Stregati dal successo: brillanti in fasce, opachi da grandi

Stregati dal successo: brillanti in fasce, opachi da grandi

Note sparse di un maestro di tennis: quando le promesse non esaudiscono le aspettative.

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E se poi capissi che…

Una delle fenomenologie piu? comuni: giovani, vincenti, a volte talentuosi, ma dopo i primi successi da under spariscono dal palcoscenico del tennis che conta senza nemmeno aver avuto un ruolo da comparsa.

Da anni gli addetti ai lavori si interrogano su quale sia il bug che non permette agli under di indubbio successo di trasformarsi poi in giocatori di altissimo livello.

Motivazioni piu? disparate si accodano alla lista, ma nessuna che possa essere risolta.

I nomi che hanno caratterizzato la storia moderna del tennis sono infiniti: Gulbis, Tomic, Dolgopolov, ma anche Donald Young (nella foto) e come loro tanti altri…tutti giocatori che rappresentavano una promessa per questo sport la quale, per ora, non è mai stata mantenuta fino in fondo (è ovvio, stiamo parlando di tennisti di altissimo livello che hanno raggiunto vertici della classifica, un obiettivo non alla portata di tutti: altro che promessa mancata!)

Le mie giustificazioni suonano scontate, ma credo sia necessario rifletterci.

Primo punto: la scelta del coach.

Quando un giovane giocatore decide di portare la sua attivita? su un livello internazionale deve prendere in considerazione l’idea che il suo maestro non sia piu? in grado di seguirlo nell’avventura. Attenzione: non deve disfarsene! Insieme, se il maestro e? cosciente della vicenda e non spera di improvvisarsi coach, sceglieranno una struttura che ospita giovani tennisti con le stesse esigenze e da li? potranno vagliare tutte le opzioni per il futuro. Nel periodo di “accademia” il maestro e l’allievo avranno comunque un rapporto, se non propriamente di campo, di collaborazione e gestione. Il cambio di mentore potrebbe innescare meccanismi psicologici di rifiuto verso l’attivita? di alto livello e portare al ritorno a un piano di agonismo differente. A questo si unisce il fatto che le prime sconfitte che sicuramente arriveranno potrebbero produrre un senso di inadeguatezza verso il nuovo mondo.

Secondo punto: l’aspetto economico.

E’ vero, il tennis non e? piu? lo sport elitario di un tempo, ma sicuramente coloro che vogliono affrontare la strada del professionismo devono mettere a bilancio cifre differenti da quelle che si spendono per la scuola tennis.

Decidendo di fare davvero attenzione una famiglia deve mettere a bilancio almeno 30000 euro l’anno per potersi confrontare con il circuito internazionale giovanile.

Da notare che stiamo parlando di atleti di circa 12 anni e quindi questa cifra deve essere messa in conto  per diversi anni, ammesso e non concesso, che mai possa rientrare.

Sull’aspetto economico si discute poco: o si hanno o non si hanno.

L’ultimo punto e? quello che a mio avviso merita di essere valutato con piu? attenzione.

Nella crescita tecnica di un atleta gli anni della puberta? sono i piu? difficili da gestire sia per il maestro che per l’atleta stesso.

Cambiamenti fisici costanti implicano evoluzioni delle meccaniche tecniche che sovente escono dalle righe della biomeccanica e spesso purtroppo anche da quelle della tecnica. La motivazione e? davvero semplice stavolta: l’allievo tira forte e vince, quindi anche se e? davvero “storto” si trascura la correttezza della tecnica purche? possa vincere. Se da under questo compromesso puo? essere raggiunto al passaggio a pro non puo? piu? essere ne? tollerato ne?, a quel punto, tanto meno compensato.

Tralasciare la tecnica per vincere nell’immediato implica l’impossibilita? da parte del giocatore di sviluppare le competenze necessarie per diventare un giocatore di alto profilo.

Empasse terribile da superare, ma quella piu? facile da superare.

Poniamo l’accento immediatamente sulla tecnica. Stabilizziamo i gesti, insegniamo la tattica, facciamo applicare la strategia e perdiamo da under purche? venga giocato un tennis maturo e corretto sperando di diventare un giorno un professionista anziche? vincere due coppe in piu? e imparare un qualcosa che assomiglia soltanto al tennis e restare nel limbo delle promesse mancate…

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