Hyeon Chung e il rimedio orientale contro la miopia

Hyeon Chung e il rimedio orientale contro la miopia

Una settimana fa Hyeon Chung si laureava campione alle Next Gen ATP Finals. Circa due anni fa, il tennista sudcoreano rilasciava un’intervista che a rileggerla oggi, alla luce dei recenti risultati, fa quasi tenerezza e ci mostra la sua eccezionale consapevolezza.

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Non aveva ancora compiuto vent’anni, Hyeon Chung, quando rilasciava questa intervista. Look inconfondibile, che ricorda un pò quello del mitico buon Tsparevic, Chung, allora numero 71 del ranking ATP, sperava di trovare, quanto prima, la propria consacrazione nel tennis che conta.

Dopo la vittoria all’Orange Bowl under 12 del 2008, la finale di Wimbledon juniores (persa) contro il nostro Gianluigi Quinzi nel 2013 ed i successi a livello futures e challenger, Chung stentava e stenta, ancora, a sfondare nel circuito maggiore. Non a caso, sta ancora preferendo racimolare punti nei challenger piuttosto che buttarsi a capofitto nel circuito ATP (in cui ha fatto il suo debutto nel 2014).  “Tutto è diverso: i giocatori, i tornei, è complicato giocare nel circuito ATP”dichiarò in quella occasione. Originario della città fortificata di Suwon nella Corea del Sud, Chung è nato il 19 maggio 1996. Il padre, maestro di tennis non ha, mai, messo mai pressione al figlio.

Anche le barriere linguistiche possono rendere difficile il percorso nel circuito. Già da allora Chung prendeva lezioni di inglese. “Ora che sto studiando inglese, va un po meglio”. Giocatore dal fisico atipico per un asiatico (Chung è alto 183 cm per 80kg), il sudcoreano conosceva già bene i propri margini di miglioramento. “Mi piace giocare dalla linea di fondo campo ma, vorrei migliorare il mio gioco a rete”, diceva.  “So che nel tennis moderno ci vuole un ottimo servizio e per questo sto lavorando a fondo pure su questo.”  

Si chiama Hiung Taik Lee l’ultimo tennista sudcoreano ad avere raggiunto un discreto ranking (la posizione numero 37 nel 2007) ma siamo certi che sono altre le mire ed i modelli di Chung. Una sicura fonte di ispirazione sarà stata per il giovane Chung, il giapponese Key Nishikory. Il tennista del Sol Levante, numero 22 del mondo, raccoglie l’eredita di Michel Chang, suo coach. Come Nishikori, Chung ha frequentato la prestigiosa accademia Brandenton di Nick Bollettieri.

Aveva 12 anni quando si trasferì in Florida con il fratello Chung Hong per seguire le orme di Agassi, Sampras e lo stesso Chang.  Chang, con il quale Chung condivide la passione per le banane, fonte inesauribile di potassio. Un altro sarà stato, sicuramente, l’ex numero uno del mondo Novak Djokovic che Chung ha avuto la “fortuna”? di affrontare in un primo turno degli Australian Open 2016 (6/3 6/2 6/4 il punteggio in favore del serbo). “Djokovic gioca bene da fondo ed è forte mentalmente. Riesce a fare tutto bene, alla perfezione. Per questo lo ammiro. E’ stata una grande esperienza. Ho potuto imparare molto giocando contro di lui”.  

Ma è veramente curioso, tuttavia, il motivo che lo ha avvicinato al tennis. Fu, infatti, il medico di famiglia a consigliare alla famiglia Chung di far praticare tennis al figlio Hyeon per tenere sotto controllo la miopia di cui soffriva. Dopo il successo alle Next Gen ATP Finals, Chung è più ricco di 390.000$ ma forse lo è ancora di più in fiducia e solidità.

Il ventunenne sudcoreano che ora è approdata al numero 59 del ranking ATP (che non è comunque il suo best ranking) ha affrontato con una calma ed una sapienza tutta orientale le bordate dei suoi colleghi nextgen. Medved, Rublev, Shapolavov! Ma anche avuto occasione di ritrovare Quinzi. Prossimo obiettivo, ora, sarà sicuramente quello di vincere il primo torneo ATP (aperto a tutte le età) ma, siamo sicuri che lo farà alla sua maniera. Con calma, ragionando, pensando, studiando!

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