per domenica 30 maggio.

Su quel campo in terra battuta, che ha celebrato campioni tra i più grandi, buon ultimo azzurro nel 1961 proprio quel Nicola Pietrangeli che “battezzò” Panatta in un’epica sfida ai campionati italiani di Bologna del 1969, ecco infine Adriano, figlio di Ascenzio, già custode al TC Parioli poco lontano, che per almeno un set, il primo perso 6-2, paga lo scotto del debutto in una finale che conta.

Ma il talento è purissimo, ed allora davanti a tanti amici è il momento di sciorinare il bel repertorio di giocate d’attacco, a far breccia nella ragnatela di Vilas che difende, corre e ferisce col passante ma si arrende in quattro set, 2-6 7-6 6-2 7-6 in 3 ore 40 minuti e tre set-point che l’argentino non sfrutta per trascinare la sfida al parziale decisivo.

Panatta è re di Roma e di lì a qualche giorno bisserà a Parigi.

Correva l’anno 1976…Adriano, rimembri ancor? Immagino di sì… ed allora, buon anniversario campione!

2 commenti

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  1. Fabrizio Tabellini - 12 mesi fa

    Dopo di lui..hanno raccolto le briciole:
    Ocleppo
    Panattino
    Nargiso
    Cancellotti
    Cierro
    Canè
    Pistolesi
    Pozzi
    Sanguinetti
    Colombo
    Camporese
    Gaudenzi
    Furlan
    Mordegan
    Seppi
    Galimberti
    Bolelli
    Fognini
    Starace
    Quinzi
    Lorenzi

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  2. Serenella Banal - 12 mesi fa

    Bello bravo MITICO

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