Loredana Bertè vuota il sacco: “I tennisti sono bambini nevrotici, McEnroe si faceva le canne e Borg era un cocainomane paranoico”

Loredana Bertè vuota il sacco: “I tennisti sono bambini nevrotici, McEnroe si faceva le canne e Borg era un cocainomane paranoico”

Prosegue, senza soluzione di continuità, l’inarginabile diffusione di pepati stralci tratti dalla controversa biografia di Loredana Bertè. La puntigliosa urlatrice calabrese, ormai stabilmente domiciliata nell’oblio collettivo, ha pensato bene di condensare anni di sputtanamenti ai danni di amanti, consorti e semplici passanti, nella speranza di ottenere un ingaggio per la prossima edizione de “La talpa”

Prosegue, senza soluzione di continuità, l’inarginabile diffusione di pepati stralci tratti dalla controversa biografia di Loredana Bertè. La puntigliosa urlatrice calabrese, ormai stabilmente domiciliata nell’oblio collettivo, ha pensato bene di condensare anni di sputtanamenti ai danni di amanti, consorti e semplici passanti, nella speranza di ottenere un ingaggio per la prossima edizione de “La talpa”

I ricordi più accuminati della Bertè riguardano il mondo del tennis, in virtù dell’osservatorio privilegiato garantitole dalla relazione intrattenuta con Bjorn Borg.

John McEnroe and Bjorn Borg 1981

” I tennisti sono involucri fragili. Bambini. Nevrotici e felici a seconda del gioco, della vittoria di un set o di un momento liberatorio in cui tornare a essere persone al di là dei tornei, delle interviste o degli allenamenti. A New York avevo visto John McEnroe impazzire durante un concerto di Santana e salire sul palco all’improvviso per duettare con Carlos. A John del tennis fregava poco. Sicuramente meno di quanto amasse la musica. ”

Non paga, Loredana ha poi ulteriormente rincarato la dose nei confronti di McEnroe, portando a termine con esemplare lucidità l’opera di calunniamento

” Si faceva le canne e animava l’eterogeneo gruppetto che si dava appuntamento nel locale che Jim Belushi aveva rilevato nei dintorni del porto. Era un anfratto di quarta categoria, con le mignotte come avvoltoi rapaci sulla porta, che Jim aveva comprato in una notte di follia e generoso sperpero. Camminavamo insieme e gli venne sete. Si fermò davanti alla porta e chiese semplicemente: «Qui si beve?»  «Certo che si beve, è aperto.» «Quanto costa?» «Ma quanto costa cosa?» «Il locale. Da adesso è mio. Lo compro.» E lo comprò davvero riempiendolo dei suoi amici. C’era Woody Allen che non sapeva suonare la chitarra, ma attaccava il jack alle casse e gli bastava per essere felice. C’era John e ogni tanto c’era anche Björn. Per una volta senza divisa da tennista né da diplomatico.”

Lordata a puntino la reputazione di SuperMac, la salutista di Bagnara Calabra indirizza il proprio sprezzo nei confronti dell’amato/odiato Bjorn Borg, rievocandone le gesta meno memorabili

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“.. Quei viaggi erano un diversivo, ma al rientro Borg tornava invariabilmente ai suoi fantasmi. Alla sua scissione interiore. Alla mania per la cocaina e a quella non meno accarezzata del ritorno all’agonismo. Per un breve periodo, inseguendo la chimera della resurrezione, andammo a vivere a Londra. Reggia nei pressi di Hyde Park e trasferimento quotidiano in pulmino a Wembley. Un’ora e mezza di strada ogni mattina per andare a vedere l’ex campione, a cui i puristi di Wimbledon si erano inchinati, allenarsi come un dilettante. Di sesso neanche a parlarne. Il guru che aveva preso a seguirne la condotta spirituale lo sconsigliava vivamente. Non mi poteva scopare, diceva. Più lui sosteneva la teoria, più io indossavo baby-doll da urlo. Ma era anestetizzato. Mi guardava come una creatura aliena: «Ma non hai freddo, Loredana?». Dopo otto mesi senza sesso, mi ruppi i coglioni e me ne andai.”

E dopo aver mirabilmente celebrato le virtù amatorie di Borg, Loredana ultima l’opera di diffamazione catalogando tutte le fobie dell’algido scandinavo, tanto freddo ed imperturbabile in campo, quanto fregnone tra le mura domestiche

borber

” Viveva davanti al mar Baltico, in un posto magnifico, immerso in un costante stato di paranoia. Björn non aveva assunto domestici perché diceva: «Sono giornalisti travestiti per entrare in casa mia e sputtanarmi». Così ogni settimana, in preda a un nuovo allarme, chiamava i bonificatori. Arrivavano squadre di omini vestiti di grigio con apparecchiature ultramoderne. Soldati zelanti che sapevano che una parte del mestiere consisteva nell’alimentare e tenere vivi i fantasmi di Borg. Mio marito voleva ripulire l’ambiente perché era convinto che la villa fosse piena di cimici, ma alla fine, in mancanza di servitù, la schiava deputata a far splendere il castello ero io..”.

Qui altre dichiarazioni di Loredana su Borg e la visita alla Casa Bianca.  

 

 

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