Victoria Azarenka parla della sua vita tra tennis e maternità

Victoria Azarenka parla della sua vita tra tennis e maternità

In una recente intervista la bielorussa Victoria Azarenka, da poco ritornata sui campi da tennis, ha rilasciato dichiarazioni interessanti circa il suo rapporto col tennis nelle nuove vesti da madre, soffermandosi in particolare sulle difficoltà connesse alla necessità di conciliare gli impegni tennistici con quelli da madre, tematica fra l’altro cara a molte sue colleghe.

di Davide Lahmid

Madre o tennista? Tennista o madre? Questione di priorità forse, ma è indubbio che una volta messo alla luce un piccolo pargolo la priorità per la mamma tennista non possa che essere quella di fargli da madre. Lo sa bene Serena Williams, e lo sa molto bene anche Victoria Azarenka, giocatrice la cui carriera tennistica ha risentito molto in seguito al concepimento del figlio Leo. Vika ha difatti giocato solo 9 matches dall’inizio del 2017, attraversando un periodo difficile dopo la nascita del figlio, a causa della controversia legale col marito per l’affidamento del piccolo. Quest’anno la bielorussa è tornata a solcare i campi da tennis prima ad Indian Wells, dove ha perso al secondo turno con la statunitense Stephens, ed ora a Miami, dove ha vinto il suo match d’esordio con un netto 6-3 6-0 ottenuto ai danni della giovane Bellis.

Vika è scesa in campo con un paio di scarpe personalizzate, recanti il nome del figlio, Leo; interrogata in merito, la bielorussa ha risposto: “L’ho semplicemente fatto scrivere, e l’ho anche sulla mia maglietta, ed è ovvio che io sia la fan numero 1 di mio figlio. Quindi non so, è solo un modo per ricordami di lui, o per lo meno per sentirlo vicino ogni volta che gioco. Mi sembrava qualcosa di bello“. La nascita di un figlio porta una donna a rivedere la scala delle sue priorità, e lo stesso è avvenuto con Vika: “La tua prospettiva su ciò che ha davvero importanza cambia, perché il tennis, alla fine della giornata, è solo un lavoroha affermato la tennista bielorussa, che ha poi continuato cosìE questo lavoro lo farai per un certo periodo di tempo. Quando invece sei un genitore, lo sarai il resto della tua vita, e ciò comporta una responsabilità. Pertanto penso che il modo di guardare al tennis cambi davvero“.

Azarenka è poi passata ad analizzare le difficoltà dovute alla lontananza dal figlio, questione molto delicata in merito alla quale si è di recente espressa anche Serena Williams, che ha affermato di aver quasi pianto la prima volta che ha dovuto lasciare a casa la figlia per recarsi sui campi; a tal proposito anche Vika si è detta molto in difficoltà: “Euna sensazione molto strana. Non riesco davvero a sopportare di dover stare lontano da lui da un momento all’altro. Quando è con me a volte sento come il bisogno di dedicare del tempo a me stessa, ma dopo un secondo mi manca già mio figlio. Sto semplicemente  cercando di trovare quell’equilibrio. È sicuramente una cosa molto difficile ed impegnativa concentrarsi solo su sè stessi, perché ho dimenticato come si fa il giorno in cui è nato mio figlio. Si tratta di una situazione molto delicata, ma sto cercando di superarla, di convincermi che quelle due ore che sto lontano da lui non sono poi una tragedia, che ci sono genitori che lavorano e che stanno lontani dai figli per dieci ore o più, il che è molto impegnativo. Quindi mi sento particolarmente grata per il fatto di avere la possibilità di svolgere il mio lavoro e al tempo stesso di passare più tempo possibile con mio figlio“.

 Victoria si è infine espressa su una questione d’attualità nel circuito femminile, sollevata dalla collega Serena, che ha avanzato l’ipotesi di poter accordare il ranking protetto alle giocatrici in maternità. Questa la posizione della bielorussa: “E’ una questione molto delicata, soprattutto se la si guarda da un duplice punto di vista, perché il dibattito è nato da Serena, e con tutto il rispetto per lei, se guardiamo ai suoi risultati, se guardiamo da dove arriva, da dove arrivo io, potrebbe sembrare una scelta giusta far sì che possiamo disporre di teste di serie nei tornei a cui partecipiamo dopo il rientro. Dall’altra parte però bisogna anche pensare a tutte quelle giocatrici che hanno lavorato duro nel tempo per poter conquistarsi un determinato seeding e che finirebbero per perderlo se introducessimo questa regola. Se facciamo una regola, deve valere per tutti i casi. In termini di numero di casi, la nostra è un’eccezione, ma se devono esserci regole per le eccezioni, devono esserci per tutte le eccezioni. Quindi abbiamo iniziato a discuterne nel consiglio dei giocatori, di cui faccio parte, ma bisogna assicurarsi di considerare sullo stesso livello le necessità di tutti, quindi il modo migliore per gestire questa questione è prendersi del tempo e rifletterci con attenzione“.
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