Angelo Binaghi e Francesco Soro di Supertennis sentiti dall’Antitrust per il caso-Uisp Fit

Angelo Binaghi e Francesco Soro di Supertennis sentiti dall’Antitrust per il caso-Uisp Fit

Molte cose ancora poco chiare sulle motivazioni che hanno spinto la Uisp ad accettare in fretta e furia, solo due giorni prima della famigerata supervisione del Garante, l’accordo con Fit. Esponiamo quindi di seguito alcuni dati, a nostro parere, non trascurabili e di certo interesse per il tennis italiano appresi da una fonte che vuole rimanere anonima per ovvie ragioni

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Secondo un’ Ansa di ieri, il presidente della Fit, Angelo Binaghi e il presidente di Sportcast- Supertennis, l’avvocato Francesco Soro, sono stati sentiti dall’Antitrust in relazione all’esposto presentato dalla Uisp nei confronti della Fit.

Detto esposto, presentato dalla Uisp precedentemente alla convenzione del 16 Marzo al Garante della concorrenza, denunciava il fatto che la Fit pretendesse dai centri sportivi e dagli insegnanti con doppia affiliazione delle quote triplicate rispetto agli altri solamente affiliati alla Fit.

Francesco Soro, sentito assieme a Binaghi, oltre ad essere presidente di Sportcast-Supertennis, però, risulta essere anche il braccio destro di Giovanni Malagò, il  presidente del Coni, l’Ente pubblico che svolge funzioni di controllo sui bilanci delle federazioni e delle società controllate da esse, e a cui eroga soldi pubblici destinati dal Governo allo sport (circa 400 milioni nel 2015) .

Lo stesso Soro, inoltre, ci risulta essere stato anche anche mediatore dal Coni nell’accordo Uisp / Fit del 16 Marzo scorso, sottoscritto da Binaghi e Manco-presidenti Fit e Uisp- con la supervisione di Malagò-presidente del Coni- ed  in cui non si capisce con quale criterio la Uisp abbia potuto accettare di non consentire ai propri tesserati- se al contempo anche tesserati o classificati fit- di partecipare ai tornei organizzati dalla Uisp stessa.

Dal suddetto accordo è risultato infatti, che tutte le società che dal 2016 opteranno per l’adesione sia alla Fit che alla Uisp, non potranno più consentire ai giocatori con doppia tessera di partecipare ai tornei organizzati dalla Uisp malgrado l’attività amatoriale competitiva risulti essere un’attività pienamente legittima per tutti gli Enti di Promozione sportiva, e proprio la convenzione stipulata il 16 Marzo specifichi , non senza una certa contraddizione, che ci sia la possibilità del doppio tesseramento “senza che ciò comporti penalità di alcun genere e discriminazioni”.

Forse i sottoscrittori dell’accordo  si sono dimenticati che la finalità della convenzione, anche negli intendimenti Coni, avrebbe dovuto essere quella di definire “le modalità di reciproca partecipazione dei rispettivi atleti” alla rispettiva attività sportiva, e non quella di vietare l’attività amatoriale competitiva solo alla Uisp.binaghi soro

Ora, se l’avvocato Soro è al contempo braccio destro del presidente del Coni e presidente di Supertennis, canale controllato al 100% dalla Fit, sembra esserci un conflitto di interessi, soprattutto considerando consultando il sito della Fit alla voce “bilancio 2014” non risulta consultabile il bilancio di Sportcast srl – Supertennis, visibile nel solo bilancio 2013.

E’  interessante notare altresì come, malgrado negli atti ufficiali di ottobre della Fit risulti  pubblicata la delibera del Consiglio federale che determina le quote di affiliazione 2016 (quelle “oggetto di segnalazione al Garante”) nel  triplo per chi non avesse garantito l’ esclusività alla Fit,  sul sito della Fit alla voce “quote e tasse federali” oggi tale differenziazione risulti scomparsa: e ciò dal giorno successivo alla sottoscrizione della famigerata convenzione arbitrata dal Coni. Chissà chi avrà deciso la modifica …

Appare possibile che tale subitanea modifica, successiva al frettoloso accordo Fit – Uisp caldeggiato anche dal dott. Petrucci -impegnato sull’analogamente “concorrenziale” fronte Eurolega –Fiba, molto delicato  anche per il Coni, con vista Roma 2024-  abbia una connessione con l’’audizione” di ieri: meglio forse presentarsi senza “fastidiose” fotografie anticoncorrenziali esposte in bacheca.

Il bilancio della  Fit, evidenzia poi come  nel 2014 (periodo in cui la Fit ha sanzionato i propri tesserati che svolgevano attività Uisp, prima del ricorso al Garante) ci sia stato un aumento dei tesserati alla fit  come “non agonisti”  del 9,7% e come agonisti dilettanti del 4,9% rispetto al 2013: tutti tesserati che, in base alla convenzione firmata il 16 Marzo non potranno più svolgere nessuna attività sportiva amatoriale Uisp ma dovranno svolgere esclusivamente attività Fit, e a costi peraltro sensibilmente superiori per i giocatori.

 Il valore delle quote associative, desumibile dal bilancio della Fit del 2014,  risulta di 10.523.576 €., che rappresentano il 27% del valore di bilancio (con un aumento rispetto al 2013 di 655.508 €., pari al  7% del bilancio 2014 Fit.

Il contributo pubblico per attività sportiva ricevuto dalla Fit dal Coni è invece di 5.381.255,  pari al 14% del valore di bilancio 2014 fit.

La Fit, che con tutte le sue “manovre” ha visto aumentare il numero dei tesserati Fit (soprattutto “non agonisti”, proprio quelli che svolgono attività anche con gli enti di promozione  come Uisp), sostiene che detto aumento sia dovuto allo “straordinario” strumento promozionale di Supertennis -capitanato, ricordiamo, dall’Avvocato Soro –il cui costo di produzione nel 2013 era di 6.318.330 €. (come detto, del bilancio 2014 di sportcast supertennis non siamo riusciti a trovare traccia).supertennis

Sorge quindi spontaneo un dubbio: ma questo accordo, è realmente finalizzato a “far vincere la promozione sportiva in Italia”, “soprattutto tra i giovani” e a “far aumentare la pratica sportiva nel paese, anche in riferimento agli standard europei” -come si legge nelle comunicazioni del Coni- o  piuttosto è diretto a valorizzare uno strumento promozionale da poltrona, che oltretutto così straordinario non è?

Sarebbe bello sentire un parere autentico sulla vicenda, da parte della triade di presidenti coinvolti: Binaghi – Soro – Manco, magari con la moderazione del presidente  Malagò, perché per gli sportivi l’importante, come dice De Cubertin, è, o dovrebbe essere (poter) partecipare.

E con la speranza che il dott. Giovanni Pitruzzella, presidente dell’autorità Garante per la concorrenza, leggendo questa disamina, sia incuriosito fino a disporre un approfondimento sulla reale rispondenza concorrenziale della convenzione in questione, nel reale interesse della libera e concorrenziale pratica sportiva degli italiani. O, almeno, di quella di quegli sportivi che si accontentano di Eurosport o Sky, e che non vogliono finanziare Supertennis.

 

 

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  1. Florian Andrea - 1 anno fa
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