Il tennis e l’infanzia: quando cominciare sin da piccoli ha i suoi rischi

Il tennis e l’infanzia: quando cominciare sin da piccoli ha i suoi rischi

Uno studio condotto dal CIO riporta che non sempre praticare sin da piccoli un unico sport possa dare i suoi frutti, bensì bisogna praticare vari sport, per migliorare tutte le caratteristiche e completarsi. Ricordate i casi di Federer e Nadal?

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Quando si pensa a tutti gli atleti professionistici nei vari sport, pensiamo sempre a bambini prodigi che iniziano sin da piccoli. Nel tennis, come molto spesso accade, si pensa che molti di questi campioni nascano già con “l’attrezzo in mano”. L’esempio più importante è dato dalle sorelle Williams, il quale hanno cominciato a praticare questo sport sin dalla tenera età grazie al padre. Ma è sempre efficace cominciare a praticare il tennis nei primi anni della propria vita?

ROGER E RAFA, QUANTI SPORT!- Non sono di questo avviso Roger Federer e Rafael Nadal. Lo svizzero e lo spagnolo, simboli di questo sport, non hanno sin da subito praticato il tennis. Roger Federer infatti non ha mai praticato il tennis sino alla età di 8 anni, e prima e nel mentre della propria infanzia è stato stimolato dalla madre a praticare il Basket, Badminton e Cricket. Come ha sempre riportato nelle proprie interviste, Roger Federer ringrazierà sempre la madre per queste scelte, dato che questi sport lo hanno migliorato e perfezionato in modo indiretto nello sport che fino ad oggi lo ha reso uno dei migliori della storia del tennis. Infatti tutti e tre gli sport hanno dato benefici allo svizzero sotto l’aspetto della coordinazione e dei riflessi, rendendolo migliore nei movimenti laterali. Stesso caso, ma sport diverso per Rafael Nadal, il quale il tennis inizialmente non amava. Infatti sino alla età di 12 anni (7 anni dopo vinceva il suo primo Roland Garros!), lo spagnolo praticava il calcio in una delle squadri giovanili più forti della sua zona, preferendo cosi di gran lunga il calcio al tennis, praticandolo assieme allo zio Toni due volte a settimana.

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MURRAY E DJOKOVIC, CONFERME E CONTRASTI- Altri e due sono i casi da prendere come riferimento. Andy Murray è la conferma di come, praticare un solo sport non porta sempre i frutti sperati. Il tennista scozzese ha cominciato a praticare il tennis sin dalla tenera età, assieme sua madre, ma Andy per un periodo smise di praticare il tennis, stufo degli allenamenti e delle regole rigide della madre, si affacciò al mondo del calcio provando anche un provino per i Rangers Glasgow, ma anche qui si stancò subito e riprese a giocare a tennis, non sbagliando la scelta. Cosa ha dato il calcio a Murray? La corsa, l’accelerazione ed il fiato, rendendolo il tennista più forte degli ultimi tempi in chiave difensiva. Al contrario invece Nole Djokovic, il quale sin dalla età di 5 anni praticò il tennis, innamorandosene sin da piccolo. Cominciò tutto quando nella sua città vide costruire dei campi da tennis davanti alla pizzeria di famiglia. Da lì se ne innamorò subito di questo sport, cominciando a praticare il tennis assieme alla allenatrice Jelena Genčic, ex tennista. Djokovic prese subito confidenza con l’attrezzo, e subito la Genčic capì che il serbo con il tennis aveva una certa affinità.

CONCLUSIONI FINALI- Andando ad analizzare l’infanzia di molti tennisti, vediamo come la maggior parte dei casi non ha iniziato a praticare il tennis sin da subito, bensì dietro vi sono molti sport che hanno in teoria aiutato i giocatori a completarli in termini caratteristiche. Come detto, vi sono due correnti di pensiero. La prima è che praticare molti sport aiuta nella crescita e  riduce del 50% gli infortuni (confermato da uno studio medico), mentre un’altra afferma che praticare tutti questi sport porti solo confusione e non servi a niente. E voi da che parte state?

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