Le 28 cose che abbiamo capito da questo Wimbledon 2015

Le 28 cose che abbiamo capito da questo Wimbledon 2015

Considerazioni semiserie intorno a Wimbledon, l’altare del tennis

Wimbledon è ormai ufficialmente giunto alla conclusione. Ma, a posteriori, quali sono le cose che abbiamo appreso da questa edizione dei Championships?

1) “L’età non conta”, è questo il motto di Wimbledon 2015: Serena Williams e Roger Federer, le due star più amate, raggiungono insieme la soglia dei 66 anni di età.

2) Addirittura per Serena c’è la possibilità completare il Grand Slam, ovvero vincere i 4 Major in una sola stagione. Con Wimbledon si porta infatti a quota 3 nel 2015, ed a Settembre avrà tutta la pressione allo Us Open.

3) Novak Djokovic potrebbe non essere l’uomo adatto a cui chiedere di fare il baby-sitter, dati gli urli disumani che lancia in campo.

4) Stan Wawrinka dovrebbe giocare sempre sull’erba.

5) Tomas Berdych invece dovrebbe iniziare a trovare una valida alternativa al tennis.

6) Le fragilità di Murray sono ricomparse. Contro Federer nei momenti chiave l’hanno abbandonato sia la seconda di servizio che il dritto, entrambi troppo deboli per far fronte al campione svizzero.

7) Il “grunting” di Azarenka e Williams nei quarti di finale ha raggiunto livelli assurdi di decibel e comicità.

8) I biglietti possono costare anche cifre esorbitanti. La gente li compra lo stesso.

9) Victoria Azarenka sta tornando ai suoi massimi livelli, finalmente.

10) La leggenda della scomparsa del rovescio a una mano è stata smentita da due semifinalisti.

11) Wimbledon ancora oggi non ama le sorelle Williams.

12) I giudici di sedia sono stati divertenti. A partire da Mohamed Lahyani, con le sue enormi pause (fiftheeeeen… love), per arrivare alla seducente voce di Kader Nouni.

13) Genie Bouchard ha un un serio, enorme problema con il tennis… ma non con le copertine.

14) La tanto attesa avanzata del tennis asiatico è ancora in alto mare.

15) Per parafrasare ciò che è stato scritto sul “The Australian”, Nick Kyrgios è al tempo stesso una boccata d’aria fresca e una testa calda. Wimbledon sarebbe comunque noioso senza di lui. E senza il mitico Fogna, ovvio.

16) Andy Murray è inglese quando vince, scozzese quando perde.

17) I giornalisti di tennis americani sono spassosi e burloni.

18) Andy Roddick è esattamente ciò che la datata e saccente BBC si merita. Qualcuno però dovrebbe dirgli che sarebbe il caso che parli più lentamente, ricordandogli che non sta servendo.

19) Il tabellone maschile non ha prodotto molte sfide classiche e degne di nota. A parte Djokovic-Anderson e Wawrinka-Gasquet, non si sono viste partite conclusesi in 5 parziali nella seconda settimana.

20) Richard Gasquet non vincerà mai uno Slam. Il francese avrebbe il talento ma gli manca l’indispensabile determinazione e la preparazione fisica per aspirare ad un Major. A breve inizia l’Open Championships di golf, perchè non tentare.

21) Federer ha il supporto del pubblico ovunque vada. Nonostante  il tifo fosse leggermente a favore di Murray in semifinale, è stato comunque abbastanza discreto e rispettoso verso il tennista più amato e idolatrato di sempre.

22) Rafael Nadal sarà sempre, d’ora in poi (fino a quando?) vulnerabile durante la prima settimana. Le sue ginocchia non si adattano subito alla soffice erba inglese. Solo se riesce a trascinarsi almeno agli ottavi può diventare pericoloso. Ovvero quando “avvista” la terra.

23) La testardaggine della Sharapova può costarle molti titoli. In un’allegra conferenza post-match si è rifiutata di dire quale fosse la sua strategia per cercare di battere Serena. Ma quale strategia, suvvia.

24) Il “rastaman” Dustin Brown è stato solo l’ultimo dei “senza speranza” a sbattere fuori Rafa Nadal da Wimbledon.

25) Il sessismo sopravvive alla grande nel tennis. Le donne possono prendersi tutte le pause che vogliono ma il tempo di permanenza in campo è nettamente inferiore a quello degli uomini e non ne sono affatto contente.

26) Serena Williams ha ragione: Garbine Muguruza vincerà Wimbledon entro i prossimi due anni. Ancora prima, se Serena si ritirasse.

27) Le nuove leve hanno fallito: Dimitrov, Bouchard, Halep e Raonic, tutti semifinalisti nel 2014, quest’anno hanno vissuto un blackout collettivo non passando nemmeno il terzo turno.

28) Se ne sentono di tutti i colori quando si chiede ai giocatori cosa hanno visto alla televisione la sera prima di un match importante.

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