Criticare Tomic e Kyrgios? E’ come sparare sulla croce rossa

Criticare Tomic e Kyrgios? E’ come sparare sulla croce rossa

Il The Sydney Morning Herald sostiene che criticare Kyrgios e Tomic sia come sparare sulla croce rossa. I due australiani stentano a fare il salto di qualità, anche a causa dei loro comportamenti.

Tratto e tradotto da The Sydney Morning Herald

Scrivere pagine e pagine sulle esuberanze di Nick Kyrgios e Bernard Tomic è facile, come sparare sulla croce rossa.

E’ fin troppo facile farlo e tutto ciò porta con sé alcune questioni etiche e morali.

Bernard Tomic after being defeated by Andy Murray.

Queste le questioni, in ordine irrilevante: sono giovani; stanno giocando su un palcoscenico mondiale; rappresentano un Paese affamato di successi nel tennis da più di un decennio; pochi possono comprendere la pressione sotto la quale si sentono, sia da dentro che da fuori, a meno che non abbiano giocato ad alti livelli; loro non sono Pat Rafter e Lleyton Hewitt; sono usati per il click-baiting, quindi ogni mossa che fanno viene spiegata in dettaglio; i social network sono davvero cattivi…

E gli haters continueranno a odiarli. E io non sono uno di loro. E preferisco capire qualcuno che non li biasimi. Non tutti devono essere Pat Rafter. Si può essere Ilie Nastase, se si vuole. Essere la pallina. Ed essere Ilie Nastase. O no. Non mi interessa chi sei.

E ho perso il conto di quante volte ho scritto articoli sui viziati mocciosi che necessitano di crescere.

Grin and bear it:  Nick Kyrgios during a first round mixed doubles match.

E’ come sparare sulla croce rossa.

Ma ora che abbiamo tutti questi problemi di mezzo, posso umilmente aggiungermi alle critiche e dare anch’io alcuni consigli per Kyrgios e Tomic? So che loro li leggeranno.

Ecco qui. Ragazzi. Ragazzi …

Vincete qualcosa.

Prima, Nick Kyrgios, di iniziare a sorridere di fronte alla brillantezza del tuo dritto incrociato nel terzo set contro Tomas Berdych – un replay che hai più tardi retwittato – forse aspetta finché non batti realmente Tomas Berdych

Vinci qualcosa.

Prima, Bernard Tomic, di entrare in un scambio di battute con Roger Federer, dopo che ha avuto il coraggio di dare una valutazione onesta della tua capacità di diventare un top ten, forse dovresti fare qualcosa che Roger ha fatto per gran parte della sua carriera, incluso il crepuscolo della sua carriera, e quando smetterà probabilmente sarà ricordata nel tennis come la più grande carriera …

Vinci qualcosa.

Illustration: Matt Davidson

Una rapida occhiata dei rispettivi palmarés di Kyrgios e Tomic rivela che essi non hanno vinto molto. Kyrgios ha vinto la Hopman Cup rappresentando Australia – la prima vittoria in 17 anni – all’inizio di questo mese, ma a parte questo non ha vinto un solo titolo ATP.

Tomic ha conquistato tre titoli ATP: gli ultimi due Open di Bogota e gli Internazionali di Sydney nel 2013.

Quindi hanno entrambi vinto qualcosa. Un poco. Ma non basta a giustificare l’ego dalle dimensioni di Mayweather che sembrano portare nelle loro borse porta-racchetta da torneo a torneo, da ogni conferenza stampa a ogni stupido post su Instagram.

“Non tutti meritano di conoscere il vero te. Lasciate che criticano chi pensano che sei.”

Questo è quello che pubblicato Kyrgios su Instagram domenica.

Chi è il vero Nick Kyrgios? Chi è questa personalità a più livelli che noi tutti sembriamo non cogliere? Per favore, potrebbe rivelarsi il vero Nick Kyrgios?

Perché noi stiamo diventando un po’ stanchi di quello che stiamo vedendo fino a questo momento.

Il direttore degli Australian Open, Craig Tiley, ammette che la presenza di Kyrgios fa bene agli affari. Sederi sui sedili. Ecco tutto.

Questo suo Australian Open sarà ricordato per qualche insulto ad arbitri e giudici di linea; un lamento su della musica riprodotta in background durante la sua ultima partita; la decisione sciagurata di fare una telefonata poco prima di una partita di doppio misto (un genio assoluto visto il recente scandalo scommesse che ha investito il tennis mondiale); e che lui esce con Ajla Tomljanović.

E io ricordo il dritto incrociato, ma solo perché lui l’ha retwittato.

Nel frattempo, c’era qualche possibilità che Tomic potesse aver battuto il numero due del mondo Andy Murray nel quarto turno alla Rod Laver Arena nella notte di lunedi. Ovviamente non ci è riuscito, ciò significa che l’Australia ancora una volta non avrà la possibilità di avere un proprio rappresentante tra gli uomini nell’Australia Day.

“Quando gioco bene, io sono un giocatore tra i primi otto del mondo”, ha detto Tomic. “La mia classifica può arrivarci. Io vado a lavorare ogni giorno per arrivare tra i top 10. Non voglio solo arrivare tra i top 10. Si tratta di stare lì.”

Grazie, Bernie. Facci sapere quando accadrà.

L’ispirazione arriva sotto forma di Lleyton Hewitt, che era facile da prendere in giro durante le prime fasi della sua carriera. E’ stato, infatti, come sparare sulla croce rossa.

Hewitt ha camminato a testa alta dalla Rod Laver Arena ed è andato lontano nel tennis professionistico. Non è importante come inizi la tua carriera, ma come la finisci.

Come non detto … Hewitt ci ha dato un ultimo scorcio del moccioso che era durante la sconfitta contro David Ferrer, quando ha chiamato l’arbitro Pascal Maria “un dannato idiota”.

Era il classico Hewitt: incredulo, quasi con la bava alla bocca, usando pesanti parole come “deficiente” e spiegando a Maria perché “tutti nello spogliatoio pensano che tu sia così arrogante“.

Hewitt è stato il numero uno del mondo e campione di Wimbledon. Quindi forse vincere qualcosa non garantisce il rispetto.

Tomic e Kyrgios potrebbero iniziare facendo la cosa giusta.

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