Wilson Pro Staff RF85 Limited Edition

Wilson Pro Staff RF85 Limited Edition

Eccovi la recensione della Wilson Pro Staff RF 85 Limited Edition. Un omaggio di casa Wilson al maestro svizzero ed a tutti gli appassionati di una delle racchette più mitiche e vincenti della storia del tennis..

di Fabrizio Messina

Inauguriamo questa rubrica con quella che da molti è considerata la Regina di tutte le racchette:  la  Wilson Pro Staff.

SCHEDA ANAGRAFICA.  La Wilson Pro Staff ha una storia antica che affonda le sue radici agli albori di inizio ‘900. La Pro Staff Jack Kramer Autograph fu una delle prime racchette dell’americano John McEnroe; famosa per la robustezza del suo legno, agli inizi degli anni ’80, è stata tra le prime racchette a vivere il momento di transizione verso materiali più moderni (graphite, fibre di vetro, di carbonio….). La sua prima “nuova” versione era costituita da un telaio molto rigido, spesso appena 18 mm e largo appena 85 pollici, dal peso non indifferente di 355 g. di kevlar e graphite.

La prima racchetta uscì, ufficialmente, nel 1983 dalla IL factory di River Grove, Chicago, anche, se i racconti dei più informati narrano di un modello prodotto già un anno prima in Belgio, da Donnay per casa Wilson. Inizialmente fu chiamata Pro Staff mid size. Solo successivamente acquisì il nome di Pro Staff original.  Dopo i primi anni di produzione casa Wilson trasferì, per motivi fiscali,  la produzione della pro staff nello stabilimento dell’isola di St. Vincent, nelle Isole Grenadine, nel Mar dei Caraibi.

ASTE DA RECORD. Vodoo, magia nera, superstizione, suggestione, il clima i materiali differenti, chi lo sa; l’unica certezza che abbiamo è il fatto che le racchette prodotte in quello stabilimento risultarono uniche. Basti pensare che, oggi, esemplari “St. Vincent” sono considerati veri oggetti di culto che vengono “scambiati”  su ebay a prezzi da collezionisti. Abbondantemente sopra i 1.000 dollari se tenute in perfette condizioni. I telai, successivamente, prodotti prima a Taiwan e poi in Cina non  furono mai considerati all’altezza.

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SLAM & CAMPIONI. Da vera regina, la Pro Staff, ha potuto vantare svariati e valorosi “campioni” disposti a battersi per i suoi colori  Pete Sampras, Stefan Edberg, Jim Courier, Chris Evert e più recentemente Roger Federer sono soli alcuni di essi. Un numero spropositato di Slam conquistati, oltre 60, deliziose demi volee, micidiali serve&volley, precisissime bordate da fondo campo, passanti di rovescio in controbalzo.

QUESTIONE DI TALENTO. Una racchetta che, come la leggendaria Excalibur di re Artù, rende invincibile chi riesce a brandirla.  Sampras usava customizzare la sua Pro Staff aumentandone il peso fino a 430 grammi! Qualcosa di inverosimile, solo, anche, da  pensare per qualunque giocatore amatore. Se, poi consideriamo che era solito fare tirare le corde tra i 32 ed i 35 kg., allora, probabilmente diverrebbe complicato anche solo mandare la palla oltre la rete.

Non che  Sampras, così come Federer o lo stesso Edberg  siano mai stati famosi per i loro muscoli. “Pistol” Pete Sampras, così lo chiamavano, soffriva perfino di una leggera forma di anemia mediterranea. Solo questione di talento: sapere colpire la palla nell’attimo giusto, nel punto giusto, nel modo giusto. Questo ama fare chi  gioca con una Pro Staff. La prima Pro Staff Original 6.0 nacque nella versione oversize con piatto corde 110. Fu solo da questa, per soddisfare le richieste di Pete Sampras, che venne poi elaborata la versione piu famosa con piatto corde 85 pollici. Uno strumento di precisione capace di produrre uno forza devastante.

Sampras

STORIE E LEGGENDE! I suoi amanti, non potendo fare a meno di stringerla di tra le mani, hanno fatto di tutto per averla sempre accanto. Quando Wilson decise di metterla fuori produzione partì una sorta di ricerca del Santo Graal. Il direttore della produzione di casa Wilson, tale Edberg (solo curiosa omonimia con il campione svedese), si disse “costernato per la scelta dei campioni di non voler abbandonare la Pro Staff nonostante l’ azienda …. volesse mettere sul mercato nuove tecnologie per aiutarli a giocare sempre meglio.” Si narra che Stefan Edberg (6 slam per lui) che come l’americano Sampras la usò per tutta la carriera; quando, per contratto, dovette giocare con la Pro Staff 6.1 con ovale da 95 pollici quella gialla e rossa, per intenderci, non fece altro che scendere in campo con un “paint job” della 6.0. Cosi, quando la original uscì definitivamente di produzione iniziò, tramite vari intermediari a fate rastrellare tutti i negozi e i distributori europei alla ricerca degli ultimi telai ancora disponibili. Mentre, invece, Courier con l’amico Sampras, appresa la notizia, andò a comprare personalmente gli stampi e i materiali dalla ditta di Taiwan che aveva ricomprato i lotti produttivi di Saint Vincent e se ne fecero forgiare parecchie decine, per non restarne sprovvisti.

L’ERA FEDERER. La Pro Staff Original  6.0 non è stata più prodotta, almeno, così come era stata inizialmente concepita. Dopo la messa in commercio della 6.1, si deve al campione svizzero Roger Federer il merito di avere mantenuto in vita il nome Pro Staff.  Lo svizzero (contratto a vita con casa Wilson) che proprio con la Original iniziò a muovere i suoi primi passi nel mondo del tennis, ha cercato negli anni, nonostante l’evolversi dei materiali, di mantenere le caratteristiche tecniche principali della sua prima racchetta, ovvero, piatto corde piccolo, profilo minimo, telaio rigido e pesante.  Da allora Wilson ha dato vita a diversi telai ma, mai nessuno come l’Original. Una delle  prime pro staff usata dallo svizzero fu la Hyper Pro Staff Tour, derivata direttamente dalla linea Original con la quale batte proprio l’americano, a Wimbledon nel 2001, in un match storico che sancì il passaggio di consegne tra i duepiatto corde 90 e peso superiore ai 360gr.; roba da altri tempi. Dopo la Hyper fu il turno della Six-One Tour n-code system, con cui Roger vinse la bellezza di sette slam tra il 2004-2006. Quindi dal 2007 viene introdotto il “K Factor” con la Six-One Tour che accompagnerà Federer fino alla fine del 2009 ed alla vittoria del suo fin’ora unico titolo del Roland Garros.

 

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Archiviata la Six One Tour è il turno delle nuove BLX. Racchette che si servono delle fibre di basalto per migliorare la resistenza alle vibrazioni. Federer vinse agli Australian Open 2010 giocando un tennis delizioso. Passano due anni e viene realizzata la BLX Pro Staff Six One tour 90, con cui Federer vince il settimo Wimbledon. E cosi via ad arrivare ai giorni nostri. Nel 2015 viene lanciata la nuova Wilson RF97, come sempre, nelle sue innumerevoli versioni adatte ad ogni tipo di  giocatore.

RITORNO AL PASSATO!  I veri appassionati dovevano, già, avere fiutato qualche cosa, un po’ di tempo fa. In un mondo ipertecnologico, quasi virtuale, è il vintage a farla da padrone. La gente, stanca di modernizzazione a tutti i costi, cerca sapori antichi che riscaldino le giornate. Qualche anno, nel 2013, Wilson, in collaborazione con Tennis Warehouse aveva messo in vendita la versione replica della Pro Staff Original 6.0 (oggi esaurita) ed ancora in occasione del venticinquennale della Pro Staff 6.1 ha messo in vendita una versione celebrativa della stessa. Viste le buone vendite, ovviamente, non paragonabili ai modelli per comuni mortali e le richieste degli appassionati era lecito immaginarsi che Wilson avrebbe riproposto quanto meno la versione replica della pro staff 6.0. Nessuno, avrebbe, tuttavia, sperato di ritrovare in vendita un telaio seppure uguale alla 6.0 ma con un design diverso. Quale occasione migliore se non quella di rendere omaggio al suo atleta più rappresentativo da venti anni a questa parte. Quale occasione migliore se non il 2017 per omaggiare il Maestro svizzero? Un anno straordinario per Federer, tra i migliori della sua inarrivabile carriera, in cui ha curiosamente vinto il Comeback player award, il premio assegnato al migliore rientro nel circuito.  Federer, 36 anni,  dopo avere chiuso, il 2016,  suo annus horribilis, fuori dalla top ten (prima volta in carriera dopo avervi fatto ingresso)  ha aperto il 2017 vincendo gli Australian Open,  ha poi  conquistato il suo ottavo Wimbledon ha vinto 3 master 1000 ed ha chiuso l’anno al numero due! What else? Esclamerebbe un famoso attore.

PRO STAFF RF85 LIMITED EDITION. Per molti potrebbe sembrare semplicemente un pezzo da museo, un’operazione commerciale o una racchetta per cosi dire “ingiocabile”. Come non dare ragione a tutti?!? La Pro Staff RF85 è effettivamente bellissima! Andrebbe tenuta in bacheca e come un buon vino tirata fuori per le giuste occasioni. Progettata da Wilson in collaborazione con lo stesso Roger Federer il telaio incanta, stupisce e sorprende.

SPECIFICHE TECNICHE. La RF non differisce dalla sua antenata 6.0 Le specifiche tecniche sono infatti identiche. Wilson ha mantenuto il profilo minimo come pure il piatto e lo schema corde ma, soprattutto, la composizione del telaio in grafite braided e kevlar.

PIatto corde:  85 sq. in. / 548.39 sq. cm

Lunghezza: 27in / 68.5cm

Peso incordata: 12.6oz / 357.2g

Bilanciamento: 9 pts HL / 30,5

Swingweight: 329

RigIdità: 66

Spessore telaio: 17mm / 17mm/ 17mm

Struttura del telaio: Braided Graphite e kevlar

Manico : Wilson Leather in pelle nera

Schema corde:  16 verticali / 18 orizzontali  Mains skip: 7T,9T,7H,9H ne Piece

SENSAZIONE VISIVA. Look nero che ricorda tanto il cavaliere oscuro diGotham City”, lucida ad ore 3 e ad ore 9, opaca in tutto il resto del telaio che è arricchito, nella sua parte inferiore, da un accenno di perfilo, in gradazioni di grigio, che richiama quello giallo e rosso  della sua antenata la 6.0.  Ultimo, infine, il faccino/santino di Roger, appena sopra il manico che ti guarda per aiutarti a trovare la strada della vittoria anche  nei momenti più difficili del match.

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TATTILE. 
La sensazione al tatto è poi ancora più eccitante. Con la scritta Wilson lucida e il resto del telaio che sembra quasi vellutato. Viene voglia di sfregarlo. Quando si impugna al manico la Pro staff RF 85 si apprezza al qualità del grip di pelle nera Wilson. La racchetta contrariamente ai 342 g. dichiarati (senza corde, overgrip e antivibro) non sembra essere così pesante. Gioca un ruolo fondamentale il bilanciamento tutto al manico 30.5

PROVA DI GIOCO. Le cose naturalmente cambiano quando si inizia a brandire la racchetta in preparazione ad un colpo. La maneggevolezza, 329 quella dichiarata, è abbastanza alta ed effettivamente non sembra di giocare con telaio così pesante. Il piatto corde piccolo ed il bilanciamento giocano un ruolo centrale. Ma un braccio non troppo allenato, e probabilmente anche a quello, giocando con un avversario impegnativo che ti fa uscire dalla tua confort zone, prova qualche segno di affaticamento quando si supera l’ora di gioco. Gestire i 350g della racchetta non è sicuramente facile se non si controlla il gioco e si è costretti a correre a destra e sinistra per recuperare la palla. Ma il gioco vale abbondantemente la candela. Appena impattiamo la palla capiamo, subito, che Wilson ha superato se stessa. Aiutati, anche, dal settaggio ibrido delle corde (budello in verticale, monofilo in orizzontale) che abbiamo sperimentato sullo schema corde 16×18, sentiamo la palla viaggiare molto, molto bene. Basta impattarla al centro delle corde ed il telaio fa tutto il resto, sembra quasi giocare da solo.  La racchetta, data la sua dimensione, non è sicuramente adatta per chi cerca top spin esasperati. Sicuramente da il suo meglio impattando la palla piatta con uno stile classico ma anche il back spin è da poesia, profondo e tesissimo. Al servizio la racchetta aiuta parecchio nel classico piattone. Chi sa manovrarla un po meglio si divertirà a sorprendere gli avversari con lo slice. Un po più impegnativo è il kick ma anche quello da le sue soddisfazioni a chi sa far lavorare bene la spalla. A rete la racchetta offre sicurezza e solidità. Lo ribadiamo la pro staff valorizza il talento di chi riesce a brandirla. Vi stupirete di come la palla uscirà dal piatto corde.

CONCLUSIONI. Crediamo che giocare anche solo una volta con la Pro Staff RF85 Ltd sia una esperienza unica che ognuno di noi dovrebbe fare. Se poi, proprio, non dovessimo riusciamo a muoverla allora accontentiamoci di possederla. Fosse anche solo per ammirarla e  contemplarla,  sognando al contempo la verde erba di Wimbledon ed  successi che il giocatore da cui prende il nome e riuscito ad ottenere.

 

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  1. Roby Rizzi - 6 mesi fa

    Andrea Manelli

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  2. Francesco Galimberti - 6 mesi fa

    Sergio Simat ha bisogno di recensioni?

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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