Quando tennis e cinema si incontrano a metà strada

Quando tennis e cinema si incontrano a metà strada

Match-point, Wimbledon, ma anche Blow-Up e – ovviamente – l’indimenticabile Fantozzi: ecco alcuni esempi di film americani e italiani in cui il tennis è stato protagonista di qualche scena. “Allora, ragioniere, che fa? Batti?”.

Lo sport è universalmente riconosciuto come la disciplina che più attira su di se gli occhi del mondo intero. Il cinema, in questi anni, ha provato a rappresentarlo in maniera egregia scegliendo sempre per le proprie pellicole un vero e proprio rappresentante. Ad esempio se pensiamo anche solo per un’istante alla boxe, subito ci salta alla mente il nome e cognome di Rocky Balboa. Un vero e proprio must per gli appassionati e non solo. Calcio, basket, Formula 1, Hockey e anche il tennis. Proprio sulle racchette poniamo maggiormente la nostra attenzione, altrimenti sarebbe inutile dato che ci chiamiamo Tennis Circus!

Hollywood ha prodotto diversi film a riguardo, l’ultimo in ordine cronologico è la commedia “Break Point” con protagonisti Jeremy Sisto (Jimmy) e David Walton (Darren), due fratelli che ottengono una nuova opportunità di giocare in doppio per cercare di conquistare un Grande Slam immaginario.

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Su Espn.com si ricorda, inoltre, “Pat e Mike” del 1952, “I Tenenbaum” del 2001 (non proprio un film sul tennis, ma uno dei figli del protagonista aveva un talento precoce per la disciplina), “Delitto per delitto” del 1951, film di Alfred Hitchcock in cui un fan del tennista Guy Haines (interpretato magistralmente da Farley Granger), chiede a lui uno scambio di delitti. In “Io ed Annie“, Woody Allen incontra Diane Keaton mentre giocava a tennis.

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Decisamente più sottile la trama di “Match Point“, film del 2004 diretto proprio dal già citato Allen. Jonathan Rhys-Meyers è Chris Wilton, un ex tennista appena ritiratosi che diventa insegnante di tennis in un club esclusivo per ricconi. Qui conosce Tom Hewett, un suo allievo che dapprima lo presenta alla famiglia e poi alla sorella (interpretata da Emily Mortimer), che diventerà la sua consorte. Da un lato i soldi, la ricchezza e il potere, dall’altro il vero amore per la bella e fatale Scarlett Johansson (Nola Rice), già conosciuta in passato e fidanzata di Tom. Chris, sempre più schivo e sfuggente, inizia a frequentare Nola e la mette incinta: questa notizia lo sconvolge a tal punto da ucciderla con un fucile prelevato dalla villa del suocero. Per rendere più credibile il suo piano, Chris elimina anche la signora della porta accanto rubandole tutti i gioielli e gettandoli poi nel fiume. Ed è qui che vien fuori il genio di Allen. Inizialmente archiviato come un tentativo di rapina, il detective Banner sospetta fin da subito della sua colpevolezza ed è quasi sul punto di provarlo, ma la messa in scena messa in atto si rivelerà indovinata quando addosso ad un barbone verrà trovato l’anello della signora uccisa in precedenza. La fortuna, la stessa che in un match di tennis accompagna la pallina nel campo avversario quando colpisce il nastro.

Più lineare, invece, Wimbledon del 2004. Definito “mediocre” dall’autore dell’articolo, Jim Caple, il film ha come tema la relazione che si instaura tra i due protagonisti nel contorno del famoso torneo inglese di tennis. Peter Colt (il bravissimo Paul Bettany), ormai a fine carriera, ottiene una wild card per potervi partecipare e decide di provare a vincerlo nonostante, a causa dei suoi scarsi risultati ottenuti in precedenza, quasi più nessuno creda in lui. La bravura e l’interesse per Lizzie Bradbury (Kirsten Dunst), giovane tennista americana in forte ascesa di cui si invaghisce, saranno le chiavi del successo di Peter. L’amore tra i due, che troverà diversi ostacoli tra cui il padre della ragazza, si rivelerà vincente e grazie anche a questo l’outsider riuscirà a vincere Wimbledon sconfiggendo all’ultimo atto Jake Hammond, rappresentato come il più forte giocatore dell’ATP. La pellicola, chiaramente ispirata alla vittoria di Ivanisevic del 2001, vede la comparsa di grosse leggende come John McEnroe e Chris Evert.

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Il film più recente, uscito soli pochi mesi fa, si chiama “7 Days in Hell”. Prodotto dalla nota casa cinematografica HBO è un divertentissimo “mockumentary” incentrato sull’improbabile rivalità di due fantomatici campionissimi, fino all’ultima sfida, nella finale di Wimbledon. Diretto da Jake Szymanski e scritto da Murray Miller, è interpretato fra gli altri da Kit Harington (il celebre Jon Snow de Il Trono di Spade) e vede la partecipazione illustre di tennisti come Serena Williams, John McEnroe e Chris Evert.

E in Italia? Pochi i racconti dedicati, ma a livello cinematografico qualcosa da raccontare c’è. Nel capolavoro di Michelangelo Antonioni, dal titolo “Blow Up” del 1996, la scena significativa da segnalarvi è quella in cui si vedono due mimi giocare una partita immaginaria in un vero campo sotto gli occhi del protagonista e del pubblico (mimi) che partecipano attivamente all’azione.

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Ma parlando di tennis nostrano, la citazione a “Fantozzi” del 1975 non può assolutamente mancare. Il ragioniere più sfortunato del grande schermo affronterà in un incontro amichevole l’altro ragioniere, Filini, in quella che è sicuramente la scena più divertente mai girata. L’abbigliamento improponibile (Filini si presenta con giarrettiere, calze scozzesi e addirittura due racchette, Fantozzi con mutande ascellari e racchetta del 1912) e un nebbione incredibile fanno il resto. Paolo Villaggio ci ha regalato un’altra perla, in realtà.

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Nel film “Sogni mostruosamente proibiti” di trentatré anni or sono, va in scena una partita grottesca e surreale tra lo svedese Bjorn Borg e l’ingenuo sfidante Paolo Coniglio (interpretato da Villaggio). Diciotto ore di gioco, punteggi al limite dell’impossibile (il primo set terminò 99-97 per Coniglio), al Foro Italico fu proprio l’italiano ad aggiudicarsi il match dopo aver raccolto il tiro dell’avversario addirittura a parecchi metri di distanza, nel particolare vicino ad un supermercato.

Infine ricordiamo i “Giardini dei Finzi Corinti“, diretto da Vittorio De Sica, in cui il tennis fa da sfondo alla Seconda Guerra Mondiale.

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