Necrologio agrodolce in memoria di Grigor Dimitrov, il genio della truffa

Necrologio agrodolce in memoria di Grigor Dimitrov, il genio della truffa

Nella giornata di Domenica 1 Maggio si è spento, dopo una straziante agonia, uno degli illusionisti più prodigiosi dell’evo moderno. Il suo nome era Grigor, anche se gli amici solevano vezzeggiarlo col nomignolo di “Federer avariato”. Nel suo quarto di secolo di permanenza terrena, Grigor ci ha regalato ciò che Harry Houdini, David Copperfield e Giulio Tremonti non sono mai riusciti ad offrire alla loro platea: un bluff protrattosi per un intero quadriennio.

11 commenti

Nella giornata di Domenica 1 Maggio si è spento, dopo una straziante agonia, uno degli illusionisti più prodigiosi dell’evo moderno. Il suo nome era Grigor, anche se gli amici solevano vezzeggiarlo col nomignolo di “Federer avariato.” Nel suo quarto di secolo di permanenza terrena, Grigor ci ha regalato ciò che Harry Houdini, David Copperfield e Giulio Tremonti non sono mai riusciti ad offrire alla loro platea: un bluff protrattosi per un intero quadriennio.

Nessuno mai era riuscito nell’impresa di buggerare a tal punto il proprio pubblico, fino a trascinarlo in una macroscopica allucinazione collettiva. Chi di noi può dire di non essersi lasciato abbindolare da quella sua sublime truffaldineria tennistica? Quando due anni fa, adorato Grigor, riuscisti nell’impresa di raggiungere la semifinale a Wimbledon con il supporto tecnico di un culturista prestato al tennis, anche i più scettici si sono convinti della tua marchiana predestinazione. Una volta raggiunto l’apice dell’illusionismo, però, hai commesso l’errore più imperdonabile per un prestigiatore del tuo rango: credere di poter commutare l’effimera magia in tangibile realtà.

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Nel momento stesso in cui hai pensato di poterti affrancare dal ruolo di sublime millantatore, per vestire i panni di candidato al trono tennistico, hai dato il via al tuo inesorabile fallimento. Le tre bacchette magiche frantumate nella finale del torneo di Istanbul simboleggiano tutta la frustrazione di un attempato pischello,  accerchiato da colleghi molto più giovani, già in grado di mantenere promesse che Grigor ha pigramente procrastinato anno dopo anno. Frustrazione che si è tramutata in angoscia, quando Dimitrov si è reso conto di non avere più un ruolo nel circuito, o meglio di doverne occupare uno di ripiego rispetto alle iperboliche aspettative.

Noi però, meraviglioso cialtrone, ti ricorderemo sempre per i tuoi anni migliori, quelli in cui ci hai fatto credere nel potere della magia. Riposa in pace Grig, piccolo genio della truffa dei nostri cuori.

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  1. youare - 1 anno fa

    Signore, lei ha scritto mai fallito allenatore di calcio Claudio Ranieri :)

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  2. Dimas Cecchi - 1 anno fa

    Un articolo di pura merda. Chi sei tu per definire un bluff una persona che ogni santo giorno si allena per migliorarsi? Dimitrov, nonostante tutto, dimostra di essere il professionista che non sei tu. Ma che ne sai tu, dilettante allo sbaraglio. Vergognati.

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  3. Massimo Miranda - 1 anno fa

    Eh va be’ , ma questo sfogo se lo conservava dalla sharapova.

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  4. Stefano Boz - 1 anno fa

    Ottimo articolo centrato pienamente l’essenza di Dimitrov

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  5. Roberto Corbetta - 1 anno fa

    Grande Grigor

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  6. Luca Perazzone - 1 anno fa

    Gran talento ma poca testa…e la testa si sa fa la differenza tra un campione e un buon giocatore…e Federer alla sua età aveva già vinto praticamente tutto…A parte la somiglianza stilistica non hanno niente a che vedere !

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  7. Paolo Guidia - 1 anno fa

    VERGOGNOSO

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  8. Gianluca Foglino - 1 anno fa

    do ragione in pieno all’autore dell’articolo, lascio una speranza a dimitrov però, se ci sta dentro con il cervello è un formidabile colpitore.

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  9. Duccio Maria Tenti - 1 anno fa

    Luca Petruccioli

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    1. Luca Petruccioli - 1 anno fa

      Fantastico:
      Le tre bacchette magiche frantumate nella finale del torneo di Istanbul simboleggiano tutta la frustrazione di un attempato pischello, accerchiato da colleghi molto più giovani, già in grado di mantenere promesse che Grigor ha pigramente procrastinato anno dopo anno. Frustrazione che si è tramutata in angoscia, quando Dimitrov si è reso conto di non avere più un ruolo nel circuito, o meglio di doverne occupare uno di ripiego rispetto alle iperboliche aspettative.

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  10. Peppe Arnone - 1 anno fa

    bellissimo articolo mi piace !

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