Corruzione nel tennis , un 2017 in chiaroscuro

Corruzione nel tennis , un 2017 in chiaroscuro

La Tennis Integrity Unit ha diramato il resoconto annuale sulle indagini svolte e portate a compimento. Diminuite le segnalazioni, ma aumentate le sanzioni.

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Uno dei grandi mali che affligge il tennis è ancora lì, e continua a destare apprensione. Parliamo della condotta antisportiva a vario titolo; uno dei problemi che negli ultimi anni ha richiesto maggior attenzione, investimenti e , purtroppo, interventi da parte degli organismi tennistici internazionali. Itf, Atp e Wta hanno certamente dichiarato guerra al fenomeno . Un fenomeno tanto preoccupante da richiedere una sempre maggior attenzione verso tutte le segnalazioni di movimenti per scommesse sospette, investimenti che vanno oltre i tre milioni di dollari per il solo 2018, ed una task force di diciassette unità impiegate a tempo pieno nel passare sotto la lente di ingrandimento ogni segnalazione. “Non c’è dubbio che la maggior parte dei giocatori e degli ufficiali di gara si comportano in modo esemplare, ma la piccola minoranza che sceglie di infrangere le regole è una preoccupazione continua”; così si è espresso il direttore della TIU, Nigel Willerton.

mitsuhashi

A dare maggior impulso alla lotta contro le frodi nel tennis hanno indubbiamente contribuito le inchieste condotte dalla BBC e da BuzzFeed News due anni orsono. Le due inchieste rivelavano che almeno sedici Top 50 erano stati      segnalati quali sospetti autori di frode negli ultimi dieci anni. Si è quindi deciso di affrontare il problema, finalmente con maggior serietà. I risultati ottenuti nel 2017 , tuttavia, presentano luci ed ombre. Così, se rispetto al 2016 è diminuito il numero delle segnalazioni ( da 292 a 241), dobbiamo purtroppo lamentare un aumento nel numero e nella gravità delle sanzioni comminate ( da 9 a 13). Nessun ufficiale di gara è stato sanzionato , diversamente dal 2016, mentre dei tredici giocatori squalificati ben tre lo sono stati a vita , uno per dieci anni ed uno per sette anni; tutti colti nella rete del match-fixing. A questi si aggiungono altri fermati per tennis-betting. Al fine di rendere ancor più incisiva la lotta a questo triste fenomeno, da quest’anno , la TIU istituirà una unità di istruzione per formare i giovani giocatori, aiutarli a combattere i rischi della corruzione e renderli sempre più consapevoli delle gravissime conseguenze causate dalla frode sportiva. Tutto ciò con l’auspicio che, in un futuro non remoto, si possa finalmente parlare del match-fixing e del tennis-betting come del cupo retaggio di un passato di cui, però, non si abbia più memoria alcuna.

Le squalifiche comminate nel 2017:
Match-fixing
Alexandru-Daniel Carpen (Romania, n. 1.088 Atp): squalifica a vita
Konstantinos Mikos (Grecia. n. 933 Atp): squalifica a vita
Junn Mitsuhashi (Giappone, n. 295 Atp): squalifica a vita e multa di $ 50.000
Nikita Kryvonos (Stati Uniti, n. 389 Wta): squalifica 10 anni e multa di $ 20.000
Nick Lindahl (Australia, n. 187 Atp): squalifica 7 anni e multa di $ 35.000
Tennis betting
Calum Puttergill (Australia, n. 1.148 Atp): squalifica di 6 mesi e multa di $ 10.000
Mihaita Damian (Romania, n.1.439 doppio Atp): squalifica di 12 mesi e multa di $ 5.000
Marius Frosa (Romania, n. 1.920 Atp): squalifica di 8 mesi (4 di sospensione) e $ 1.000 di multa
Samuel Ribeiro Navarette (Spagna, n. 723 Atp): squalifica di 8 mesi (4 di sospensione) e $ 1.000 multa

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