Australian Open 2018, lo slam della svolta

Australian Open 2018, lo slam della svolta

Due grandi campionesse degli ultimi anni, capaci di raggiungere il primo posto in classifica ma tanto criticate per non aver mai vinto uno slam. Sabato mattina una tra Simona Halep e Caroline Wozniacki diventerà regina d’Australia, ma chi riuscirà a sfruttare l’occasione?

di Andrea Lombardo

Se qualcuno dovesse giudicare l’andamento di questi Australian Open basandosi solo sulle due finaliste, Halep e Wozniacki, numero 1 e 2 al mondo, potrebbe pensare che tutto sia stato facile come da pronostico. La realtà è stata ben diversa, ed entrambe sanno di essere state miracolate nel loro percorso.

IL CAMMINO DI SIMONA HALEP – La rumena ha dovuto far fronte a varie difficoltà sin dal primo turno contro la wild card australiana Destanee Aiava. Si è trovata sotto nel primo set, ha salvato un set point, lo ha vinto al tie-break e ha rischiato di farsi male a causa di una storta alla caviglia, che per sua fortuna si è rivelata meno grave del previsto. Secondo turno agevole con un doppio 6-2 alla Bouchard.
Al terzo turno le cose si complicano, Halep perde il primo set 4-6 contro Lauren Davis. Nel secondo ricambia il 6-4 ma nel terzo saltano tutti gli schemi. Niente tie-break al terzo set, si va ad oltranza. La rumena si trova sotto 10-11 0-40, con un piede fuori dal torneo.
Davis spreca i tre match point e inizia ad avvertire dei crampi alle gambe, comprensibile dopo quasi 4 ore. Il match va avanti, ma la numero uno al mondo la spunta con il punteggio finale di 4-6 6-4 15-13.
Forse proprio i match point salvati contro l’americana hanno dato fiducia alla rumena, che sconfigge nettamente Osaka agli ottavi e Pliskova ai quarti di finale.

Simona Halep, dopo la vittoria al secondo turno contro Bouchard
Simona Halep, dopo la vittoria al secondo turno contro Bouchard

In semifinale trova Angelique Kerber, forse l’avversaria più temibile in questo 2018. Halep prende il controllo del match e si trova avanti 6-3 3-1 40-30, improvvisamente si spegne la luce e il set le scivola via per 4-6 in favore della tedesca.
Il terzo set inizia con il break di Kerber, che cede il servizio nel turno successivo. Le due tengono agevolmente il servizio fino al 4-3 Halep, quando la rumena riesce a breakkare per andare a servire per il match. Halep perde il servizio a 15, ma può comunque tentare di chiudere l’incontro in risposta. Spreca due match point e va sotto 5-6, dando la possibilità a Kerber di servire per portare a casa la partita. La tedesca ricambia il favore, non sfrutta due match point e perde il servizio. Dal 6-6 fino all’8-7 Halep, le due non faticano al servizio, ma è di nuovo la tedesca a cedere il servizio, e di fatto l’incontro.
Halep si presenta alla finale di sabato con tanta fatica sulle gambe e ben 5 match point salvati. Dopo le due finali al Roland Garros nel 2014 e nel 2017, cercherà la prima vittoria slam.

IL CAMMINO DI CAROLINE WOZNIACKI – Anche per Wozniacki, numero due al mondo, il percorso non è stato affatto facile. Dopo un esordio sul velluto contro Mihaela Buzarnescu, la danese è stata per due volte ad un punto dalla sconfitta contro Jana Fett. Sotto al terzo set 1-5 15-40, il torneo di Caroline ha cambiato direzione. Sia a causa di un crollo mentale della croata, che grazie ad un livello di gioco più alto, Wozniacki è riuscita a rimontare e a vincere 7-5 al terzo. Terzo e quarto turni superati abbastanza agevolmente contro Bertens e Rybarikova. Ai quarti di finale, dopo aver vinto il primo set contro Suarez Navarro con il punteggio di 6-0, la danese ha sprecato un match point e ha allungato il match fino al terzo set vinto facilmente per 6-2.

Caroline Wozniacki, Australian Open 2018
Caroline Wozniacki, Australian Open 2018

In semifinale ha affrontato la sorpresa di questo torneo, Elise Mertens, regolata in due set.
Il cammino della Wozniacki, escluso il secondo turno contro Fett, è stato meno complesso rispetto a quello di Simona Halep, ma cosa succederà in finale?

UNO SLAM CHE VALE UNA CARRIERA – Due carriere così simili ma così diverse. Wozniacki è diventata numero uno ad appena 20 anni, nel lontano 2010. Poi sono arrivati dei cali, la separazione dal fidanzato e gli infortuni che l’avevano vista precipitare intorno alla settantesima posizione in classifica. Improvvisa, è cominciata la risalita dalla semifinale agli US Open 2016. Da allora è stata sempre costante, ma faticando a vincere tornei (2 tornei vinti e 6 finali perse nel 2017).
Halep invece è sempre crollata nei momenti migliori, indimenticabile per lei la finale persa a Parigi contro Ostapenko, quando stava conducendo nel punteggio per 6-4 3-0 e tre palle per il 4-0.
Entrambe le giocatrici sono delle campionesse, criticate da molti per non aver mai vinto uno slam pur avendo raggiunto la vetta del ranking mondiale, ma dopo questo torneo una tra le due potrà vantare uno slam nel proprio palmares.
Oltre allo slam, le due si contenderanno la prima posizione nella classifica WTA.
Al momento Halep è già numero uno, ma qualora Wozniacki dovesse vincere la scavalcherebbe.

15 Commenta qui

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  1. Maddi Montini - 9 mesi fa

    Fatti valere Simona

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  2. Stupariu Florin - 9 mesi fa

    Halep Simona e piu forte o scomeso tanto

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  3. Ciro D'Elia - 9 mesi fa

    Spero in Caroline

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  4. Liliana Cuciureanu - 9 mesi fa

    Avanti,Simooooo !!!

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  5. Elena Cignetti - 9 mesi fa

    Secondo me vincerà caroline

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  6. Sabrina Barbon - 9 mesi fa

    Se tiene con la testa vince la Halep. Se sbarella e si deconcentra sarà l’ennesima occasione perduta.

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  7. Libena Zarobilova - 9 mesi fa

    Přála bych to Simonĕ.

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  8. Angela Bresciani - 9 mesi fa

    Vince la danese!

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  9. Michal Walkow - 9 mesi fa

    La Woźniacka è migliorata di più nel corso degli anni, per me se la merita di più lei questa soddisfazione.

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  10. Claudia Luberti - 9 mesi fa

    Spero la wozniacki

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  11. Stefano Tomasella - 9 mesi fa

    Wozniacki senza dubbi

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  12. Antonio Maddaloni - 9 mesi fa

    WOZNIACKIIIII

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  13. Pavel Ana - 9 mesi fa

    Halep…e la volta buona

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  14. Gabriela Mardale - 9 mesi fa

    Simona Halep

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  15. Santo Aiello - 9 mesi fa

    È la volta buona per la halep

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