I 20 slam senza il numero 1

I 20 slam senza il numero 1

Se Federer salterà Parigi, non sarà certo la prima volta che il leader dell’ATP diserta uno slam.

di Peppe Nacca

Ognuno, si sa, cerca di tirare acqua al proprio mulino. È naturale, è condivisibile, è umano ma nel farlo si dovrebbe cercare di essere obiettivi e non incappare in dichiarazioni non del tutto veritiere. Questa volta la ragione del contendere riguarda Roger Federer e l’ipotesi che il n°1 del mondo possa volutamente saltare per il secondo anno consecutivo il Roland Garros.

Ecco, la questione sta tutta nella volontarietà della decisione, volontarietà che ha fatto uscire allo scoperto Guy Forget, il direttore dello slam parigino, con parole che trasudano delusione e un pizzico di risentimento. L’ex capitano transalpino di Coppa Davis in fondo non ha tutti i torti. Già il cannibalismo terricolo di Nadal ha contribuito spesso negli ultimi anni a far crollare l’incertezza del torneo (giova ricordare che lo spagnolo ha fatto sue 10 delle ultime 13 edizioni e in carriera ha perso solo due incontri a Parigi), se poi a questo aggiungiamo che alcuni tra i suoi concorrenti più credibili sono fermi – Murray e Wawrinka – o quasi – Djokovic – ecco che anche in questo 2018 c’è il rischio concreto che al Roland Garros si vada a giocare per il piatto d’onore, con la Coppa dei Moschettieri già tra i denti di Rafa ancor prima dell’inizio delle ostilità.

Ora, chiarito che Federer in realtà non ha ancora deciso il da farsi in merito alla terra rossa, proviamo ad ipotizzare che lo svizzero scelga di by-passare il periodo per tornare sull’erba come fece nel 2017: sarebbe veramente un caso unico, come ha dichiarato Forget? Quante volte, da quando è stato introdotto il computer per stabilire la classifica mondiale, il n°1 del mondo ha disertato uno slam?

Ebbene, dal 23 agosto 1973 ad oggi, sono state ben 20 le edizioni di un major che non hanno visto ai nastri di partenza colui che, in quel momento, era il n°1 del ranking. Il primo fu proprio Ilie Nastase che, come quasi tutti gli europei (e parte degli americani) dell’epoca, amava poco trasferirsi in Australia. Infatti, nel 1974 il rumeno non partecipò agli Australian Open, che vennero vinti in quell’occasione da Jimmy Connors.

Vero, erano tempi in cui i trasferimenti erano meno agevoli rispetto ad oggi e il torneo australiano per lunghi anni si era alimentato grazie all’estrema competitività dei suoi stessi rappresentanti. Ma la scuola dei canguri iniziava già a mostrare qualche preoccupante segnale di declino e successe così che il torneo del Kooyong, per quasi un decennio, venne disertato da quasi tutte le migliori racchette del circuito. A poco o nulla valse l’escamotage di spostarlo da gennaio a dicembre (questa manovra venne messa in atto nel 1977, stagione in cui in Australia si giocò due volte poi compensato dal 1986, in cui non si giocò affatto) per renderlo più appetibile a chi magari cercava di completare il Grande Slam; gli australiani furono anche sfortunati perché Borg, nel triennio 1978-80 si presentò sempre a New York con mezzo slam in tasca ma non riuscì mai a vincere a Flushing Meadows e di conseguenza non ebbe mai la spinta di volare in Australia.

Quindi, dopo Nastase, per altre 9 volte (fino al 1984 compreso) gli Australian Open dovettero fare a meno dell’allora n°1 mondiale (Jimmy Connors nel 1976, gennaio e dicembre 1977 e 1978; Bjorn Borg nel 1979 e 1980; John McEnroe nel 1981, 1982 e 1984) ma successe per ben quattro volte anche al Roland Garros.

Nel 1974 John Newcombe, leader dell’ATP, rinunciò alla poco amata terra rossa parigina e venne in Europa solo per Wimbledon. Diverso invece il discorso per Jimmy Connors, che saltò da n°1 le tre edizioni dal 1975 al 1977 per ripicca in quanto l’anno precedente (1974) gli era stato impedito di iscriversi dato che la sua partecipazione al WTT statunitense era in contrasto con le regole della ITF.

Anche John McEnroe saltò il torneo di Parigi nel 1982, così come fece Ivan Lendl nel 1990 con la chiara intenzione di preparare al meglio l’assalto al tanto desiderato (e mai conquistato) Wimbledon. Infine, gli ultimi numeri uno del mondo assenti in uno slam sono stati Pete Sampras (Australian Open e US Open 1999), Gustavo Kuerten (Wimbledon 2001) e Rafael Nadal (Wimbledon 2014). In questi ultimi casi sono sempre stati i problemi fisici alla base delle scelte operate dai giocatori ma in fondo, se guardiamo bene, non è comunque una scelta dettata dalla volontà di preservare il fisico quella di Federer?

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  1. Francesco Pilò - 9 mesi fa

    Rafa nel 2014 ha giocato wimbledon.

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