Andy Murray: “I tennisti sono dei robot”

Andy Murray: “I tennisti sono dei robot”

Il fresco vincitore di Wimbledon ha analizzato la quotidianità dei giocatori e i sacrifici che servono per arrivare al vertice. Inoltre ha duramente criticato i media per avere ingiustamente attaccato Amelie Mauresmo.

«La routine degli allenamenti ci fa sentire come i robot. Alcune giornate sono veramente noiose». Andy Murray, in un’intervista a El Confidencial, non utilizza giri di parole per divulgare come e quanto la monotonia sia una variabile pericolosa per i tennisti. Poi però precisa: «Per fortuna, nei match cambia tutto». Qualsiasi atleta professionista deve — almeno nella fase iniziale della carriera — sacrificarsi. E lo scozzese è una testimonianza di ciò. Da adolescente è stato costretto a trasferirsi all’estero (a Barcellona) per migliorare le proprie qualità. «È stato dura, ma ha funzionato. Vivere in un altro Paese quando si è così giovani, oltre a renderti più forte, ti fa crescere più velocemente. Non ci riescono tutti, per questo è difficile. I miei genitori lo hanno accettato e hanno fatto dei grandi sacrifici per me e Jamie».
STRESS – La forza di volontà di Andy è stata ripagata, dato che poche settimane fa ha conquistato il suo secondo Wimbledon. Per logiche ragioni mediatiche, queste vittoria è non paragonabile con nessun’altra. Finora è stato l’unico britannico capace di trionfare a Church Road nell’Era Open, scrollandosi di dosso un’immane pressione. «Per alcuni anni è stato davvero complicato, ma adesso non mi faccio più influenzare. Tutto dipende da come reagisci allo stress: non contano gli psicologi o gli allenatori che ingaggi. Quando sei circondato da questa atmosfera, la devi fronteggiare».
MAURESMO – Certe aspettative non riguardano soltanto i tennisti, ma anche alcuni ex coach. In proposito il numero 2 del mondo si è tolto un sassolino dalla scarpa. «All’inizio sapevo che non sarebbe stato facile, perché i top player non sono seguiti da allenatrici (Amelie Mauresmo, ndr). Malgrado la sua grande esperienza, i media non sono stati corretti ne suoi confronti. L’anno scorso quando ho perso un paio di partite nelle Finals di Londra gli addetti ai lavori si sono accaniti con lei. Questo non sarebbe mai successo con gli allenatori che ho avuto in passato».

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