TC intervista Guido Monaco: “Camila Giorgi? Può vincere uno Slam”

TC intervista Guido Monaco: “Camila Giorgi? Può vincere uno Slam”

Abbiamo fatto due chiacchiere con Guido Monaco, ex tennista di discreto livello e oggi noto commentatore televisivo di Eurosport. Gli abbiamo chiesto a ruota libera le sue impressioni su quest’ultima stagione. Ecco cosa ci ha detto su Halep e Wozniacki, ma anche su Camila e Fabio, le nuove promesse Kyrgios e Coric e la rivalità Federer-Nadal.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Guido Monaco. La sua voce, insieme a quella di Federico Ferrero e Jacopo Lo Monaco, ci ha accompagnato negli ultimi anni nelle telecronache su Eurosport, narrandoci le più grandi sfide soprattutto del circuito femminile. Ma Guido, nato a Biella 40 anni fa, ha un passato di tennista di buon livello, con un best ranking alla 818esima posizione Atp raggiunto nel 1997. Con un 2014 ormai agli sgoccioli, gli abbiamo chiesto di commentare a ruota libera ciò che è successo nel circuito Atp e Wta. Ecco cosa ci ha risposto.
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Partiamo dalle ladies: questo Masters è stato molto entusiasmante e pieno di colpi di scena. Ha vinto Serena, ma ha sofferto molto nelle fasi iniziali. Petra Kvitova e Maria Sharapova, le altre due favorite, sono state eliminate nel Round Robin, palcoscenico delle bellissime prestazioni di Simona Halep e Caroline Wozniacki.

In un torneo come il Masters, dove sono in campo le otto più forti, parlare di sorprese è spesso esagerato. Halep è da un anno e mezzo che dimostra di valere le prime 3-4 del mondo, quindi – nonostante la flessione di fine anno – il suo successo così netto non mi ha affatto sorpreso. Serena è riuscita a concludere al meglio un anno non perfetto, segnato da alcune delusioni e problemi fisici. Anche io mi ero stupito della sconfitta così pesante contro la Halep: quel 6-0 6-2 è stato un colpo per tutti. Ma quando si parla delle sconfitte di campioni come Serena, Federer o Nadal i media esagerano sempre, le enfatizzano con analisi superficiali. Non sono supereroi che devono sempre vincere e stravincere, ma esseri umani, con le loro giornate storte e i piccoli e grandi problemi che noi non conosciamo, continuamente costretti a misurarsi contro avversari fortissimi in uno sport pieno di variabili come il tennis.
Ritornando al Masters, a me ha stupito il definitivo ritorno ad alti livelli della Wozniacki. L’ho commentata e vista tante volte, negli ultimi anni, e sinceramente ero convinto che non avesse le possibilità tecniche per ritornare al top dopo l’apice raggiunto nel biennio 2009-2010. E invece sembra che abbia avuto una reazione nervosa, si è liberata come di un peso e, in poco tempo, ha fatto straordinari passi avanti dal punto di vista mentale, ma anche tecnico. Credo comunque che Halep abbia un tennis superiore a quello della danese, molto più piacevole e vario.
Petra Kvitova è da sempre il mio pallino e credo che sia l’unica potenzialmente in grado di competere alla pari con Serena anche più dell’Azarenka. Ha avuto una stagione solida, ha vinto Wimbledon, ma ogni tanto incappa in giornate storte. Se saprà ottenere una continuità costante e rimarrà in forma, credo che sarà lei la maggior candidata per sostituirla, almeno per un po’.
E della nuova stella Eugénie Bouchard, che ne pensi? Quest’anno ha raggiunto due semifinali e una finale Slam, anche se non ha ancora vinto un torneo importante. Brava, potente, ha realizzato una stagione incredibilmente solida per la sua età. Però io non la vedo come una futura dominatrice nel circuito. Fa tutto bene, è completa, ma non ha un colpo risolutivo come il servizio di Serena o la potenza della Kvitova. Ora é di gran lunga la più forte della sua età, ma non confondiamo precocità e potenziale, che sono due cose diverse. Alcune tenniste hanno raggiunto un livello altissimo da giovani per fisico e mentalità, ma poi non hanno mai saputo dominare. Un po’ come è stato per la Wozniacki.
eugiboucTra le giovani, chi ti sembra la più promettente?
Camila Giorgi. Non sarà giovanissima, ma potenzialmente è superiore a tutte le coetanee. Il suo problema è la continuità, nei tornei e nei singoli match. Quest’anno però ha fatto importanti progressi: ha battuto top-player come Petkovic, Pennetta e Sharapova ed è migliorata per costanza di risultati. Forse è troppo dire che ha sviluppato un senso tattico, ma ha comunque limato qualche eccesso del tennis troppo rischioso ed è cresciuta molto nella costanza al servizio. Nel panorama dei primi 50 è lei la più forte tra le più giovani, per tecnica e potenza, ma anche dal punto di vista mentale. E’ una che non  se la fa sotto, insomma. Se sistema alcune cose può entrare in breve tempo nelle prime 10, e la ritengo perfettamente in grado di vincere uno Slam.Sembra quindi che il ritorno in Italia e gli allenamenti a Tirrenia abbiano giovato a Camila.Sì, assolutamente. E’ visibilmente maturata.  E’ stata seguita da Daniele Silvestre, che conosco, come sparring partner e co-allenatore; l’ha resa più solida, un po’ più prudente. Ma non mi trovo neanche d’accordo con chi sostiene che dovrebbe rendere il suo tennis più interlocutorio, difensivo, finendo inevitabilmente per snaturarlo. Se con il suo dritto spesso non fa vedere la palla alla Sharapova, perché dovrebbe tirare meno forte? Ha bisogno di sicurezza e di equilibrio, il resto verrà da sé.

Passiamo agli uomini. Il 2014 si è confermato l’anno più sorprendente degli ultimi anni. Ben due ‘novizi’ Wawrinka e Cilic hanno vinto uno Slam, mostrando la fine del monopolio dei Fab four. Senza contare l’avanzata delle nuove leve, come Coric e Kyrgios, che hanno sconfitto Rafa Nadal.

Per quello che hanno dimostrato, Coric, Zverev e Kyrgios hanno potenziali altissimi. Con oltre 30 ultratrentenni nella top 100 il cosiddetto ‘ricambio generazionale’ di cui tutti parlano è alle porte, e loro saranno tra i primi ad approfittarne. Tra due o tre anni questo ciclo si sarà concluso. Personalmente, Kyrgios mi sembra il più pronto dei tre: ha un servizio eccezionale e una buona tecnica, se acquisisce costanza e maturità può veramente dominare.
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Con il declino dei Fab four, non pensi che possa essere questa nuova generazione a raccogliere la loro eredità di ‘dominatori’? A spese di quei Dimitrov, Nishikori e Raonic, ritenuti da tempo i legittimi eredi, ma che a 24 anni non hanno ancora vinto uno Slam?

Potrebbe accadere. Un conto però è arrivare tra i primi 100, un altro è diventare veri top-player; non so se compiranno questo salto in così poco tempo, anche se le prospettive sono buone. In ogni caso, Nishikori, Raonic e Dimitrov, con tutti gli anni di gavetta che hanno fatto, al momento restano gli eredi più naturali. Non sono campioni, ma possono ancora crescere, e comunque hanno avuto la sfortuna di competere nell’era di Nadal, Federer e Djokovic, la stessa che hanno avuto Berdych, Del Potro e Ferrer, in misura ancora maggiore perché coetanei. Quando i Fab four si ritireranno, ci sarà più spazio per tutti. 

Hai visto la finale di Valencia tra Murray e Robredo? E’ stata una delle più belle del 2014, forse la più divertente. E’ impossibile non emozionarsi davanti a due giocatori che raschiano il fondo delle loro energie, immersi nel puro agonismo per oltre tre ore, mantenendo una qualità tecnica altissima. Robredo è stato un giocatore capace di cambiare il suo tennis, passando da ‘attendista’ a giocatore di spinta con punte di gioco incredibili. Ha dimostrato, come Ferrer, che con il duro lavoro si può migliorare tantissimo anche a 28, 30 anni. Meritava lui di vincere, soprattutto dopo gli altri 5 match-point sprecati a Shenzen, ma questo è il tennis.

Andy Murray ha saputo risollevare un po’ un anno molto particolare e garantirsi la possibilità di giocare al Masters, anche se probabilmente si sarebbe aspettato di raggranellare qualcosa di più in un 2014 tennisticamente piuttosto instabile…

E’ vero, per Andy è stato un anno molto particolare. L’intervento alla schiena, il lento recupero, il fatto che comunque avesse già raggiunto gli obiettivi che si prefiggeva da diversi anni – la vittoria di uno Slam e di Wimbledon, in particolare – sono fattori che hanno contribuito a renderlo meno motivato e competitivo. In Australia l’avevo visto giocare ad altissimi livelli, ma poi sono seguite parecchie prestazioni sconcertanti. In quest’ultimo mese ci teneva a qualificarsi alle Finals, e così ha vinto tre tornei, dimostrando che la forma non gli manca. Io lo trovo un ragazzo molto intelligente: nella sua carriera si è circondato di gente molto preparata nel suo team, tra cui gli stessi allenatori Ivan Lendl, e ora Amèlie Mauresmo. In campo lo conosciamo, è indolente, si lamenta, accusa mille dolori, a volte sembrando antipatico: ma credo sia più un modo per scaricare la tensione che per innervosire l’avversario in modo scorretto, un po’ come fa Fognini quando dà di matto…

Ecco. Fognini. Questa settimana ha fatto di nuovo parlare di lui. La brutta sconfitta contro Pouille, la mancata stretta di mano dell’arbitro Bernardes…

Che dire, un caso umano. Forse la risposta più giusta sarebbe parlarne il meno possibile, togliere tutta questa attenzione negativa che c’è su di lui e sperare che la smetta di farsi male da solo…

Chi vedi come favoriti alle Atp Finals di Londra?Roger Federer, che sta finalmente giocando come doveva fare già 4-5 anni fa: pochi scambi, ancor più pressione dal fondo e attacco rete. E Novak Djokovic, che in questo periodo dell’anno è imbattibile. Si è sposato e ha appena avuto un figlio, vediamo come gioca. Poi Andy Murray, ma sarebbe già una discreta sorpresa.

Veniamo a Nadal, il grande escluso, che ha terminato un anno molto meno positivo del 2013, con un’operazione all’appendicite da affrontare e un’enorme incognita per il 2015. Pensi che ritornerà ai suoi massimi livelli?

Ogni volta che Nadal si ritira tutti lo danno per morto e spacciato, e invece ritorna più forte di prima. E’ successo tre volte, e credo succederà ancora, il prossimo anno. E’ ovvio che Rafa gioca ogni torneo per vincerlo, non certo per fare da comprimario. Per questo, non capisco chi lo critica di saltare i tornei, accusandolo puntualmente di doping, chi gli dà dello scorretto in campo o di uno che vuole trovare scuse. Si è ritirato tre, quattro volte in carriera, proprio quando era piegato in due e non ce la faceva proprio più. Se poi in conferenza stampa ritiene giusto difendere i suoi diritti di giocatore, chi sono gli altri per giudicarlo?

E’ un copione che si ripete spesso, in effetti…

Sì, e poi non capisco questo astio contro Nadal, soprattutto da parte dei fan di Federer, che considerano lo spagnolo come una specie di profanatore del tennis classico ed elegante, del vero tennis, secondo loro. Secondo me è ugualmente da apprezzare Rafa, che ha un gioco particolare e una completezza tecnica indiscutibile, che sa lottare e soffrire su ogni punto come nessun altro atleta nella storia dello sport, e che è stato in grado di poter tornare dopo pesanti infortuni. Nadal ha dimostrato di essere il più vincente dei Fab four, se si esclude il 2011, anno di grazia di Djokovic. Per il resto, gli altri lo hanno sempre patito in maniera pazzesca in tutte e tre le superfici. Contro Federer è avanti 23-10 nei precedenti, ha saputo sconfiggerlo persino nella ‘sua’ Wimbledon. Io non dico che Nadal sia più forte di Federer, o che sia il più grande di sempre, o viceversa, sono classifiche che spesso lasciano il tempo che trovano. Sono entrambi due grandissimi campioni da mettere, come minimo, sullo stesso piano.

Insomma, si è capito che Nadal ti piace molto. 

E’ sempre una questione di gusti. Io ammiro Nadal per il carattere che mostrain campo, la capacità di soffrire, l’agonismo, un po’ com’è successo nella finale di Valencia. Io stimo molto anche Roger Federer e riconosco la sua eccellenza tecnica e stilistica, ma non mi suscita quel coinvolgimento emotivo che provo a vedere un lottatore come Nadal, che sputa l’anima e che suda fino allo sfinimento dal primo all’ultimo quindici.
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Poche settimane fa è scoppiato lo scandalo delle scommesse nel tennis, che ha coinvolto diversi giocatori implicati in casi che risalgono addirittura al 2007. Cosa pensi di questa storia?

La Federazione deve assolutamente prendere seri provvedimenti contro questi giocatori. In passato ha preso posizioni molto forti per questioni più controverse, ad  esempio contro chi saltava la Davis, quindi non sarebbe coerente se procedesse in modo più cauto. Come è successo per Calciopoli, bisogna sempre fare un distinguo tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva: quest’ultima, anche quando le prove non sono certissime, deve comunque attivarsi per epurare chi sceglie una linea di condotta che non c’entra nulla con questo sport. Le federazioni, dal canto loro, non hanno alcun interesse a rendere pubblico quanto marcio sia il proprio sport, così come accade per il doping. Si crea così un circolo vizioso di insabbiamento che rende molto difficile che un organo ufficiale denunci un disonesto se proprio non è costretto con le spalle al muro.

Dopo la liberalizzazione delle scommesse nel tennis, nei challenge e perfino nei future, solo un ingenuo poteva pensare che alcuni giocatori non ne avrebbero approfittato a piene mani. Così facendo, avevano offerto loro un piatto d’argento pieno di soldi, molti di più di quanti ne avrebbero potuti guadagnare sul campo. Io la trovo una cosa molto più grave del doping. Giocare match apposta per perdere e vendere la partita, tradendo il pubblico che è venuto a seguirti, è quanto di più innaturale possa esistere nel mondo dello sport. La gente lo segue sperando di trovare in esso uno spazio onesto e pulito, per una volta non corrotto dai soliti giochi di soldi e di potere. La realtà, purtroppo, è spesso diversa.

Quali tornei saranno trasmessi su Eurosport nel 2015?

Più o meno gli stessi di  quest’anno. Quello che so è che continueremo a trasmettere 3 Slam su 4 per diverse stagioni, oltre al Queen’s e qualche altro torneo in prossimità degli Slam.

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