7 riflessioni sugli Australian Open del gentil sesso

7 riflessioni sugli Australian Open del gentil sesso

7 spunti di riflessione sull’Australian Open femminile appena concluso. Si parte da Kerber fino ad arrivare alle giovani sorprese, senza tralasciare doppio e colpi di scena.

1. Angelique Kerber alla riscossa

La campionessa degli Australian Open lascia l’Australia con un record di 12-1 dall’inizio della stagione, con la sua unica sconfitta avvenuta nel Brisbane International, in finale contro Victoria Azarenka. Solo poche settimane più tardi lei ha vendicato questa sconfitta, battendo Azarenka a Melbourne in due set, superando poi l’altra favorita del torneo, la prima testa di serie Serena Williams, in tre set e vincendo il suo primo titolo dello Slam.

Ma anche prima Kerber ha messo le mani su altri trofei come il Daphne Akhurst Memorial, facendo vedere segni già dai primi di gennaio che questa era una diversa Kerber. Un cambiamento di corde nell’off-season ha dato il suo più forza ai suoi colpi – in particolare al suo servizio – che ha usato efficacemente contro Serena. E’ stata anche notevolmente più in forma, dopo un estenuante off-season con il suo nuovo allenatore.

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