“Andy il Burbero” da Edimburgo è definitivamente incoronato “inglese”

“Andy il Burbero” da Edimburgo è definitivamente incoronato “inglese”

Andy Murray, anche se criticato a causa del suo carattere burbero e incazzereccio, con la vittoria a Wimbledon si è definitivamente conquistato un posto nel cuore degli inglesi e sulla vetta del ranking mondiale.

Nessun dubbio sul fatto che Novak Djokovic sia il miglior giocatore al mondo, ma questa volta il serbo non è stato “il migliore” e probabilmente dalla televisione  di casa avrà seguito la finale di Wimbledon in cui Andy Murray sul Center Court ha vinto il titolo in tre set sul canadese Milos Raonic.

 MURRAY OGGI SOLIDISSIMO – Il n°2  del mondo Andy Murray sta giocando innegabilmente il tennis migliore della sua vita, meglio ancora del 2012, quando battè agli US Open Roger Federer e conquistò proprio sul Center Court di Wimbledon l’oro olimpico per poi tornare l’anno dopo e conquistare, 77 anni dopo Fred Perry,  il suo primo trofeo a Wimbledon. ”Questa volta è stato diverso – dice  il n°2 del mondo- sono ancora più felice. E’ come se questa volta avessi vinto per me stesso e per il mio staff. Il mio primo Wimbledon era una cosa dovuta, una cosa che tutti si aspettavano e desideravano e che quindi non ho avuto modo di godere appieno, totalmente diverso dalle sensazioni di oggi”.  Murray ha di nuovo Ivan Lendl al suo fianco, il coach -sempre sugli spalti come un grasso segugio- che lo ha aiutato a vincere i suoi due titoli Slam e i giochi olimpici di Londra 2012, e che la loro collaborazione sia una delle migliori del circuito ce ne siamo accorti subito, quando si sono presentati al Queens insieme.

MURRAY E DJOKOVIC ANCORA I MIGLIORI – Oggi che la coppia Nadal- Federer sembra meno brillante di fronte all’inevitabile cambio generazionale che sta avvenendo con i vari Kyrgios, Thiem, Zverev e Coric,  la rivalità Murray- Djokovic è sempre ai vertici del tennis, e Djokovic sicuramente avrà modo di riprendersi dal solo accennato infortunio alla spalla in tempo per il 5 Agosto, data in cui comincerà Rio 2016. La presenza di Nole  incoraggerà Murray a credere di non dovere il suo successo solo alla sortita al terzo turno da parte del n°1 del mondo o all’innegabile declino di Federer, le cui gambe sembrano averlo abbandonato nel match contro Milos Raonic. E comunque questa per Murray è stata l’undicesima finale Slam, anche se per la prima volta contro un giocatore diverso da Djokovic o Federer.

ANDY IL BURBERO – Murray, che persino nella sua terra natale  non brilla per simpatia, durante la finale e anche dopo la vittoria è stato chiamato dai suoi conterranei, che comunque tifavano per lui e dalla stampa  “umorale” “scontroso” e questi sono solo i più benevoli fra i vari appellativi . In ogni caso con questo secondo Wimbledon Murray si è conquistato definitivamente l’affetto degli inglesi, e in realtà sembra che l’aria di casa giovi al n°2 del modo che, carico di emozioni qui trova l’adrenalina necessaria a vincere uno Slam. Murray stesso ha ammesso che si è lasciato guidare dalle emozioni e dalle arrabbiature fin dall’inizio del match. E’ stato detto di lui che è  un giocatore  collerico quando vince e depresso quando perde, in realtà questo  sembra troppo semplicistico,  infatti questo  “caratteraccio” di Andy sembra essere anche la chiave del suo successo. Murray è un passionale quando è sotto pressione e bisognerebbe, i britannici in particolare, imparare ad accettarlo per quello che è. Un campione.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy