Roger e Rafa, due cuori e una condanna

Roger e Rafa, due cuori e una condanna

La neonata stagione primaverile genera, come da consolidata tradizione, la nascita o la rinascita di amoreggiamenti infeltriti dall’aspro semestre autunno-invernale. A battezzare la stagione dell’amore nel microcosmo della racchetta non poteva che essere la coppia più longeva del circuito: quella formata da Roger Federer e Rafa Nadal. Per festeggiare le nozze di alluminio Roger Federer ha pensato bene di rilasciare l’ennesima, imprescindibile intervista in cui l’elvetico ripercorre le tappe più significative di questo piccolo grande amore.

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La neonata stagione primaverile genera, come da consolidata tradizione, la nascita o la rinascita di amoreggiamenti infeltriti dall’aspro semestre autunno-invernale. Così come le nostre vite, anche il mondo del tennis è stato investito da questo uragano feromonico. A battezzare la stagione dell’amore nel microcosmo della racchetta non poteva che essere la coppia più longeva del circuito: quella formata da Roger Federer e Rafa Nadal. I due non perdono una sola occasione per flirtare a distanza, sprigionando tutto il ssacro fuoco che li lega da più di un decennio. Per festeggiare le nozze di alluminio Roger Federer ha pensato bene di rilasciare l’ennesima, imprescindibile intervista in cui l’elvetico ripercorre le tappe più significative di questo piccolo grande amore. Prendendo come spunto il recente successo di Nadal a Montecarlo, infatti, Federer ha trovato il modo per blandire una volta in più l’adorato aguzzino, rimarcandone meriti e virtù:

Quanto sono sorpreso dal ritorno al vertice di Rafa? Zero. Assolutamente no. Forse ha sorpreso voi giornalisti, ma non certo noi giocatori. Un ragazzo che ha vinto nove volte a Parigi, nove volte a Montecarlo, che è stato numero uno del mondo per tanto tempo non perde le sue qualità. Forse ci aveva abituato a recuperare più velocemente dagli infortuni, ma io non riesco a concepire un Nadal a questo livello (e con le mani sfiora il pavimento, ndr), per me sta sempre là in alto. E sulla terra è ancora uno dei primi due o tre giocatori del mondo”.

Stuzzicato sulla rivalità esistente con Novak Djokovic, l’elvetico ha liquidato la questione in maniera sbrigativa, evidenziando l’inferiore appeal delle sfide in cui è impegnato contro il serbo rispetto alle memorabili sevizie inflittegli da Rafa:

“Come ho vissuto la rivalità con Djokovic? In modo completamente diverso. Rafa è esploso molto presto, i nostri momenti migliori spesso sono coincisi, alcune nostre partite sono diventate storiche, purtroppo da lui ho anche subito alcune delle sconfitte più dolorose della carriera. E poi è mancino, mi ha obbligato a trovare soluzioni differenti per contrastarlo. Diciamo che all’inizio Novak era l’uomo che incontravo in semifinale e Nadal l’uomo delle finali, adesso la situazione si è ribaltata anche grazie alla forza di Djokovic. Ma credo che la rivalità con Rafa abbia colpito di più gli appassionati”.

 

Rafael Nadal (L) of Spain embraces Roger

 

Lungi da noi l’intento di gettare un’ombra sull’idillio ispanico-svizzero, ma per amor di verità andrebbero aggiunte un paio di trascurabili note a piè di pagina.  La prima inerisce con l’assioma Federeriano che sancisce la predilezione del pubblico per le sfide andate in scena con il maiorchino rispetto a quelle disputate contro l’attuale numero 1 del mondo. La rivalità con Nadal, nella prosaica realtà delle cose, è sempre stata solo un’astrazione, buona per propagandare il prodotto tennis e veicolarlo verso i neofiti del gioco. La rivalità presuppone, per la sua stessa natura, un equilibrio ed un agonismo tali da poter dar vita ad eventi in cui si presenti l’apice qualitativo di due contendenti, possibilmente nello stesso luogo e nello stesso momento. Nei molteplici incontri tra Federer e Nadal questo elemento è quasi sempre mancato, lasciando spazio ad una marchiana subalternità dello svizzero nei confronti del maiorchino. In realtà Roger, prima che Nole stravolgesse in maniera così dirompente nella scala gerarchica del tennis moderno, aveva investito Rafa del ruolo di unico avversario degno del suo rango e del suo blasone, accettandone la superiorità atletica ed agonistica. Una volta resosi conto del livello raggiunto dal serbo, tale da insidiare ciò che appariva come un duopolio irraggiungibile, Federer ha manifestato una crescente insofferenza nei confronti di Djoker, e nel contempo ha reiterato ad ogni occasione possibile il ricordo delle indelebili battaglie con colui che doveva essere, nei piani del King, il solo contemporaneo a poter prendere posto accanto al suo trono.

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  1. Alberto Larghi - 11 mesi fa

    Coppia di fatto

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