Il grande tennis a febbraio va in letargo?

Il grande tennis a febbraio va in letargo?

Gli Australian Open sono ormai un ricordo, e mancano ancora più di due settimane a Indian Wells, il primo grande torneo americano della stagione che prenderà il via il 9 marzo. Durante questo lungo periodo di tempo, coincidente con il mese di febbraio, molti top-player preferiscono fare una pausa in vista dei grandi tornei primaverili. Quindi si può parlare di un mese snobbato e privo di emozioni? Traduciamo un articolo de L’Équipe sul mondo del tennis nel secondo mese dell’anno.

A differenza di Roger Federer, Stanislas Wawrinka non ha davvero tagliato dopo l'Australian Open. (L'Equipe)

Nessun top-ten, infatti, si era iscritto ai tre tornei Atp 250 in programma la settimana dopo la finale di Melbourne, dando l’impressione che il circuito fosse entrato in una sorta di letargo. In parte è vero: molti giocatori scelgono di rimanere fuori dal circuito per allenarsi e riposarsi, come del resto ha ammesso Roger Federer sulla sua pagina facebook. Nonostante fosse uscito prematuramente (battuto al terzo turno dal nostro Andreas Seppi), lo svizzero ha scelto di fermarsi per recuperare sotto tutti i punti di vista. Roger ha saltato anche il torneo Atp 500 di Rotterdam per il secondo anno di fila e ha programmato il suo ritorno per la prossima settimana, nel torneo di Dubai.

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 Novak Djokovic, vincitore a Melbourne, dal canto suo, ha postato una foto in cui gioca con la neve, ben lontano, soprattutto mentalmente, da competizioni e campi da gioco. Anche il serbo, come i quattro anni precedenti, ha fissato il suo rientro direttamente nel torneo degli Emirati Arabi, per poi disputare i Master 1000 Indian Wells-Miami, che insieme formano cosiddetto ‘Slam-bis’. E’ appunto dal 2010 che Nole non gioca per quasi tutto febbraio.

In realtà, molti top-player hanno scelto di continuare a giocare per incamerare punti: Murray (n. 4), Raonic (n. 6) Wawrinka (n. 7) e Berdych (n. 8) hanno giocato a Rotterdam, mentre Nishikori (n. 5) ha trionfato a Memphis.

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E poi c’è Rafa Nadal. Il maiorchino, colpito da ripetuti infortuni negli ultimi anni, ha impiegato buona parte di febbraio per allenarsi notte e giorno nella sua casa di Maiorca, in modo da affrontare al meglio il tour-de-force tra gli Stati Uniti e la stagione sulla terra. Questa settimana, come l’anno scorso, ha debuttato proprio sul rosso nel torneo di Rio de Janeiro, per poi partire alla volta di Buenos Aires e sperare di ritrovare vittorie e fiducia. Lo spagnolo ha comunque sempre giocato il mese di febbraio, a parte il 2010 e 2011, quando era fuori dai giochi a causa di infortuni.

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Per i tennisti francesi, nessuno dei quali quest’anno ha raggiunto la seconda settimana degli Australian Open, questo periodo si dimostra l’occasione giusta per guadagnare qualche bella somma (interessante, ma non abbastanza per attirare i grandissimi nomi) offerti nei tornei giocati in casa. Richard Gasquet, Gael Monfils e Gilles Simon hanno per questo disputato l’ATP 250 di Montpellier per poi scendere fino a Marsiglia. 

In realtà, febbraio è il mese dove si disputano più tornei Atp in assoluto, ben 12, anche se – messi insieme – non hanno la stessa attrattiva di Melbourne o dei grandi eventi statunitensi. Per quanto riguarda l’Atp sono in tutto ben 12, anche se di questi solo quattro sono Atp 500. Proprio per la loro minore importanza, questi eventi sono spesso palcoscenico di sensazionali sorprese, terra di rinascite di eterni veterani a fine carriera o di giovani ruspanti in cerca del primo grande risultato. O semplicemente, di giocatori normali che trovano la settimana della loro vita e riescono a incamerare un notevole bottino.

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Qualche esempio? Victor Estrella Burgos, 34 anni, che ha vinto il suo primo titolo in carriera a Quito, capitale dell’Ecuador; qui, anche grazie alla finale conquistata in doppio, ha guadagnato 86.380 dollari, e cioè l’11,5% di quello che ha guadagnato nel corso della sua intera carriera, e incamerato 250 punti ATP, raggiungendo il suo best-ranking (n. 52, e una settimana dopo n. 51 del ranking). Un altro esempio, che noi italiani conosciamo troppo bene, è quello dell’italiano Luca Vanni, 29 anni, che ha raggiunto la sua prima finale in carriera, avvicinandosi per la prima volta in top 100 (n. 108). Infine, a Memphis, il giovane americano Jared Donaldson (18 anni e n.174), invitato dagli organizzatori, ha vinto il suo primo match sul circuito principale.

Le donne, invece, sono state impegnate in di Fed Cup, dove hanno partecipato top-player come le Williams e Maria Sharapova, dal 2 all’8 febbraio. Nel frattempo, una sexy Caroline Wozniacki ha approfittato per posare per Sports Illustrated. Serena Williams, invece, ha annunciato il suo ritorno a Indian Wells (11-22 marzo) dopo un’assenza di ben 14 anni. La n. 1 del mondo, che ha dovuto saltare il torneo di Dubai a causa di un’infezione alle vie respiratorie, ripartirà proprio nella sua California.

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