L’eroe di Jack Sock

L’eroe di Jack Sock

Spesso nella vita dei tennisti professionisti c’è un altro giocatore, famoso, inarrivabile e vincente, ad aver ricoperto il ruolo dell’eroe cui ispirarsi. Molto più raro che il proprio “eroe” sia uno di famiglia, anzi un fratello. Parliamo della bella storia di Jack ed Eric Sock.

Uno dei volti nuovi del tennis mondiale è lo statunitense Jack Sock.
Per diversi anni il tennis a stelle e strisce è stato rappresentato dai Bryans e da John Isner, più che degnamente, ma di sicuro sotto tono rispetto ai fasti del passato remoto e più recente.
Sock è stato capace di affacciarsi alla ribalta del tennis mondiale, chiudendo l’anni tra i top 30 del ranking, anticipando i successi in singolare con ottimi risultati in doppio insieme al canadese Pospisil in doppio. Facile prevedere una sua ulteriore ascesa nella prossima stagione.
Con questi ottimi presupposti il sito tennis.com lo ha intervistato per la rubrica “My hero”, nella quale gli intervistati rivelano quale sia il loro eroe di gioventù, il modello cui hanno guardato come punti di riferimento nella loro carriera. Chi ha indicato Jack Sock?

La risposta è stata suo fratello Eric.

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Di due anni più grande di Jack, Eric ha iniziato a giocare a 10 anni, seguito in contemporanea dal fratello. Insieme hanno giocato nel circuito giovanile, facendo importanti progressi che li hanno portati a risultati rilevanti, fino ai tornei NCAA, passando per l’università del Nebraska, stato dal quale proviene la famiglia. Sembrava un percorso davvero luminoso, finché Eric ha avuto un forte raffreddore che si è rapidamente rivelato come una gravissima forma di polmonite bilaterale. Tre settimane di ricovero, metà del tempo sotto ventilazione assistita, un intervento chirurgico che ha rimosso le cause della potente infezione, una riabilitazione lenta, non facile.

Un evento che ha sconvolto Jack, ma lo ha ovviamente rafforzato, perché attraverso la sofferenza del fratello e la sua grande tenacia, ha potuto forgiare la sua personalità e la sua dedizione al lavoro, alla determianzione che lo sostengono tutt’ora. Jack precisa che adesso la funzionalità dei polmoni del fratello è tornata totale, tant’è che può seguirlo nel circuito come coach e sparring partner, averdo un gioco anche abbastanza speculare rispetto al suo, ovvero dritto potente, servizio solido e voglia di venire avanti a chiudere il punto dopo aver colpito aggressivamente da fondo. Un coach col quale il rapporto è speciale, anche per la ovvia complicità che regna tra fratelli. Una storia che vale più di tante motivazioni per giocare al nostro meraviglioso sport e provare ad inseguire il sogno di un altro, e realizzarlo per lui.

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