Quando Roger Federer si mangiò Stefan Edberg

Quando Roger Federer si mangiò Stefan Edberg

Ironizziamo e riflettiamo sulla notizia della settimana che ha ormai fatto il giro del mondo: la separazione tra Roger Federer e Stefan Edberg

9 dicembre 2015, dopo due anni di positiva collaborazione Roger Federer si separa dal suo coach Stefan Edberg

Da tempo pensavo di scrivere di Tennis e sul Tennis. La voglia nasceva dalle tante letture, dalla enorme passione. Cercavo, tuttavia, l’inspirazione per portare avanti un pezzo. A dire il vero, dopo che é stata assegnata la prima storica Davis alla Scozia ops, pardon, alla Gran Bretagna che ha sbaragliato un Belgio blindato per gli attacchi terroristici con un Goffin distratto ed incapace di opporre resistenza ad un Murray in grande spolvero, determinato, come non mai a scrivere, nuovamente, la recente storia tennistica del suo paese  riportando dopo Wimbledon e l’Oro Olimpico anche la Davis alla corte di Sua Maestà.

Una volta consegnato il Diploma di Maestro a Novac Djokovic. Un alieno, una macchina. Programmato per vincere. Mentalmente perfetto. Fisicamente di gomma. Il più bravo, comunque, rimane sempre Lui. Sua Maestà Roger Federer, capace di incantare con la sua SABR, i suoi tocchi, le sue magie il pubblico di tutto il mondo. Archiviata, infine, la pratica Fognini-Bolelli (deludenti!! sob!) e quella newyorkese della Pennetta ( bella, entusiasmante ma, ahinoi! Ritirata. Arri-sob! —- Meglio la Vinci. Più simpatica! Esilarante il suo recente spot su supertennis dai campi del Country Club della mia città: Palermo!). Così poco impegnato, oramai, da trovare il tempo per seguire la riuscita della nuova Aero 16. Provata, finalmente, da Nadal proprio nelle date IPTL.

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Quasi trascorsa anche la festa dell’Immacolata, oramai, ero rassegnato ad andare in letargo per preparare al meglio la lunga trasferta australiana.Quando,invece, dallo schermo del mio pc appare una luce intermittente che mi ricorda chetutto cambia!Roger Federer annuncia di separarsi da Stefan Edberg Come!?!?!? Fino a ieri andavano d’accordo!??! Perché non lo ha annunciato dopo le Finals ? Sarà l’ennesimo fake? Ma, no! Sto leggendo la notizia su un sito attendibile. E’ il sito di Roger! Non può essere una bufala. Non è il primo di aprile. Mah! Io non ci credo! Intanto la notizia si diffonde. Allora, è vero! E’ veroo!!? Come mai!??? Si, avranno litigato? Nooo! Troppo calmi i due! Certo, Roger ha un caratterino. E, deve mandare avanti la baracca. Se pensiamo che da ragazzino spaccava le racchette ed urlava quasi peggio dello Zio Mac. Ma, no.

Non sono i tipi. Li vedi: non si arrabbiano mai! E, allora!? come mai, si sono lasciati? I siti ufficiali scrivono che S. Edberg ha impegni di lavoro che non gli consentono di seguire Roger fulltime e lo ringrazia di avergli datola possibilità di vivere il tennis ancora una volta dopo tanti anni dal suo ritiro. D’altro canto Roger ringrazia Stefan di avere protratto la sua collaborazione oltre il tempo stabilito. Allora quando sono nati questi imprescindibili impegni d’affari di Stefanello. Sarà come dicevo prima che Roger deve mandare aventi la baracca. E, nonostante, abbia migliorato incredibilmente il suo serve&volley ed il suo gioco di volo; nonostante abbia introdotto nuove tattiche alle sue strategia (leggasi SABR, uber alles). Nonostante tutto questo, purtroppo, non è arrivato lo slam tanto desiderato. 

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Nel 2015, infatti, nonostante abbia sconfitto Djokovic a Dubai e nel round robin delle Finals, ha poi perso in tutte le partite importanti. La finale di Wimbledon (dove, come lo scorso anno, sembrava potercela fare), La finale dell’Us Open, la finale agli Internazionali di Roma, alle stesse Finals. Dove già, del resto, aveva perso lo scorso anno. Prima di uscire contro il Nostro Andreas Seppi all’ Australian Open e perdere contro Wawrinka al Roland Garros. Sarà quindi che nelle partiteche contano la mente ed il fisico di Djokovic riescono ad opporsi al tentativo dello svizzero di fermare il tempo e tornare indietro di dieci anni con tutti i modi possibili ed impossibili? Sarà, ma lidillio tra R. F. ed il suo coach sembrava, comunque, ancora, lungo, duraturo. Quasi non risentire del tempo che passa. Preesistente al tennis stesso. Legato al destino. Come tutti gli eventi della vita di R.F.

Il vincitore di 17 prove Slam, acclamato genio del Tennis con la Tmaiuscola. Inventore di giocate e momenti che portano il suo nome. Momenti Federer: così li definisce D.F. Wallace nel suo il tennis come esperienza religiosa. In cui è capace di trovare quel guizzo, quel lampo di genio, quella magia che gli permettono di stravolgere le leggi della fisica vincendo punti impossibili, in modi incredibili. Alzando sempre più l’asticella di cosa un uomo può fare con una racchetta ed una pallina all’interno di un rettangolo . Tutto questo mantenendo un atteggiamento mai sopra le righe. Sempre calmo. Mai disturbato se non dal falco. Un esempio di sportività e correttezza per le nuove generazioni. Anche quando deve sorridere vedendo prima Nadal, poi Djokovic alzare al cielo quei trofei che tutti noi sappiamo gli spettano di diritto. Perché Lui e solo Lui è il Re! Solo lui sa sfamare il popolo bramoso di Tennis!

Come del resto il suo amico e mito di infanzia Stefan Edberg. Campione di stile e di fair-play . Cui, non a caso è intitolato il premio che la ATP assegna al tennista più sportivo dell’anno che, neanche a dirlo, Federer ha vinto 11 volte negli ultimi 12 anni! E, lo stesso Edberg ben 5 volte prima di ritirarsi.

Convinto maestro dell’arte del serve&volley ad oltranza il nostro Stefanello incantava con le volee di rovescio, le sue demi-volee raccolte da sotto il campo. I suoi servizi. Non molto potenti ma, capaci dimettere fuori gioco gli avversari . Aprendogli il campo per la sua discesa a rete. Tutta arm iche R. F. (skywalker) ha chiesto al suo Maestro di insegnargli per potere chiudere presto i punti e non dare il tempo ai suoi avversari di dare voce gli acciacchi dell’età.

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Ora il presente si chiama Ivan Ljubicic. Un altro che ha fatto dell’attacco la sua migliore difesa. Praticando in gioventù un tennis estremamente offensivo, fatto di scambi brevi, agevolati dal servizio e da brucianti accelerazioni. Riuscendo a vincere anche su quella terra che tanto è stata amara per il nostro eroe. Insomma, tutto ciò che dovrebbe servirci per vincere un altro Slam, l’oro olimpico o magari completare , finalmente, il puzzle vincendo a Roma!

A cura di Fabrizio Messina

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