Il cambio generazionale è già alle porte?

Il cambio generazionale è già alle porte?

La stagione 2015 si chiude con dieci giocatori sotto i 20 anni tra i migliori 200 del mondo. Ecco chi sono!

Novak Djokovic è stato il gran protagonista dell’anno, su questo non c’è alcun dubbio, però dopo il serbo ci sono state anche giovani sorprese, anche chiamati teenagers, che sognano un giorno di poter calcare le stesse orme del tennista di Belgrado. Ragazzi che sono ancora in una fase di sviluppo e di maturità ma comunque in procinto di esplodere grazie al talento che li caratterizza. Analizzando la Top 200 ci si può imbattere in almeno 10 giocatori con meno di 20 anni che si propongono di essere il futuro più prossimo di questo sport, dando vita al ricambio generazionale che molti acclamano da diverso tempo.

Borna Coric (#44). Il croato è il giocatore portabandiera di questa generazione di tennisti che già sta scalpitando nel circuito professionistico. Con due semifinali nei tornei ATP già nel proprio palmarés (Basilea 2014 e Dubai 2015), Borna Coric già si è stabilito nella top 50, uno dei suoi grandi obiettivi di questa stagione. Ancora non riesce a disputare una finale nel circuito ATP ma la scalata e i risultati di prestigio sembrano essere solo una questione di tempo.

Hyeon Chung (#51). L’unico dei dieci con un bilancio positivo di vittorie nel circuito ATP (12-10). Questo coreano di 19 anni, con un talento unico, chiude la sua seconda stagione tra i professionisti ai margini della top 50 e con quattro challenger vinti. Vederlo giocare è una delizia per gli occhi, soprattutto per il suo modo di competere e quella sicurezza da fondo campo molto inusuale per la sua età. A Shenzen, per la prima volta in carriera in un torneo ATP, ha raggiunto i quarti di finale.

Thanasi Kokkinakis (#77). Promise molto già dalla scorsa stagione e, può essere, che si sia parlato troppo presto di lui. Sta di fatto che il grande exploit del suo compagno di Davis, Nick Kyrgios, che spesso ha anche lasciato a desiderare, gli ha rubato un po’ di attenzione. La cosa più brutta per Kokki è il fatto che questo 2015 sarà ricordato più per una frase, quella famosa di Kyrgios, che per il suo rendimento sul campo. Molto spesso nei tornei ha partecipato alle qualificazioni, spesso vincendole, e il suo acuto sono stati gli ottavi di finale raggiunti al Masters 1000 di Indian Wells.

Alexander Zverev (#80). L’ATP non ha esitato nemmeno un attimo ad assegnargli il premio “La Stella nascente”, a margine della cerimonia delle ATP World Tour Finals. Il tedesco è il tennista più giovane nella top 100 (18 anni e cinque mesi), che nella scorsa stagione già si fece conoscere per la vittoria agli Open di Australia junior. Semifinali a Bastad e quarti a Washington gli hanno permesso di raggiungere la posizione numero 74 delle classifiche mondiali.

Jared Donaldson (#134). Una delle maggiori promesse del tennis a stelle e strisce. L’oriundo di Providence ha fatto registrare i primi risultati nei tornei di casa, Newport e Atlanta, continuando comunque a disputare tornei del circuito Challenger con una vittoria (Maui) e una finale (Sacramento). Il 2016 dovrà essere l’anno della consacrazione nella top 100.

Elias Ymer (#136). Nato in Svezia non puoi sbagliare a impugnare una racchetta. Dalla terra di Bjorn Borg, Mats Wilander o Stefan Edberg, arriva ora Elias Ymer, l’uomo con il compito di riportare la propria terra agli antichi splendori. E non è solo, visto che anche suo fratello Mikael, di due anni più piccolo, è già campione d’Europa junior, ma concentriamoci su Elias. Dopo aver superato le qualificazioni dei quattro Slam, il tennista di Stoccolma non ha ancora avuto modo di ottenere una vittoria in un Major, ma ciò comunque non gli ha proibito di scalare quasi 100 posizioni nel ranking. Il suo rapporto con Galo Blanco si è interrotto prima della fine della stagione e ora questo talento ha bisogno di un maestro che lo guidi.

Karen Khachanov (#152). Sempre restando in tema di Galo Blanco, arriviamo a parlare di questo russo che si è -distinto in questa stagione soprattutto nella categoria Futures. Il tecnico australiano, che non lavorerà più con Elias Ymer, inizierà a seguire Khachanov, che dovrà farsi valere per migliorare nei tornei Challenger.

Andrey Rublev (#173). Lui non necessita di presentazioni. Rubio, con lo sguardo cattivo e una velocità di palla che si fatica a capire a 17 anni. Così si è presentato Andrey Rublev in questa stagione, ora con già 18 anni compiuti. Le sue vittorie contro giocatori già consolidati hanno iniziato a costruirgli un nome, fino a quando la sua eliminazione della Spagna dalla Coppa Davis ha finito per confermare i presagi. E’ colui che vinse il Roland Garros junior del 2014 contro Munar in finale e dunque non può essere un caso che lo abbiamo visto ottenere buoni piazzamenti nei tornei ATP.

Taylor Fritz (#176). La grande rivelazione di questo finale di stagione. Dei dieci è colui che ha scalato più posizioni nell’ultimo anno. Partito a gennaio come numero 1151. Ora vediamo dove si trova. Campione junior degli US Open e vincitore di due Challenger consecutivi (Sacramento e Fairfield), Taylor Fritz già sembra essere proiettato ad un’ulteriore scalata di classifica. Già ha ottenuto un suo primo trionfoin un match ATP in quel di Nottingham, dove riuscì a battere Pablo Carreno Busta.

Frances Tiafoe (#178). Questo nordamericano di soli 17 anni, il più giovane di questa lista, si è aggiunto quasi all’ultimo minuto. Così come Fritz, anche lui partì molto dietro in classifica (1145esimo) ma settimana dopo settimana è riuscito a guadagnare punti preziosi, grazie ai buoni risultati ottenuti nei circuiti Futures e Challenger. Ora si trova nella Top 200 avendo già vinto una partita ATP (a Winston Salem contro Duckworth). L’erede di Andy Roddick e compagnia sta prendendo forma in giocatori come Tiafoe.

Anche oltre la top 200 sembrano esserci molti altri teenager con un futuro molto promettente: Quentin Halys, Duckhee Lee, Tommy Paul o Christian Garín sono solo alcuni di questi.

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