Alla scoperta del beach tennis. Tennis Circus intervista Niccolò Strano

Alla scoperta del beach tennis. Tennis Circus intervista Niccolò Strano

Intervista al giovane campione di beach tennis Niccolò Strano sugli aspetti fondamentali di questo nuovo e divertente sport, “cugino” di primo grado del tennis

In attesa che riapra il tennis circus ATP abbiamo pensato di introdurvi ad uno sport che ha un intenso legame con il tennis ma anche una propria specifica identità: il beach tennis! Conosciuto anche col nome tradizionale di “racchettoni” il beach tennis vede le sue origini a cavallo tra gli anni 70 e 80 sulle spiagge romagnole, in particolare Marina di Ravenna. Col passare del tempo si struttura sempre più come sport professionistico attraverso un’evoluzione tecnica dei materiali, e organizzativa con tornei internazionali, organi ufficiali e collaborazioni che si moltiplicano. Oggi il beach tennis è una realtà sportiva in fortissima espansione, con una propria Federazione che si configura come una “costola” della Federazione Italiana Tennis. Si gioca prevalentemente in Italia e in Sud America, ma è comunque diffuso a livello nazionale ed internazionale attraverso una fitta rete di tornei con vari livelli di classifica e prize money. Come nel tennis esiste un ranking ufficiale I.T.F. basato sui punti conquistati nelle competizioni ufficiali.

Il campo ha la dimensione 16×8, con una rete divisoria alta 170 cm. Le regole, a meno di piccole variazioni, sono quelle del tennis, compreso il punteggio, ma si gioca solo al volo e questo lo rende simile un pò anche al beach volley.

Per introdurvi al beach tennis abbiamo scelto di cominciare con un’intervista ad un giovane ma già affermato giocatore, Niccolò Strano, attuale N 6 del mondo. Forlivese di nascita, classe 1989, come molti altri professionisti Niccolò approda al beach tennis dal tennis durante l’adolescenza e da qual momento non smette di accumulare vittorie e piazzamenti nei più prestigiosi tornei del circuito. Il 2013 è stato un anno di conferme e di crescita per Niccolò, che ha consolidato la propria classifica vincendo diversi importanti major come Bermuda, NY, Hermosa Beach e Aruba e piazzandosi 4° al Campionato del Mondo. Il suo attuale compagno è Matteo Marighella, ravennate classe 1979, e il suo attuale sponsor tecnico è “Vision”, la più importante casa produttrice di racchette (che sono fatte di una mescola di carbonio e grafite, con superficie rigida, e sono un pò più piccole e leggere di una racchetta da tennis) e abbigliamento da beach tennis.

Ringraziandolo della disponibilità a rispondere alle nostre domande, ecco che cosa ci ha raccontato a proposito degli aspetti base del beach tennis, gioco che come avrete modo di leggere lui letteralmente adora…

Niccolò tu vieni dal tennis. Da tennista che cosa ti ha affascinato tanto del beach tennis?

Verso la fine della mia umile carriera da tennista (3.3) non mi divertivo più, il B.T. mi ha affascinato subito perché è molto molto divertente, è uno sport comunque un po’ più facile del tennis e si gioca in posti fantastici!

Quali sono, secondo te, le fondamentali differenze tecniche rispetto al tennis?

Innanzitutto, partendo dal presupposto che si gioca tutto al volo, non ci sono le aperture dei colpi a rimbalzo, poi è uno sport con scambi molto più veloci in cui sono importanti i riflessi.

Ci puoi spiegare quali sono i colpi fondamentali del beach tennis?

Il servizio logicamente è il primo colpo dello scambio, se sbagli hai già perso il punto. La risposta, bisogna avere dei grandi riflessi perché ora ci sono dei battitori fortissimi e se non rispondi bene sei finito. Nel beach si gioca al volo quindi ci sono molte palle alte e per poterla chiudere bisogna avere un ottimo smash. Altri colpi fondamentali sono pallacorta e pallonetto per far muovere l’avversario. Nella sabbia non è semplicissimo muoversi quindi una tattica di base è quella di far correre avanti e indietro il nostro avversario.

A livello tattico, si potrebbe affermare che gli schemi classici del beach tennis sono quelli del doppio tennistico o vi sono delle differenze significative?

Secondo me non ci sono grosse differenze, anche nel B.T. sono importanti il servizio e l’ingresso del compagno o cambio, e spesso si usa come posizione di partenza l’“australiana” o “I” formation.

Se ti chiedo di definire il tuo stile di gioco usando come paragone uno dei top 10 del tennis, chi scegli?

Beh, direi che posso paragonarmi al giocatore che al momento ha il mio stesso ranking N 6, ovvero Roger Federer (ride, NdA)
Un consiglio a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al beach tennis
È un gioco molto divertente e facile. Se vi prende è un problema perché ci vorrete giocare a qualsiasi ora del giorno!
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