Carla Suarez Navarro: “Da piccola mi ispiravo a Schiavone ed Henin”

Carla Suarez Navarro: “Da piccola mi ispiravo a Schiavone ed Henin”

La giocatrice nata nelle Canarie fa un bilancio dell’anno e spiega i suoi obiettivi per la prossima stagione, non prima di aver dichiarato come da bambina i suoi modelli d’ispirazione fossero Francesca Schiavone e Justin Henin.

Carla Suarez Navarro ha concluso la propria stagione con un grande premio, ossia la medaglia di bronzo al merito sportivo, assegnatale da parte del Consiglio sportivo superiore; questo è uno degli argomenti che la Suarez Navarro tratta in quest’intervista, assieme agli inizi, i suoi miglioramenti e alle aspettative per la prossima stagione.

La medaglia di bronzo al merito sportivo, un’onorificenza che è arrivata di sorpresa, e che neanche lei si aspettava:”La verità è che io stavo viaggiando e, all’improvviso, ho iniziato a ricevere dei messaggi di complimenti sul mio cellulare, senza che io capissi cosa stava succedendo. Per cosa mi fanno i complimenti se arrivo da casa? Mi chiedevo tra me e me. L’ho ricevuto con la felicità di arrivare in un luogo e ricevere una notizia così. E’ un premio che riconosce la tua carriera e, tanto a me quanto a Xavi (Budo), ci ha fatto molto piacere”, ha detto la giocatrice di Las Palmas.

La spagnola ha fatto un grande passo avanti, ora bisogna ripeterlo e migliorarlo:”Mi piacerebbe fare bene nei Grandi Slam e provare a trovare di nuovo tra le prime 10. Inoltre, ho un sogno che è comune a tutti gli sportivi, in un anno con i Giochi Olimpici, ossia vincere una medaglia. Sono obbiettivi molto importanti a cui miro” dice l’attuale numero 13 del mondo.

Carla Suarez NavarroAnche se con queste ambizioni bisogna tenere una logica che, tanto a lei che alle sue colleghe, porta ad una riflessione comune:”Credo che sarebbe interessante rimpicciolire il calendario, con meno tornei e meno settimane. Ovviamente è complicato, perchè ci sono molte giocatrici, molti interessi e molti contratti in mezzo”.

Tornando indietro di 15 anni, la Suarez spiega come si sia innamorata del suo sport:”Un anno, a scuola, giocammo a tennis come attività extra-scolastica e me ne interessai. Iniziai a praticarlo e, all’età di dodici o tredici anni, dovetti decidere tra il tennis e la pallacanestro. E così decisi il tennis. Ricordo che mi piaceva guardare i match della Schiavone e della Henin, giocatrici con il rovescio a una mano, come me, e non molto alte. Sono giocatrici a cui ispirarsi, che hanno vinto molto nella loro vita”, dice la seconda miglior spagnola delle classifiche.

Domanda trabocchetto: qual’è stato il miglior match della tua carriera? “Non è facile rispondere però, se dovessi dirne uno di quest’anno, penso che sarebbe la semifinale di Roma contro Simona Halep. Mi sono divertita molto io quanto gli spettatori. Lei è una giocatrice che rispetto molto, e in quel periodo era numero 2 o 3 del mondo. E’ stata una vittoria che mi ha dato molta confidenza”, ha detto la pupilla di Xavi Budo.

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Però tranne quel match, ha giocato altri appuntamenti memorabili con un tennis di grande intensità, e questo rende facile sentire dai media i racconti di certe battaglie:”Poco a poco si sta dando al tennis la copertura che merita, anche se, quando si raggiungo importanti risultati, aiuta. Sia Garbine che io ci stiamo impegnando molto. Il tennis nella televisione spagnola si vede sempre di più, ci sono sempre più affezionati che si fanno sempre prendere dai match che ci sono in tv”, aggiunge.

Nel suo cammino, ci sono ancora molti ostacoli da superare e, senza dubbio, ha l’handicap di migliorare un anno del genere:”Al nostro livello ci sono molte esigenze e il livello mentale è molto elevato. E’ evidente che si possono migliorare cose sia sotto l’aspetto tennistico e anche nei dettagli, però credo che il margine di miglioramento nel mio caso è nella parte mentale”, afferma la tennista spagnola.

 

 

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