La coda per vedere Federer a Wimbledon: “Alcuni dormono lì per due notti”

La coda per vedere Federer a Wimbledon: “Alcuni dormono lì per due notti”

Anche quest’anno, a Wimbledon, è arrivata la immancabile “queue”, ossia la fila di spettatori, che inizia anche la sera prima, per trovare i biglietti dei Championships.

TUTTI PER ROGER

“E’ follia – dice la 25enne Myrian Khalil, tifosa di Djokovic proveniente dal Medio Oriente. “Da quando siamo qua, abbiamo visto tifosi di Roger dappertutto. E’ una cosa molto bella ma allo stesso tempo parecchio stressante, perché tutti, ad ogni costo, vogliono vedere Federer sul centrale. Soprattutto quest’anno”.

Con l’età che avanza (l’8 agosto compirà 36 anni), il momento del ritiro per Roger Federer è sempre più vicino:”Perché bisogna pensare a queste cose?”, chiede Karen Wilson, tifosa con gli orecchini con tanto di “RF”.

LA STORIA DI SUNTA SIGTIA

Ci sono persone che affrontano viaggi lunghissimi, come Sunta Sigtia, che ha percorso 7966 km, partendo da Calcutta, per raggiungere Wimbledon:”Praticamente ogni persona è qui per vedere Roger quest’anno, e questo rende difficile trovare i biglietti. Io potrei vederlo giocare anche per 24 ore al giorno tutta la settimana.
Di solito, arrivavamo intorno a mezzogiorno del giorno prima, ed avevamo la certezza di entrare sul Centrale, ma ora non ne siamo più così convinti: ci sono persone che dormono anche due notti qua per vedere Federer
La stessa Sigtia ammette di avere un marito molto generoso e comprensivo, che le permette di fare una donazione al fan club di cui fa parte ogni volta che lo svizzero vince un torneo:”in questo modo restituisco quello che mi dà col gioco”.
Sempre a Calcutta, Sunta Sigtia ha aperto una fondazione per aiutare i bambini orfani del luogo e iniziarli al tennis: ovviamente il nome della fondazione è “I tifosi immensamente ispirati di Roger Federer”

DORIS LOEFFEL, UNO DEI PRIMI DEL FAN CLUB

Doris Loeffel è una delle persone che ha avuto la fortuna di vedere più volte Federer dal vivo, essendo uno dei primi ad entrare nel “Federer fan club”, nato da una radio svizzera dopo il terzo successo dell’elvetico a Wimbledon, nel 2005:”Non so quante volte io l’abbia visto giocare, ormai mi riconosce e parla con me. E’ questo che mi piace di lui, perché non si è solo un numero, ma ti riconosce, parla con te, anche con i tifosi più folli, che lo seguono attorno al mondo. Mi sembra di essere parte di una famiglia, e mi dedico al fan club come lo fosse: lavoro per esso, organizzo incontri, insomma, per me Roger è presente ogni giorno”.

“Con tutti i soldi che ho speso per vederlo, avrei potuto prendermi una bella macchina, ma ogni secondo passato a bordo campo mi ripaga molto più di quello”.

SHALEEM GRANT, E IL PARAGONE CON ALTRI SPORTIVI

“Non credo che nessuno, nello sport, riesca a far muovere così tante persone e trasmettere così tante emozioni – dice Shaleem Grant, cittadino londinese –

Lo stesso Grant ha riportato un divertente aneddoto accaduto prima della finale degli Australian Open:”Dovevo vederla con un mio amico, ma il suo wi-fi si è rotto, io avevo una gamba ingessata, ma comunque siamo riusciti a trovare un bar in cui guardarla”

 

Questi, e molti altri, sono i sacrifici che fanno le migliaia di tifosi di Federer per vederlo, soprattutto ora che, tra poche ore, scenderà in campo contro Marin Cilic per vincere il 19esimo slam e il suo ottavo a Wimbledon.

Fonte: Tennis World Italia

 

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