Una giornata con Nick Bollettieri

Una giornata con Nick Bollettieri

Lo scorso week end si è tenuta allo Sporting di Milano 3 una “Clinic” con il mitico Nick Bollettieri, allenatore e talent scout di tantissimi big del tennis. L’americano è stato prodigo di consigli e perle di saggezza tennistica in una giornata all’insegna della giovialità e della passione per il tennis

Capita a volte di trovarsi in realtà che non avremmo mai immaginato. A un tratto personaggi che viviamo quotidianamente grazie alla passione per il tennis possono diventare realtà tangibili e reali. Questo è ciò che mi è successo lo scorso week end.
UNO STAGE CON NICK BOLLETTIERI – Mi avevano parlato dello stage che Nick Bollettieri –NickBollettieri!!!- avrebbe tenuto durante il suo tour in Italia allo Sporting Milano 3 di Basiglio. Dopo varie titubanze sulla reale utilità che una giocatrice di quarta categoria come me avrebbe avuto da questa esperienza alla fine ho deciso anche per la partecipazione di alcuni amici, di provare questa “clinic” del coach dei coach, dal coach di Agassi, Sharapova e chi più ne ha più ne metta. Questa esperienza è cominciata alla mattina presto. Alle 8.45 eravamo infatti già allo Sporting a bere un caffè prima di accedere ai campi. Lo stage si effettuava nei campi coperti vista la giornata tutt’altro che soleggiata.

LA PRESENTAZIONE INIZIALE – Quando siamo arrivati all’ interno della struttura, Nick aveva già cominciato a parlare al gruppo di giocatori – appassionati di tennis che si erano raggruppati sulle scalinate adiacenti ai campi. I tennisti avevano già cominciato a porgli domande sulla tattica vincente. “Ma quando attacco “… “cosa posso fare contro un giocatore che alza tutto…?” e Nick, simpaticissimo e ottimo comunicatore si è prodigato a fornire risposte in un inglese abbastanza comprensibile ma anche con la presenza di un traduttore. Ero anzi abbastanza stupita dal modo in cui Nick – Nick Bollettieri – prendesse seriamente le nostre problematiche di giocatori medi. Alla fine lo staff dello Sporting ha insistito per fare una foto di gruppo col Grande-Nick il quale è venuto a sedersi sulle gradinate … proprio vicino a me!! E allegramente ha incitato “Everybody say one two three Nick is the best” invece del solito “chease”. D’ un tratto quella persona seduta accanto a me era diventata famigliare e non il mito di cui avevo anche scritto qualche volta. Era un coach, un coach molto speciale ma un coach! Sono stati fatti dei gruppi composti da quattro giocatori da dislocare sui vari campi. Io ero con due amiche e un altra ragazza e siamo andate sul campo assegnatoci che è stato proprio il campo dal quale Nick ha cominciato la sua “Clinic”

Bollettieri sporting

UNA SUPERVISIONE SPECIALE – Abbiamo cominciato a palleggiare a due a due da metà campo e subito Nick ha cominciato a fermarci sui colpi che riteneva di correggere. Era emozionante pensare che stavamo palleggiando davanti a lui e che lui ci prendesse in considerazione proprio come aveva fatto coi big del tennis. Dalla sua bocca in un inglese a volte comprensibile a volte no uscivano perle di saggezza tennistica. “Voi dovete entrare in campo per vincere. Ad ogni punto dovete ripetere – I want to win I want to win- e ripetervelo continuamente per tutta la partita.” Per non parlare dei consigli più tecnici sui vari colpi… devi farti trovare già aperta sul dritto… devi colpire il rovescio affiancandoti e poi entrare in campo con la gamba sinistra… a una ragazza mancina ha detto che doveva cercare di dare più topspin al suo dritto perché sarebbe stato il suo colpo più winner… proprio come Nadal che esasperando il topspin del suo dritto mancino aveva fatto la sua fortuna. Ha anche parlato del fatto che per contrastare questo colpo i giocatori avversari devono stare più dentro al campo, proprio come aveva fatto Roger Federer contro Nadal ultimamente, “anticipate”…dovete anticipare la palla. Guardare la palla sempre, come Roger, “watch the ball”, gioco di piedi, ma soprattutto e questo per tutti, giocate facile, “play easy”. Ha raccontato poi di quando Tommy Haas gli ha chiesto quando doveva scendere a rete e lui gli ha risposto “sempre”. Ma soprattutto, ha detto Nick, ricordiamoci che abbiamo una sola palla alla volta e su questa palla dobbiamo dare tutto, tutto il match dipende da quella palla. Il tutto condito con la pazienza del maestro di tennis e con la grazia e i sorrisi di chi sta bene in mezzo alla gente. Purtroppo il nostro incontro ravvicinato con Nick è presto giunta al termine e abbiamo continuato la giornata di clinic perfezionando i vari colpi con i maestri dello “Sporting” sui vari campi. Fra un campo e l’altro postazioni gestite da personale IMG, la società di Bollettieri, che vendevano il suo libro “Cambiare gioco”Clinic e si prodigavano nella distribuzione di polsini e antivibrazione. La giornata è proseguita con un certo entusiasmo sull’onda dei consigli di Nick, terminando con una sessione di preparazione atletica che dopo 3 ore di “clinic” ci ha dato il colpo finale.

LA CONFERENZA FINALE –  Nel pacchetto era compreso il pranzo che si è svolto in allegria parlando della giornata e non, e poi nel pomeriggio, mentre Nick si dedicava al gruppo degli under 18 abbiamo approfittato della SPA, anche quella a disposizione dei partecipanti alla Clinic. Nella conferenza finale Nick Bollettieri, che a 86 anni si era fatto tutta la giornata in campo, ha sottolineato le sue origini italiane ed ha raccontato che quando era un bambino e abitava nel Bronx la nonna che era la capostipite della famiglia quando tornava da scuola gli chiedeva se aveva fatto il suo dovere, se aveva ubbidito alla maestra e se aveva dato il suo massimo. Se aveva fatto tutto questo poteva andare a giocare, in caso contrario, no. Oggi invece si tende a chiedere ai figli “Che voti hai preso a scuola? Hai vinto al torneo?” e non è giusto, perché l’importante è che si siano impegnati al massimo, poi i risultati arriveranno. Ha poi promosso la sua Accademia in Florida, dicendo che ci sono pacchetti per tutti i livelli, per tutte le età e anche per famiglie. Non oso immaginare i costi, visto che un’ora di privata con lui in Florida si aggira sui 900 Dollari!! bollettieri 2

BYE BYE NICK, THANK YOU –  Un ultimo momento con Nick. Io e la mia amica ci avviciniamo mentre autografa i libri e si lascia immortalare coi vari partecipanti allo stage “Nick may we have a photograph with you? Possiamo avere una foto con te?” E questa foto sorridente assieme al ricordo di una bella giornata è ciò che  mi rimarrà di questo”personaggio del tennis col sorriso negli occhi e il tennis nel cuore”

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