Non solo Sharapova: i casi di doping più famosi nel tennis

Non solo Sharapova: i casi di doping più famosi nel tennis

Ha suscitato molto scalpore l’esito positivo al test anti-doping di Maria Sharapova durante gli Australian Open e la seguente sospensione dell’Itf per due anni. Ma non si tratta del primo caso: ecco i più eclatanti della storia.

Da Agassi a Cilic, dalla Hingis a John McEnroe: chi ingiustamente e chi non, tutti passati sotto l’ombra del doping. Qualcuno ne ha pagato le conseguenze, altri l’hanno passata liscia, ma c’è ancora tanto da scoprire sulle sostanze illecite usate in questo sport.

Andre Agassi: ex numero uno del mondo e uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, ha ammesso nella sua autobiografia Open di essere risultato positivo alla metanfetamina nel 1997. Le reazioni nel circuito furono diverse, da Roger Federer che si dichiarò scioccato e deluso a Marat Safin, che ritenne giusto che Agassi fosse privato di tutti i titoli conquistati in quel periodo. Il campione americano si è giustificato: “Era un periodo della mia vita in cui avevo bisogno d’aiuto“.

Guillermo Cañas: l’8 agosto 2005, l’argentino fu sospeso per due anni e obbligato a restituire quasi 300.000 dollari all’ATP dopo essere risultato positivo ad un test anti-doping a causa di un farmaco diuretico chiamato idroclorotiazide, una sostanza che viene utilizzata per l’ipertensione, ma che può coprire l’uso di altri farmaci proibiti.

Marin Cilic: Il 16 settembre 2013 l’ex campione US Open ricevette una sospensione dall’attività professionistica di 9 mesi a causa di tracce di nikethamide nel test delle urine. La sospensione durò fino al 1 febbraio 2014 e tutto il denaro conquistato, compresi i punti ATP guadagnati, furono annullati e restituiti. Cilic fece causa contro l’accusa al Tribunale Arbitrale dello Sport e la condanna venne ridotta da nove a quattro mesi.

Guillermo Coria: il finalista del Roland Garros 2004 risultò positivo al nandrolone nell’Aprile 2001 dopo il match giocato a Barcellona contro Michel Kratochvil. Inizialmente la condanna fu di due anni e Coria ammise che l’unica sostanza che stava assumendo era un multivitaminico creato in un laboratorio del New Jersey. Nel 2001, l’ATP rifiutò di assolvere Coria ma ridusse la sua squalifica da due anni a sette mesi.

Richard Gasquet: nel maggio 2009, il francese fu provvisoriamente sospeso dopo essere risultato positivo alla cocaina. Tracce della droga erano state trovate nel suo test delle urine. Due mesi dopo fu dichiarato di nuovo libero di tornare all’attività professionistica, dal momento che emerse che la cocaina fu inavvertitamente acquisita dopo una serata in un night club, probabilmente dal bacio con una ragazza.

Martina Hingis: Nel novembre 2007, proprio come la Sharapova, Martina Hingis convocò una conferenza stampa straordinaria per annunciare che era stata trovata positiva al benzoilecgonine, un metabolita della cocaina. Il test delle urine della svizzera conteneva circa 42 nanogrammi per millilitro di benzoilecgonine, meno della metà del livello necessario per risultare positivi alla cocaina. Nonostante ciò, nel gennaio 2008, il tribunale dell’ITF sospese la Hingis dall’attività sportiva per due anni.

Petr Korda: dopo il quarto di finale giocato contro Tim Henman nell’edizione 1998 di Wimbledon, Korda risultò positivo allo steroide nandrolone. Il ceco fu privato dei punti ranking guadagnati e del prize money di Wimbledon ma non fu sospeso dall’attività. Presto fu annunciato che in realtà fu un errore non bannarlo dal tennis, e così fu sospeso per 12 mesi.

John McEnroe: Il campione a stelle e strisce non è mai stato condannato, ma l’ombra del doping è sempre aleggiata intorno a lui. I rumors di doping sono cominciato durante il suo secondo anno sabbatico: McEnroe ha sempre negato ma è risaputo che lui abbia fatto uso di cocaina durante la sua carriera.

Mariano Puerta: Nel 2003, Puerta ricevette una sospensione di due anni per essere risultato positivo al clenbuterolo durante il torneo di Vina del Mar. Si difese affermando che i medici gli avevano somministrato questa sostanza per combattere l’asma e che non aveva effetti sulle prestazioni in campo. La sanzione fu ridotta quindi a 9 mesi. Ma Puerta ci ricascò: nel dicembre 2005 risultò positivo ad uno stimolante cardiaco, l’etilefrine, esattamente dopo la finale del Roland Garros persa contro Rafael Nadal. La sospensione prevista fu di 8 anni, la più lunga della storia del tennis, e Puerta fu costretto a restituire tutti i punti guadagnati, così come i prize money. L’ITF notificò poi che “la quantità di etilefrine individuata nel test è troppo piccola per avere effetti sulle sue performances”: la sospensione fu ridotta a due anni e dal giugno 2007 Puerta riprese la sua carriera.

Viktor Troicki: sospeso per 18 mesi per non aver consegnato il risultato di un esame del sangue al Masters 1000 di Montecarlo. La sospensione fu ridotta a un anno e dal 15 luglio 2014 il serbo è tornato a giocare.

Filippo Volandri: nel gennaio 2009 il nostro Volandri ricevette una sospensione di tre mesi dall’ATP per essere risultato positivo al salbutamolo durante Indian Wells. Filippo aveva un permesso medico dell’ITF di usare il salbutamolo, come rimedio all’asma, ma l’ITF ritenne che l’uso della droga non era a fini terapeutici. La sospensione durò fino al 14 aprile 2009.

Mats Wilander: durante il Roland Garros del 1995 è risultato positivo alla cocaina, il che gli costò una squalifica di tre mesi dall’ATP.

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