Naomi Osaka storia di una predestinata.

Naomi Osaka storia di una predestinata.

Tutto ciò che c’è da sapere sulla tennista del momento: Naomi Osaka.

di Giuseppina Marrazzo, @MarraLucy84

Oggi proveremo a conoscere meglio la tennista più in vista del momento, la ventenne Naomi Osaka. Nata da padre haitiano e madre giapponese, con pelle ambrata, occhi a mandorla, 180 cm di altezza, carattere schivo e riservato, è l’emblema vivente della positività della contaminazione tra culture diverse.

Nata nel 1997 a Osaka, la seconda città più grande del Giappone, a soli tre anni si trasferisce con i genitori e la sorella Mari, in Florida. Qui per volere del padre entrambe le sorelle iniziano a giocare a tennis. Della sua formazione tennistica si è occupato prima direttamente il padre, poi l’ex tennista statunitense Harold Solomon, il quale proprio in Florida dirige una sua accademia di tennis. Sin da bambina Naomi predilige il gioco da fondo campo. Il diritto potente e preciso e un servizio che spesso e volentieri arriva a sfiorare i 200 km orari, sono poi diventati i suoi punti di forza.

Negli anni ha iniziato a giocare per la nazionale Nipponica, nonostante non conosca perfettamente la sua lingua madre, pensate che alle domande in giapponese preferisce rispondere in inglese, lingua con cui ha decisamente maggiore familiarità. Il suo idolo tennistico è Serena Williams, la giocatrice a cui solo pochi giorni fa ha lasciato appena 5 game in una partita a senso unico. Al termine di quell’incontro, nel saluto a rete con tanto di inchino accennato, nel suo non esultare e nel evitare costantemente i grugniti durante le partite, c’è tutta la riservatezza e il rispetto per l’avversario, tipici della cultura nipponica.

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Che la Osaka fosse una giocatrice decisamente fuori dagli schemi l’avevamo capito già nel 2014, quando fece il suo debutto ufficiale nel circuito Wta, in quel caso sapete contro chi vinse la sua prima partita in un tabellone principale? Contro l’ex numero 4 delle classifiche mondiali nonché vincitrice degli Us Open 2012, Samantha Stosur, non male per una diciassettenne, vero? Ma alle prime volte in grande, evidentemente Naomi è abituata, non a caso il primo titolo Wta che decide di portarsi a casa è nientepopodimeno ché Indian Wells, il cosiddetto “Quinto Slam”. Resterà epico anche il suo primo discorso post vittoria, impacciata, timida ma anche simpatica e assolutamente spontanea, in pochi minuti ha conquistato le simpatie dell’intero pubblico di Indian Wells.

Negli anni, Naomi ha continuato a regalare colpi di coda importanti, vittorie inaspettate e partite decisamente da ricordare, troppo spesso però le  è mancata la regolarità nei risultati, al punto da farla definire una giocatrice incompiuta. Partendo dal presupposto che nel giro di poche settimane ha battuto tenniste del calibro di: Maria Sharapova; Agnieszka Radwanska; Karolina Pliskova; Simona Halep; Daria Kasatkina e Serena Williams, ci sentiamo di dire senza timore di essere smentiti, che il 2018 è decisamente l’anno della sua svolta.

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Evidentemente l’ingresso nel suo team di Sascha Bajin, ex sparring partner delle celebrità (Serena Williams, Vika Azarenka e Caroline Wozniacki), con il ruolo di nuovo allenatore, le ha permesso il definitivo salto di qualità. Probabilmente Sascha le sta trasmettendo quella “rabbia” agonistica e quella regolarità nei risultati, che in passato troppo spesso le erano mancati.

Noi personalmente da Naomi ci aspettiamo decisamente tanto, in lei vediamo una predestinata, una ragazza nata con il gene del successo, una futura numero uno delle classifiche mondiali. Le terribili ragazze del ’97: Bencic; Kasatkina; Ostapenko; Konjuh e ora anche Naomi Osaka, sono ormai pronte per il definitivo salto di qualità, le “vecchie” regine del circuito siano dunque avvisate, la ventata di “rottamazione” è arrivata anche nel tennis femminile.

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