Chris Evert: “Ho davvero vinto Wimbledon?”

Chris Evert: “Ho davvero vinto Wimbledon?”

L’ex numero 1 del mondo, in una lunga intervista, ha analizzato sia la sua vita privata che la carriera. Inoltre ha rivelato il rapporto speciale che la lega alla sua più grande rivale, Martina Navratilova.

«I miei figli sono l’unica cosa che conta». La leggendaria statunitense, intervistata dal Dailymail, non ha dubbi su quali siano le sue attuali priorità. «Mi occupo soltanto dei ragazzi e del lavoro. Non credo che mi sposerò di nuovo: non sto cercando nessuno, però mai dire mai. Quando ne parlo con le mie amiche mi dicono: “Sei una bugiarda!”.

Vita privata – La 18 volte campionessa Slam è un fiume in piena. «Il periodo migliore l’ho attraversato con Andy (Andy Mill il secondo marito, sposato nel 1988, ndr), quando ho costruito la mia famiglia. Se potessi tornare indietro, cercherei di fermarmi un attimo per capire dove le cose non hanno funzionato, dando il mio meglio per sistemarle». E ancora: «Se fossi stata più costante negli obiettivi che mi ero posta, forse sarebbe andata in maniera diversa. Certe volte in passato non sono stata così sincera con me stessa». Queste parole testimoniano come e quanto la Evert rimpianga quel periodo.

La rivalità con Navratilova – Vengono i brividi pensando alle colleghe e rivali della tennista di Fort Lauderdale: Billie-Jean King, Pam Shriver, Tracey Austin, e soprattutto, Martina Navratilova. «Adesso che non giochiamo più c’è un verro rapporto di empatia tra noi. Martina è stata la mia più grande rivale, però ci allenavamo, pranzavamo e viaggiavamo insieme. Quando vinceva contro di me era la prima a consolarmi. Le persone ritenevano che lei avesse un carattere glaciale, ma in realtà era molto emotiva. Quando ricevevamo delle critiche ingiuste, ci spalleggiavamo a vicenda. Una persona fantastica. La società odierna, e il tennis in particolare, sono completamente diversi: ritengo che quella sia stata un’esperienza irripetibile».

Church Road – L’ultima considerazione non può che riguardare Wimbledon. «È stato il torneo che ho sempre voluto vincere. Provo un po’ di nostalgia ogni volta che ci torno, perché negli anni delle mie vittorie non ne ho colto il reale valore, come se stessi attraversando un tunnel, che ti oscura quello che ti circonda. Inoltre ero troppo giovane. Poi però guardando gli incontri di oggi mi dico: “Gosh, I went through this?”».

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