Dieci minuti con… Borna Coric

Dieci minuti con… Borna Coric

Borna Coric non è un tipico 19enne. In un’era tennistica in cui a dominare è l’esperienza, Coric si è dimostrato solido sin dal suo primo torneo ad Umago quando aveva 16 anni.

Oggi, Coric è uno dei soli tre teenager nella top 100 e ha già superato le 50 vittorie nel circuito, tra cui una contro Nadal a Basilea quando aveva solo 17 anni.

In quest’intervista durante il torneo di Toronto, il croato parlava delle difficoltà nell’avere successo così presto, le aspettative per le Olimpiadi e l’amicizia con il numero 1 al mondo Novak Djokovic.

Giornalista: Hai vinto la partita decisiva per la Croazia due volte quest’anno in Coppa Davis. Ci sono grandi storie a riguardo della Davis che aiuta i giocatori a crescere, una su tutti quella di Djokovic nel 2010. Pensi che quelle vittorie possano significare qualcosa in più per te?

Borna Coric: Si, penso sia un grandissimo incentivo per la confidenza, ti dà molta speranza. E’ una sensazione molto speciale perché non giochi solo per te ma per una squadra, per la nazione, quindi ti aiuta decisamente per il futuro.

G: Pensando precisamente alla tua vittoria nell’incontro decisivo contro Jack Sock, è sembrato che giocassi più aggressivamente del solito. Era una parte specifica della tua tattica e credi ti possa aiutare per sistemare i livelli di aggressività nel tuo futuro?

BC: Si, certamente, era quello che cercavo di fare. Sapevo che se non avessi attaccato Jack avrei sofferto perché ha un gran dritto che poteva far male. Sapevo di dover essere  aggressivo e di dover giocare bene, era il mio piano di gioco.

G: Cosa ne pensi della tua stagione fin ora? Hai avuto sia alti che bassi. Hai fatto qualche finale, e quelli sono grandi risultati, ci sono state alcune brutte sconfitte e alcuni dei tuoi risultati contro i migliori giocatori magari non sono stati quelli che volevi, quindi cosa ne pensi della tua stagione?

BC: E’ stata sicuramente più che solo solida. Ho giocato un paio di bei tornei e alcuni decisamente pessimi. A volte sono anche stato sfortunato con il tabellone, ho giocato con alcuni giocatori che mi danno fastidio, ma questo è il tennis. A volte hai un buon tabellone, a volte no. Non posso lamentarmi, è stat una stagione solida fino ad ora, niente di speciale, ma molto solida. Sto pensando al periodo sul cemento americano. Spero di far bene là.

G: Pensi che i campi in cemento siano quelli in cui puoi fare più risultati o sei ancora fiducioso sulla terra?

BC: Non sono sicuro. Dipende da dove gioco, ovviamente. Sui campi in terra gli scorsi due anni mi sentivo molto bene. Ho avuto delle stagioni molto buone sulla terra. Sul cemento, non molto. Ma ho anche dimostrato di poter far bene sul veloce, quindi è un po’ un mix delle due cose. Ma se mi chiedi quale campo preferisco, direi senz’altro uno in terra.

coric-blog-quote_k2ieikgjm4km19e64fs2cw8g0

G: Hai cambiato il tuo programma stagionale e hai saltato Umago quest’anno. E’ stato difficile per te? Sicuramente amerai quell’evento. C’è una grande atmosfera e la gente ti adora. L’hai saltato per la Davis e pensi di tornarci?

BC: Si, è stato solo per la programmazione. Adoro quel torneo. Gioco sempre bene là. Amo la folla ed è praticamente casa mia. Non avrebbe avuto alcun senso andare a Portland per la Davis, tornare in Croazia e poi volare in Canada, ho dovuto decidere. Anche se penso di giocare meglio sulla terra di Umago, questa è la vita. E’ stato il mio sacrificio per la Davis, ma ne è decisamente valsa la pena. Siamo in semifinale, e questo è un grande risultato.

G: Come ti senti pensando di giocare le Olimpiadi e sapendo che la Croazia non ha mai vinto una medaglia d’oro? Cosa significherebbe per te riuscire a far bene là?

BC: E’ una situazione decisamente importante… Penso che Marin [Cilic] possa fare bene. Ha dimostrato di poter giocare un grande tennis. Riuscissi a raggiungere una medaglia sarebbe perfetto, ovviamente, ma non penso succeda. Vado là solo per fare esperienza. E’ un grande privilegio poter giocare per la mia nazione e giocare alle Olimpiadi a soli 19 anni, non molti lo possono dire. Sarà una grande esperienza, ma non sono in corsa per una medaglia. E’ troppo irreale.

G: E’ difficile per te realizzare che hai solo 19 anni, perché a 17 anni hai battuto Rafa, a 18 Murray. Pensi ancora di dover lavorare molto e sei paziente a riguardo?

BC: E’ arrivato tutto molto presto, e assieme. Sono state grandi esperienze, ma allo stesso tempo non è stata una grande cosa. Perché ora ci si aspetta che riesca a battere i grandi giocatori ogni volta, che è impossibile. Ho solo 19 anni e penso di dover fare ancora una grandissima marea di lavoro da fare. Devo migliorare quasi ogni aspetto del mio gioco. Servizio, gioco di volo, dritto e qualcosa del rovescio. Vedo grandi miglioramenti nel mio gioco, ed è quello a cui punto anche nelle prossime stagioni.

G: Quali pensi siano le più grandi differenze tra te e il ragazzino entrato in campo ad Umago nel 2013?

BC: Sono migliorato fisicamente e nel servizio.

G: Volevo sapere della tua amicizia con Novak Djokovic. Sanno tutti che siete molto legati, non solo perché il vostro gioco è simile, ma anche perché ormai è un tuo amico, vero?

BC: Assolutamente. E’ una grande persona. Mi sta ancora aiutando, si allena ancora con me. Circa ad ogni evento. Quindi è una grande cosa. Mi aiuta ad avere più confidenza in campo, ed è un amico molto caro.

Borna Coric

G: E’ stato chiesto anche a Dimitrov a Wimbledon, perché sembra andare molto d’accordo con Djokovic, se avesse mai chiesto consiglio a Djokovic su come migliorare la sua carriera, e ha detto che non si sentirebbe a suo agio a chiederlo a Novak. Saresti a tuo agio se ti sedessi con Novak e dicessi:” Voglio arrivare qua, ho questi obbiettivi. Puoi aiutarmi?”?

BC: E’ una buona domanda. Non ne sono sicuro. Dovrei pensarci. Ovviamente quello è il lavoro del coach. Se hai un buon allenatore penso ti possa aiutare molto in questo, quindi dovrei pensarci. Non penso avrei alcun problema, comunque.

G: Ti sei mai allenato con altri dei big 4 come Roger, Rafa, Murray o Wawrinka?

BC: Si, dipende dai vari tornei e dai nostri impegni. Non è sempre lo stesso, sono tutti incredibili giocatori, ma anche con i piedi per terra, quindi è davvero bello allenarsi con loro.

G: Quale pensi sia il momento migliore della tua carriera per ora? Qual è quello che si è fissato nella tua mente?

BC: Decisamente battere Nadal a Basilea.

G: Davvero? E delle vittorie su Murray a Dubai e i cinque set con Robredo al Roland Garros?

BC: Sono certamente tutte vittorie stupende, ma quella con Rafa è stata la prima grande partita che ho vinto e resterà per sempre nei miei ricordi.

G: Se dovessi scegliere, preferiresti vincere l’oro olimpico, uno slam o essere il numero uno al mondo?

BC: Vincere uno slam.

G: Quale pensi sia il miglior consiglio che potresti dare a riguardo del tennis?

BC: Semplicemente assaporalo Assapora il viaggio.

Fonte: tennistv

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy