Maria Sharapova: per vincere devi essere “unstoppable”

Maria Sharapova: per vincere devi essere “unstoppable”

Nella vita ci sono sempre molti problemi da affrontare, anche se sei determinata, russa e sei una delle più forti tenniste della storia. Nel suo libro Maria Sharapova racconta la storia di una ragazzina determinata ad emergere nel tennis, che ama colpire forte e sognare in grande. Per questo ogni volta che cadrà si rialzerà e sarà unstoppable, inarrestabile

Da quando ha battuto Serena Williams nel 2004 in finale a Wimbledon scioccando il mondo del tennis, Maria Sharapova è stata una n°1 al mondo, una business woman da milioni di dollari e una figura controversa.

UNSTOPPABLE, IL LIBRO DI MARIA SHARAPOVA – Lo scorso anno la star del tennis russo-americana è stata trovata positiva al meldonium, una sostanza recentemente bannata dall’ITF.  Da qualche mese è rientrata in campo dopo 15 mesi di sospensione, durante i quali ha scritto il suo primo libro “Unstoppable”, che parla della sua vita e della sua carriera. Nel libro Sharapova scrive di Serena Williams, che a 36 anni continua a dominare nel tennis “Serena ed io avremmo potuto essere amiche. Amiamo le stesse cose, abbiamo la stessa passione, ma non lo siamo, per niente!”

VOLEVO RACCONTARE LA MIA VERITA’ – Quando mi è venuta per la prima volta l’idea di un libro? Da quando vinsi Wimbledon a 17 anni la mia carriera è stata documentata. Ma per me è stato come se qualcuno mettesse ciò che mi riguardava dentro a uno schermo televisivo e lo servisse come piatto a Wimbledon. Mi hanno descritto come sbucata dal nulla. Quando ho cominciato a spiegare da dove arrivassi, a raccontare che cosa mi ha portato a quella vittoria, nessuno mi credette. Tua madre era incinta a soli 30 km da Chernobyl quando scoppiò il reattore? Tu sei stata notata da Martina Navratilova all’età di 6 anni? Tuo padre convinse l’immigrazione statunitense a dargli un visto per una bambina di 6 anni e mezzo per farti allenare a tennis e diventare una professionista? Nessun giornalista credeva alla mia “strana” storia. Così decisi di scriverla io. Intervistai a lungo mio padre Yuri perché ero molto piccola quando arrivai negli Stati Uniti.

MOLTO DURA PER I MIEI GENITORI – Non avevo mai realizzato quanto fosse stata dura per lui lasciare la sua casa, mia madre (che non era riuscita ad avere il visto) per dirigersi in Florida senza neanche conoscere la lingua e con solo 700 Dollari nel portafoglio. Girammo per una serie di circoli tennis in Florida per trovare quello che faveva per noi, ma mio padre è un maestro di resistenza e fece di tutto fino a che trovò ciò che faceva al caso mio e che avrebbe potuto fare avanzare la mia carriera. Per il mio libro ho intervistato parecchi coaches e questo è stato interessante. Sul campo sei sola contro il tuo avversario, la verità invece è che fai sempre parte di un team.

UN LIBRO AUTENTICO E PER CHI SOGNA – Un’altra cosa che mi ha sorpreso è la facilità con cui sono riuscita a scriverlo, l’autenticità con cui l’ho scritto. Ho affrontato la mia carriera e il mio lavoro come attraverso una telecamera ed ho visto una ragazzina che ha dovuto affrontare molti ostacoli in molte circostanze. Rileggendolo poi, mi sono resa conto che è diventato più che un resoconto della mia vita, un libro di ispirazione per gente che sogna in grande.

COLPISCI FINCHE’ VINCI – Non sono mai stata la più forte, la più veloce o la più intelligente fra i miei compagni, ma ho sempre amato colpire e questo a mio parere può risolvere molti problemi. Un mio coach mi diceva “Colpisci finché vinci”Mi metti al tappeto? E io mi rialzo ancora ed ancora, me lo ha insegnato mio padre. Questo vuol dire essere competitivi? Russi? Disciplinati? Può essere.

PER VINCERE DEVI ESSERE UNSTOPPABLE – Che cosa direi per persuadere la gente a leggere “Unstoppable”? Non è un libro sul tennis, ma su una ragazzina che sogna di diventare una campionessa, e che cosa fa per far avverare il suo sogno. Coraggio, disciplina. Come superare gli insuccessi, perché nel tennis ce ne sono molti. Per vincere devi essere “Unstoppable”, inarrestabile.

 

 

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