Match Fixing: la squalifica di Jakupovic per un tennis più pulito

Match Fixing: la squalifica di Jakupovic per un tennis più pulito

La squalifica a vita del greco Alexandros Jakupovic porta ulteriori benefici al mondo del tennis, ultimamente sempre più minato dal temuto match fixing

La questione “match fixing” negli ultimi mesi si è fatta sempre più pesante, per molti organi competenti che si vedono costretti a vagliare in uno spettro sempre più ampio, e per coloro i quali hanno visto finalmente porre fine a quelle che da sempre sono le pagine più buie del tennis insieme a quelle riguardanti il doping.

Fin dal controverso episodio di Sopot nel 2007 riguardante il russo Nikolay Davidenko, poi rimasto pulito dopo un’indagine durata addirittura più di un anno, passando per i recenti fatti di Dallas – protagonisti Denys Molchanov e Agustin Velotti – ed arrivando alla querelle con Potito Starace e Daniele Bracciali imputati.

Situazioni che fanno male al tennis, si pensa anche che le proposte di combine hanno raggiunto anche il 17enne danese Benjamin Hannestad, andando ad intaccare il mondo dei giovanissimi che imparano il rispetto e la tempra morale tramite lo sport subito prima di vedere tali valori minacciati da loschi figuri a caccia di soldi sporchi e facili.

La notizia più recente in questo finale di 2015 ha come protagonista il tennista greco Alexandros Jakupovic, 34enne che ha subito una squalifica a vita da parte della Tennis Integrity Unit per aver, tra le altre accuse, “direttamente o indirettamente alterato il risultato di un evento.

Jakupovic, che per anni ha preso parte agli eventi di Davis con la propria Nazionale, può considerarsi l’ennesimo capitolo buio per chi vede uno sport come l’espressione di talento ed impegno, con i risultati che sono i frutti del duro lavoro e della tenacia di chi sceglie di percorrere la lunga e tortuosa strada che porta al vertice.

In molti sono stati costretti ad abbandonare la via del professionismo a causa delle troppe spese e della iniquità dei prize money, argomento estremamente controverso che ultimamente sta portando sempre maggiore attenzione su di sé, e se tanti non ce la fanno ce ne sono molti che restano in campo e guadagnano l’equivalente di mesi di partite in un incontro truccato, facendo diventare il tennis (così come altri sport) terreno fertile per crimini di tal genere e togliendo attenzione all’ambiente proprio per questo motivo, come può far fede l’esempio del doping nel ciclismo con la conseguente perdita di interesse del pubblico e degli appassionati.

Una soluzione deve essere trovata, e con quest’ultima squalifica si può dire che la strada intrapresa potrebbe essere quella giusta: niente più seconde possibilità ma solo trasparenza e allontanamento per chi contravviene alle regole cardine di questo e di tutti gli altri sport. Per un tennis pulito e corretto.

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