Murray: “Non esiste odio tra i giocatori”

Murray: “Non esiste odio tra i giocatori”

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Andy Murray sorride quando gli viene chiesto se pensa che sia vero, o meno, che Djokovic e Federer non si amino particolarmente (come l’allenatore del serbo, Boris Becker, ha affermato nella presentazione del suo nuovo libro). “Se andiamo a confrontare quello che succede prima (della partita in generale), quando i due si incontrano non vanno oltre il “ ciao”, allo stringersi la mano o al massimo a farsi una chiacchierata”, dice Murray. “Che gli piaccia o meno lo fanno, io dal canto mio non ho nessun fastidio in merito a questi episodi, ma alla gente lo sappiamo piace creare queste storie”.

“Prima questo antagonismo poteva essere anche genuino (nell’era McEnroe – Connors – Lendl ), ora invece alla gente basta poco per creare odio senza nessun motivo. Io credo che nessun giocatore nel circuito si odi. C’è un sacco di rispetto tra tutti . Poi se vanno a cena insieme è sempre un’altra storia…”

E’ risaputo che Murray non ha nessun problema con Federer e Nadal. Ma c’è il sospetto che sia comunque irritato da alcuni atteggiamenti di Djokovic, come nella finale degli Australian Open di quest’anno, o la semifinale del mese scorso al Roland Garros, anche se lo scozzese ha sempre minimizzato su questa spaccatura tra i due.

Tuttavia, a Wimbledon si respira gia’ un’altra aria, anche se come sappiamo basta poco per far scoppiare l’ennesima scintilla tra il miglior giocatore del mondo e quello che a 33 anni ormai compiuti è ritenuto il signore del tennis.

murray press

Forse, Becker ha raggiunto il suo obiettivo. Per questo nel suo libro si chiedeva : “Questi due modelli dovrebbero avere un ruolo più aggressivo? E’ un bene per il tennis, che mantengano questi buoni propositi per coprire ogni tipo di antipatia?” Si tratta di una sfida che potremmo veder esser risolta in campo solo in finale, in quanto sono entrambi dalla parte opposta del tabellone.

Murray, nel frattempo, ha altro a cui pensare. Il numero 3 del mondo, e terza testa di serie dietro Djokovic e Federer , è arrivato a Wimbledon più in forma che mai, sia fisicamente che mentalmente. E questo sicuramente è confortante soprattutto se si pensa che che nel 2013 ha vinto il titolo con la schiena sostenuta da antidolorifici.

“E’ stato difficile per molti motivi (dopo che Lendl ha lasciato il suo team a marzo dell’anno scorso). Cambiare allenatore è sempre molto dura, soprattutto dopo che torni da un intervento chirurgico.”

“La mia schiena mi faceva ancora male dopo l’intervento. E allora ho pensato: “Ora mi opero e quando ricomincio potrebbe essere dura all’inizio, ma poi il fisico avrebbe reagito e mi sarei sentito bene”. Invece non è stato il mio caso. La schiena mi faceva ancora male ed ero preoccupato per quello. Quando ho vinto Wimbledon è stata una liberazione assurda.”

“Ora, mi piace giocare, mi piace andare in palestra, amo il duro allenamento, cose che non mi piacevano quando la schiena faceva i capricci. Inoltre, mi stato utile come esperienza di vita in quanto ho avuto una migliore prospettiva sulle cose: ovvero che il Tennis non è l’unica cosa che conta. Non c’è bisogno di vincere ogni settimana, perché, se si va con questa mentalità, non si è mai contenti. Se ci si aspetta di vincere ogni settimana,poi, quando si vince, beh, tutto passa inosservato”.

Un Murray molto filosofico guarda anche con un po’ di pericolo il cammino che gli si prospetta davanti.

“Ci sono molti piu’ ragazzi che possono vincere ora, di sicuro. Ora Wimbledon è molto piu aperto di quello che era. Ma io non credo che quest’anno uno di questi nuovi ragazzi sia in grado di fare il salto di qualità qui a Londra.”

Riguardo l’ultima finale vinta dallo svizzero ai danni di Djokovic ha cosi commentato:

“Stan vincente nella finale è stata una bella sorpresa, e ha dimostrato che anche quelle partite Novak non è imbattibile. Certo Sta, ha giocato un match incredibile, ma ha ridato fiducia all’interno del Tour dimostrando che tutto è possibile.

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