Il futuro del tennis passa da McEnroe?

Il futuro del tennis passa da McEnroe?

Alla Laver Cup una schiera di bad boys e tennisti di medio livello hanno impegnato i due “stellari Rafa e Roger” che, anche se a fatica si sono guadagnati la vittoria. La chiave? il cuore come sempre, ma anche John McEnroe

di Anna Lamarina, @annalamarina

A Novembre uscirà in Italia il film su una delle maggiori rivalità del mondo del tennis, quella di Borg e McEnroe due personaggi agli antipodi, come i loro stili di gioco e le loro storie. In pratica due archetipi :Borg, il ragazzo dai gesti polari, glaciale e John McEnroe irascibile, rissoso, strafottente e provocatore.

DAL CINEMA ALLA LAVER CUP – Lo scorso week end la loro storica rivalità è tornata al suo habitat originario, sui campi da tennis, le due leggende del tennis sono stati infatti i capitani alla Laver Cup delle due squadre avversarie, il “team Europe” capitanato da Bjorn Borg e il team “World” capitanato dal grande John. Le due formazioni inizialmente sono sembrate un po’ impari, infatti il “team Europe” poteva vantare nelle sue fila il n°1 e il n°2 del mondo, Roger e Rafa, oltre al next gen n°4 al mondo Alex Zverev, Marin Cilic, Dominic Thiem e Fernando Verdasco. Nel team “Mondo” invece John McEnroe aveva schierato molti “bad-boys” del mondo del tennis, primo fra tutti Nick Kyrgios, emblema come McEnroe di irriverenza e strafottenza, Kokkinakis, gli statunitensi Jack Sock e Sam Querrey e i NextGen Tiafoe e Shapovalov.

ROGER E RAFA TROPPA ROBA PER I NEXT GEN? – Roger Federer e Rafa Nadal, i due protagonisti della maggiore attuale rivalità del tennis, nel 2017 si sono spartiti i quattro  Slam, e insieme contano ben 67 anni e 35 titoli Slam. Tutto questo ben di Dio non rende certamente la vita facile alla nuova generazione di Top Players, i quali possono contare si, su gambe da ventenni e colpi strepitosi ma una volta in campo di fronte a uno di questi personaggi spesso subiscono l’esperienza e l’aura che sono quelle dei campioni.

JOHN MCENROE PROTAGONISTA – Alla Laver Cup comunque, competizione a squadre fortemente voluta da Roger Federer, in cui il campione svizzero ha vissuto l’esperienza del team con il suo rivale Rafa Nadal, questa annunciata supremazia da parte del team Europe di fatto non c’è stata. La chiave dell’equilibrio sostanzialmente raggiunto dai due team è stato proprio John McEnroe, capitano della formazione “Mondo”. I partecipanti del suo team erano tennisti promettenti alcuni,  altri erano stati in passato  grandi speranze per il tennis statunitense, certamente personaggi con indubbie doti, grandi servitori e in certe occasioni giocatori difficili da battere. Niente comunque se paragonato a chi c’era dall’altra parte.

John+McEnroe+Laver+Cup+Trophy+Unveiled+yWQOkz0ZqxVl

UNA SQUADRA AGGUERRITA – Ebbene John McEnroe è stato in grado di trasformare questi professionisti del tennis nella squadra più agguerrita che si potesse immaginare, il campione statunitense è riuscito a motivare, a dare positività a  “pistole facili” del calibro di  Nick Kyrgios e Jack Sock, i quali hanno risposto rendendo la vita molto difficile rispettivamente a Federer e a Nadal.

NICK E IL SUO RAPPORTO MALATO COL TENNIS – Non poteva esserci un motivatore migliore per Nick Kyrgios, il quale ha dichiarato recentemente di non amare il tennis, di esserne addirittura in certe occasioni disgustato. In un’intervista alla Laver Cup Kyrgios ha dichiarato “Gioco a tennis perché so farlo meglio di qualsiasi altra cosa. John ed io siamo simili in tante cose, è stato un grande aiuto per me. Mi capisce, sa da dove vengo e i motivi dei miei comportamenti” John d’altro canto dice di essere stato molto fortunato ai suoi esordi, infatti quando era un ragazzo non subiva la pressione che c’è oggi su Kyrgios ew sui “Next Gen” come il 20enne Zverev o il 18enne Shapovalov.

DICIOTTENNI E IL TENNIS – Diciottenne come era il giovane McEnroe nel 1977, quando a Wimbledon da qualificato raggiunse le semifinali sconfitto da Jimmy Connors. Dopo un anno passato alla Stanford University, John divenne professionista e nel 1978 vinse gli ATP finals battendo in finale il leggendario Arthur Ashe. “Quello di Wimbledon 1980 è stato probabilmente il miglior risultato per me- racconta McEnroe nel suo libro “But seriously”- raggiungere le semi nella mia seconda prova Slam mi ha cambiato la vita. E se avessi raggiunto la finale, o addirittura vinto? In questo modo ho potuto tornare al college e sentire meno la pressione delle aspettative”

MCENROE BORG – McEnroe non aveva i problemi motivazionali che ha Kyrgios soprattutto riguardo al ranking. Lui è andato dritto al vertice ed è diventato subito il migliore di tutti. Semmai ha avuto i suoi problemi quando, un anno dopo averlo battuto a Wimbledon nel mitico match del 5 Luglio del 1980, inaspettatamente Borg, il suo rivale di sempre ha deciso inaspettatamente di ritirarsi “Il mio problema era che non riuscivo più ad allenarmi per migliorare, non avevo più la motivazione. La decisione di Borg di ritirarsi è stato il più grande dolore della mia carriera”

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KYRGIOS E SOCK – Ciò che accomuna McEnroe a Kyrgios è  il carattere irascibile e facile agli scoppi d’ira. Racconta però  l’australiano “ Ho letto di tutto sul mio conto. Hanno scritto che non merito di rappresentare l’Australia, che sono una disgrazia, questo è duro da digerire, in fondo sono umano” Anche Jack Sock ha tratto beneficio dall’avere John McEnroe al suo fianco. Durante il match con Nadal, l’americano aveva perso il primo set e tutto sembrava perduto “I Top Players ti guardano e credono di avere già in tasca la vittoria, se vuoi vincere devi riuscire a battere te stesso, lo decidi tu, smettila di scuotere la testa e scegli di non accettare più questa situazione- gli ha detto il veterano al cambio campo- questo è il coraggio, a te non manca niente, hai il servizio, hai i colpi, hai tocco, capisci cosa ti sto dicendo?” Sock nel secondo set batté Nadal, vincendo poi anche il Tie break decisivo. “Ho capito- ha detto Sock che devo entrare in campo contro i top players per vincere e non solo sperando di giocare bene”

MCENROE FUTURO ALLENATORE DI FUTURE STAR? – La domanda che in molti si fanno visti gli ottimi risultati ottenuti da questa collaborazione è, accetterebbe McEnroe di allenare Sock o Kyrgios se glielo chiedessero? Kyrgios è da sempre sbandierato come il giocatore più di talento della sua generazione, anche se ancora non ha rispettato le aspettative ed è pressoché stabile intorno alla 20esima posizione del ranking, Sock è stato considerato per molto tempo  e fino a qualche anno fa una grande promessa del tennis statunitense.

OLTRE RAFA E ROGER SI ARRIVA ATTRAVERSO JOHN – La Laver Cup è finita 15-9 per il team Europe, che ha scongiurato con la vittoria- al tie break tanto per cambiare- di Federer su Kyrgios il doppio di spareggio che si sarebbe giocato in caso di parità. In ogni caso questa competizione è riuscita a smuovere gli animi di generazioni di tennis che hanno rivisto in campo Borg con il suo contegno e McEnroe con il suo estro , Federer e Nadal, questa volta dalla stessa parte della rete godere dell’esperienza l’uno dell’altro, nonché essere liberi di apprezzarsi nella tecnica e nelle scelte tattiche e non ultimi, il futuro del tennis copn Kyrgios Zverev Shapovalov e Tiafoe. Quindi la domanda finale è: chi potrà battere il duo apparentemente invincibile del 2017 composto da Federer e Nadal? Forse la risposta è ancora nel passato e fa di nome John McEnroe

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  1. Alberto Lazzari - 2 anni fa

    La chiave è stata l’assegnazione del punteggio durante i tre giorni e la scelta di come giocare gli incontri, perché in questo periodo l’Europa è superiore in tt!!! Senza contare chi mancava…

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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