Rafa Nadal: “Non sono il migliore al mondo. Sto lavorando duramente per rimanere competitivo nei prossimi anni”

Rafa Nadal: “Non sono il migliore al mondo. Sto lavorando duramente per rimanere competitivo nei prossimi anni”

Dopo la vittoria contro Andy Murray, Rafa Nadal è intervenuto ai microfoni dell’emittente satellitare ‘Sky Sport’ commentando la statistica mostrata: “Sto lavorando duramente per provare a giocare il più avanti possibile – ha dichiarato l’ex numero uno mondiale -. Sto cercando di migliorare il mio gioco e vedere questa statistica mi rende molto felice, perché per me non è facile fare questi cambiamenti e tutto ciò è una grande motivazione. Ho bisogno di fare questo genere di cose – ha proseguito – se voglio rimanere competitivo nei prossimi anni“.

La statistica in questione (visibile nella foto subito sotto il trafiletto) riguarda la particolarità di Nadal, ovvero cercar di colpire la palla il più vicino possibile alla linea di fondo campo giocando, di fatto, più avanti per non perdere terreno dall’avversario britannico. E rispetto a cinque anni fa, come facevano notare i colleghi, le percentuali di colpi vinti sono molto più ampie.

La statistica divulgata da 'Sky Sport'
La statistica divulgata da ‘Sky Sport’ dei match tra Nadal e Murray

Lo zio di Rafa ha dichiarato che, da adolescente, era molto aggressivo ma negli anni è arretrato per adeguarsi a giocare a rete: “Io il migliore al mondo sotto rete? No, non credo lo sia – ha confessato Nadal al giornalista dopo aver riso -. La mia rapidità mi consente di concludere il punto vicino alla rete – ha precisato -. Non posso fare come Roger che, una volta andato a rete, termina il game con una volee“.

Probabilmente è perché vado meno spesso alla rete rispetto al resto dei miei colleghi“, ha osservato ironicamente Nadal ad una statistica che lo premia come miglior giocatore andato sotto rete dell’anno solare 2015 (73% contro il 71% di Federer e Murray); mentre infine commenta così il fatto che, rispetto al 2010, il suo servizio sia calato in velocità: Credo che in quell’anno potessi tirare solo così – ha risposto -. Per me è difficile servire così rapidamente non perché non possa farlo bensì perché quando lo faccio la palla gira ancora più in fretta e diventa più veloce. Mi sento molto meglio quando le cose accadono molto più lentamente“, ha concluso.

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