Australian Open, Preview Finale: Serena Williams a caccia del settimo sigillo

Australian Open, Preview Finale: Serena Williams a caccia del settimo sigillo

“Chi l’ha dura la vince”, è questo il motto di Tennis Circus per la prima finale Slam stagionale. Gli incubi del Grand Slam mancato riaffioreranno nella testa di Serena, oppure si è veramente lasciata alle spalle la delusione di New York? Angelique Kerber potrebbe incarnare due ruoli diversi: essere l’idolo delle outsider oppure la spettatrice non pagante. Qual è il vostro pronostico?

Qualunque cosa accada assisteremo ad un nuovo appuntamento con la storia. Questa è l’unica certezza della nostra prima vera “preview” stagionale, quella che accompagna la finale femminile dell’Australian Open 2016, tra la sempiterna Serena Williams e l’arcigna Angelique Kerber. Due universi paralleli, diametralmente opposti, ma che domani scenderanno in campo per lo stesso obiettivo. Un titolo che per entrambe varrebbe molto più di quello che le loro parole lasciano trapelare.

Per Angelique una “prima volta” che avrebbe il sapore di rivincita, per Serena il ventiduesimo Slam che le permetterebbe di agguantare Steffi Graf nella classifica delle più titolate dell’Era Open, e che sarebbe un ulteriore smacco nei confronti di chi, dopo la clamorosa sconfitta contro Roberta Vinci allo Us Open, le aveva preannunciato un ritiro dietro l’angolo.

Gli scontri diretti dicono 5-1 per l’americana, con l’unica sconfitta subita a Cincinnati, nel 2012, l’anno in cui Serena era definitivamente tornata all’apice, con la vittoria a Wimbledon ed alle Olimpiadi. Ma sappiamo bene quanto in una finale, soprattutto nel tennis femminile, vadano presi con le pinze.

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L’emotività del momento, i mille pensieri che riaffiorano alla mente in un turbinio di sensazione che ti può esaltare, ma al contempo distrarre in modo inesorabilmente infame. Il mito di imbattibilità che aleggia intorno a Serena tuttavia, farebbe pensare ad un esito scontato, ma, il tennis ci ha insegnato che le sorprese sono sempre dietro l’angolo anche quando meno te lo aspetti. La Williams, che dopo lo US Open dello scorso anno non aveva più giocato un match ufficiale sul circuito, era arrivata a Melbourne in condizioni di forma quantomeno precarie, e con innumerevoli punti interrogativi circa le sue ancora accese motivazioni di dominare. Tutti dubbi che l’americana ha fugato match dopo match, sfoderando prestazioni sfavillanti che le hanno permesso non solo di non perdere per strada alcun set, ma soprattutto di non faticare. Dettaglio che a quasi 35 anni, non è da sottovalutare, dopo un’annata in cui più volte è stata costretta a rimonte insperate che a livello fisico l’hanno logorata e non poco. E pensare che solo due su 14 esperti della ESPN l’avevano data come favorita per la vittoria finale…

Dall’altra parte una Kerber che in sordina si è fatta largo nei primi turni, grazie alla solidità fisica e mentale che da sempre caratterizza il tennis della tedesca. Una strada non povera di insidie, che la tedesca ha saputo gestire nel migliore dei modi, fino al match che forse nemmeno lei si sarebbe aspettata. Nei quarti di finale affrontava Victoria Azarenka, la favorita di molti esperti ed addetti ai lavori, che aveva iniziato l’anno con una vittoria schiacciante a Brisbane, dove tra l’altro, aveva lasciato appena 4 game alla stessa Angelique. Eppure qualcosa questa volta è andato storto. La Kerber non aveva mai vinto contro la bielorussa, con la quale però aveva disputato sempre battaglie dall’alto tasso tecnico, non ultima quella dello US Open 2015 durata oltre due ore. Con coraggio ha esibito un tennis preciso, solido, continuo, tipico di chi conosce bene l’arte della controffensiva. Poi la prova del nove, un match alla sua portata, ma mentalmente più duro, contro la britannica Johanna Konta… Superato anche questo alla grande.

Non sappiamo se questa sarà la volta buona per la tedesca. D’altronde, inutile negarlo, probabilmente l’esito della finale non dipenderà al 100% dalla sua prestazione, ma tuttavia, sarà importante per la Kerber non partire sconfitta in partenza, ma cercare di rimanere attaccata al punteggio per quanto possibile, soprattutto se la Williams dovesse mostrarsi nervosa e frettolosa nelle scelte tattiche. L’americana ha dalla sua la solidità mentale e l’esperienza di una campionessa che ha vissuto, affrontato e superato numerose finali di questa caratura. Conosce la pressione del momento, l’ansia da prestazione, l’importanza di non tremare nei momenti clou del match. Il suo bilancio nelle finali Slam è pressocchè inarrivabile. Non a caso ha vinto 22 Slam… Ops, scherziamo ancora 21.

PRONOSTICO: SERENA WILLIAMS VINCENTE IN DUE PARZIALI

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