Il prezzo del perdono: il misero epilogo della vicenda Wawrinka-Kyrgios

Il prezzo del perdono: il misero epilogo della vicenda Wawrinka-Kyrgios

Quando lo scorso 17 Dicembre Stan Wawrinka, alla vigilia del suo esordio nel famigerato IPTL, esplicitò che il vero incentivo per la sua partecipazione andava ricercato nel cospicuo ingaggio garantitogli, in molti plaudirono la franchezza dello svizzero, merce sempre più rara nel mendace microcosmo tennistico. A distanza di pochi giorni da quello sfoggio di trasparenza, però, quelle stesse parole sembrano essersi ritorte contro il trionfatore del Roland Garros, stando all’avvilente epilogo di una delle vicende meno appassionanti di questo anno solare.

Quando lo scorso 17 Dicembre Stan Wawrinka, alla vigilia del suo esordio nel famigerato IPTL, esplicitò che il vero incentivo per la sua partecipazione andava ricercato nel cospicuo ingaggio garantitogli, in molti plaudirono alla franchezza dello svizzero, merce sempre più rara nel mendace microcosmo tennistico.

A distanza di pochi giorni da quello sfoggio di trasparenza, però, quelle stesse parole sembrano essersi ritorte contro il trionfatore del Roland Garros, stando all’avvilente epilogo di una delle vicende meno appassionanti di questo anno solare.

La tappa finale del carrozzone patrocinato da Mahesh Bhuphati, tenutasi nello scorso fine settimana in quel di Singapore, ha fatto da teatro all’armistizio siglato tra lo stesso Wawrinka e Nick Kyrgios, protagonisti della più sguaiata colluttazione verbale degli ultimi mesi.

Il fattaccio risale allo scorso 13 Agosto, quando nel corso del match di secondo turno turno del Master 1000 di Montreal, Kyrgios esternò le proprie riserve sulla limpidezza e la moralità di Donna Vekic, giovane fidanzata dell’elvetico. Il Dagospia australiano, infatti, epitetò la tennista croata nel più degradante dei modi, facendola passare per una vorace ed instancabile ornitofaga (per referenze citofonare Kokkinakis).

waw kyr vek

Da quell’indelebile tafferuglio i due, per stessa ammissione di entrambi, hanno accuratamente evitato ogni tipo di contatto, data l’insanabilità del precedente canadese.

Appassionati, osservatori, associazioni umanitarie e persino l’A.I.C.C (Associazione Internazionale Cornuti Cornutissimi) si mobilitarono in sostegno del vilipeso Stan, esprimendo tutto il biasimo possibile nei confronti dell’infame calunniatore.

Quale non è stata la nostra sorpresa, dunque, nel rivedere a distanza di uno striminzito trimestre Kyrgios e Wawrinka intenti a spalleggiarsi come due vecchi amici, ostentando un’intesa magicamente ritrovata. La magia che ha permesso a Stan di commutare il rancore accumulato in puro ed esondante amore universale nei confronti del prossimo non va ricercata nel potere curativo del tempo, nè tantomeno in un inverosimile cammino spirituale intrapreso da Waw. La ragione che ha permesso allo svizzero di silenziare il proprio orgoglio ferito ha una matrice molto più terrena e tangibile: il denaro.

Pur di non rinunciare all’esorbitante compenso, infatti, Stan ha accettato le regole del carrozzone, mettendo in scena una simulazione talmente penosa da riabilitare le doti recitative di Raoul Bova. Lo svizzero, inserito dagli organizzatori nella medesima compagine di Kyrgios (Singapore Slammers), ha malcelato tutto il proprio imbarazzo nel doversi adeguare ad un contesto in cui l’odiato australiano incarnava il ruolo di indiscusso mattatore, grazie alla miriade di stucchevoli gag lucrate dal repertorio di Gabriele Cirilli. Così Wawrinka ha accettato di sorseggiare l’amaro calice, porgendo l’altra guancia a Kyrgios per tutta la tre giorni Singaporiana. Lo svizzero ha abbozzato una quantita incalcolabile di sorrisi a mezza bocca, di fronte alle trovate da animatore turistico di quart’ordine di Nick, violentandosi a più riprese pur di non far trasparire l’evidente risentimento che ancora alberga in lui.

 

La mortificante comparsata dell’elvetico, però,  ha avuto il merito di confermare e al tempo stesso di confutare l’ignominioso pettegolezzo veicolato da Kyrgios poco più di tre mesi fa: nella coppia Vekic-Wawrinka, in effetti, una persona di facili costumi c’è, ma di certo non è la croata.

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