Neo-mamme: è ora di ranking protetto?

Neo-mamme: è ora di ranking protetto?

Proviamo a riflettere sul quesito del momento: è giusto creare un ranking protetto per le giocatrici che decidono di mettere al mondo un figlio?

di Giuseppina Marrazzo, @MarraLucy84

Ranking protetto o ranking non protetto? Questo è il dilemma. L’argomento è sempre stato di strettissima attualità, ma evidentemente servivano due ex numero uno del mondo come Serena Williams e Vika Azarenka, alle prese con gli ostacoli del rientro post maternità, perché i vertici di questo sport si accorgessero di questa gravissima carenza.

È inutile girarci intorno, questa situazione va sistemata, al momento siamo al limite della discriminazione sessista. Poter mettere al mondo un figlio è l’esperienza più appagante per una donna, non è dunque giusto che tennisticamente parlando si debba tramutare in una ulteriore zavorra. Al momento, essendo assente ogni tipo di tutela mirata, il mettere al mondo un figlio viene sostanzialmente equiparato all’avere avuto un infortunio.

A Wimbledon rivedremo finalmente Vika Azarenka.
A Wimbledon rivedremo finalmente Vika Azarenka.

Il ranking con i suoi numeri va avanti, la tennista ferma per maternità vede la sua posizione in classifica crollare sempre più, al rientro dunque si ritrova non solo con una condizione fisica da recuperare (e sin qui ci può stare) ma anche e soprattutto con una situazione in classifica da ultima della classe, con conseguenti sorteggi a dir poco proibitivi.

L’attuale regolamento prevede per le giocatrici al rientro da una pausa per maternità, un periodo di 12 mesi in cui possono usufruire di un ranking protetto in 8 tornei a scelta (Slam compresi). Badate bene però, questo ranking protetto, è valido solo per l’ ammissione al torneo stesso e non per il seeding. Capita quindi che una tennista del calibro di Serena Williams, lasci da numero uno in carica e si ritrovi numero 491 del mondo, dunque non tra le teste di serie, conseguentemente può trovarsi a dover affrontare già nel primo turno del Miami Open, la recente vincitrice di Indian Wells Naomi Osaka.

La situazione è talmente paradossale che anche James Black, direttore del torneo di Miami, ha deciso di esprimersi al riguardo. “Credo che chi si ferma per la maternità vada protetta, quello che è successo in questi giorni non deve accadere. Serena ha vinto così tante volte Miami che meritava un’adeguata protezione” Black ha poi aggiunto “Ha avuto un bambino, quindi al rientro avrebbe meritato un periodo da testa di serie. Credo che tutto questo sia una punizione, spero che si possa rivedere il regolamento”. Oltre a Black tanti si sono espressi affinché il regolamento potesse finalmente essere cambiato, da Roger Federer, a Simona Halep, il coro è unanime “non è giusto e le regole vanno cambiate”. Che sia finalmente la volta buona?

11 Commenta qui

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  1. Cristina Copello - 1 mese fa

    Certo che si! Un parto e ciò che viene dopo non è una passeggiata di salute!, se no si penalizzano troppo le donne…

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  2. Massimo Mangiarotti - 1 mese fa

    Le tennista costituiscano una sorta di sindacato per difendere quelli che ritengono essere loro diritti. !.

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  3. Antonella Visani - 1 mese fa

    Ma quale ranking protetto. Ogni donna dopo aver partorito non e’ più la stessa… Qualcosa aggiungi , qualcosa perdi. E’ così per tutte

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  4. Fabrizio Bassani - 1 mese fa

    Sta cretinata e’ uscita solo quando ha partoriti la pagliaccia williams….e intanti ha wc come Piovesse……

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  5. Brunella Tamagna - 1 mese fa

    Le operaie hanno.il.raking protetto…

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    1. Antonella Visani - 1 mese fa
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  6. Cristina Collarella - 1 mese fa

    Neo-mamme=neo-papá…quindi o si fa per entrambi i genitori o per nessuno dei due…a mio avviso

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    1. Cristiana Pagliari - 1 mese fa

      I neo papà non devono affrontare la gravidanza!!! Non è proprio la stessa cosa!!!

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    2. Cristina Collarella - 1 mese fa

      Cristiana Pagliari indubbiamente ma sarebbe giusto che stessero di più con le loro mogli/compagne prima della gravidanza e soprattutto dopo…anche loro perderebbero posizioni e quindi anche loro necessiterebbero di ranking protetto….ma si sa… l’uomo ingravida e finì…per il resto sono tutti problemi della donna

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  7. Enzo Chiarolanza - 1 mese fa

    si..sarebbe giusto..

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  8. Angela Serusi - 1 mese fa

    No, essere mamme non è una condizione difficile anzi, men che meno per chi fa la tennista di professione.

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