Roger Federer: “Il vino è uno dei piaceri della vita”

Roger Federer: “Il vino è uno dei piaceri della vita”

In un’intervista a Wine Enthusiast, Roger Federer racconta della sua passione per il vino, non a caso è testimonial di Moet & Chardon. Dichiara, inoltre, che Roma è una delle sue città preferite, ovviamente per il cibo italiano.

8 commenti

Roger Federer ha recentemente rilasciato un’interessante intervista al ‘Wine Enthusiast’, dove si è scoperto un ottimo intenditore di vino e champagne, anche considerando che Moet & Chandon è uno dei suoi tanti sponsor.

Ho sempre apprezzato il buon vino e il buon cibo condiviso in buona compagnia – per esempio con la mia famiglia e i miei amici. I miei genitori hanno sempre bevuto del vino a cena. Ricordo sempre quanto mio padre fosse entusiasta quando andavamo a trovare la famiglia di mia mamma in Sudafrica, visto che lì ci sono vini fantastici. Adoro andare ai ristoranti quando viaggio intorno al mondo per il tennis o spendere del tempo con tutti a casa. Cerco anche delle opportunità per imparare di più, perchè penso che un bicchiere di vino sia uno dei piaceri della vita. Sono onorato di essere ambasciatore di Moet & Chandon, ne ho visitato lo stabilimento a Epernay, in Francia. E’ stata un’esperienza magica. Il momento più straordinario è stato vedere le cantine, un labirinto sotterraneo dove lo Champagne fermenta. Ho speso del tempo con lo chef Benoit Gouez, e mi ha spiegato che il processo di produzione e la maturazione del Moet & Chandon. E ovviamente, abbiamo provato gli champagne leggendari insieme.”

Alla domanda con chi condividerebbe un calice di vino, risponde prontamente “Muhammad Ali, Nelson Mandela e Bjorn Borg.”

Prosegue l’intervista parlando dei suoi posti preferiti per bere vino o per mangiare: “Ce ne sono tanti. Parigi è una delle mie città preferite e ovviamente il cibo e il vino sono sempre eccellenti. Adoro anche Roma per il cibo italiano. New York è fantastica per via dell’energia: shopping, teatro, ristoranti, l’arte. L’Australia è sempre una delle nostre mete preferite per noi, visto che amiamo la loro creatività coi loro piatti tipici e gli incredibili vini australiani. Anche a Dubai (dove spende alcuni mesi all’anno) mi piacciono diversi ristoranti, dal momento che molti chef top hanno aperto ristoranti – perciò hai il meglio del meglio tutto in un posto.

“Purtroppo non sono un cuoco molto bravo. Ma ovviamente mi piace il cibo svizzero come la raclette e la fonduta. Proviamo molti vini, ma ci piace goderci un vino bianco come il Cloudy Bay, e nelle occasioni particolari apriremo il rosso Château Cheval Blanc.”

“Nel mio ruolo da ambasciatore Moet & Chandon, sono molto fortunato ad avere alcuni degli champagne leggendari nella mia collezione. Il mio preferito è il Moet & Chandon Grand Vintage 2006. Non è solo un vino delizioso, ma mi evoca molte emozioni, perchè il 2006 è stato uno degli anni dove ho avuto maggior successo nel tennis. Ho raggiunto tutte e 4 le finali Slam, vincendone tre. Amo gli Champagne che hanno delle loro storie, e questo Champagne è l’essenza di un singolo anno. Una bottiglia di Grand Vintage è come un trofeo, è qualcosa che posso certamente apprezzare. Non vedo l’ora, dopo la mia carriera, di aprire alcune di queste bottiglie col mio team e festeggiare grandi ricordi.”

“Sono sempre interessato a provare nuovi e innovativi modelli. Per esempio, recentemente ero entusiasta di provare il nuovo MCIII di Moet & Chandon. E’ un mix di molteplici Champagne Grand Vintage che maturano in tre differenti universi: metallo, legno e bicchiere. E’ una delle esperienze più lussuose che abbia mai avuto.”

Una delle mie esperienze più memorabili con cibo e vino è stato nel 2014 al LE, un concetto culinario presentato da Moet & Chandon e lo cheff Yannick Alleno. Un’accoppiata di vino e cibo affascinante e deliziosa. Per esempio, non sapevo che lo Champagne contenesse 4 delle 5 sensazioni visive e gustative – manca solo il sale. Quindi ho provato il 7 Salt Bar che ha differenti aromi di sale per una sensazione completa.”

“Giocare un match fantastico può essere come assaggiare un vino maturato e vintage. Il gusto è familiare e invitante, ma c’è un’energia e una scoperta imparagonabile. Il vino evoca il passato, ma vive a pieno nel presente. Con ogni sorso, ogni momento, si sviluppa ed evolve. I diversi tipi di vini suonano in armonia, e si orientano verso una conclusione di successo.”

8 commenti

8 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. Roberto Negro - 2 anni fa

    Ovvio mica per la citta in se per se Che è in declino culturale sociale

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Alberto Andolfi - 2 anni fa

    Mauro Fois

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Mirco Rosi Bonci - 2 anni fa

    E detto da lui…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Luca Petruccioli - 2 anni fa

    Ducciobomber all improvviso

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Duccio Maria Tenti - 2 anni fa

      Hai capito te che cultore della materia

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Marco Petrone - 2 anni fa

    Felice Santaniello Mauro Spasiano

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Fausta Bimbi - 2 anni fa

    Giusto!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. Fabrizio Scalzi - 2 anni fa

    Magari in provincia di Latina, a Norma o Bassiano il cibo è molto genuino se è una buona forchetta!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy