Australian Open, Sharapova: “Serena è la mia ispirazione”

Australian Open, Sharapova: “Serena è la mia ispirazione”

Match senza storia nella notte italiana ma tanta emozione per due grandi campionesse di cui non potremmo mai fare a meno.

Serena Williams batte Maria Sharapova e accede alle semifinali dell’Australian Open 2016. Nella notte italiana è andata in scena l’ennesima sfida tra le due dominatrici del tennis femminile da più di dieci anni a questa parte, una sorta di finale anticipata: ed è finita come al solito, con la vittoria netta dell’americana.

“Oggi ha giocato in maniera dirompente, molto bene in risposta e con il servizio. Io non sono stata abbastanza aggressiva e non ho sfruttato gli angoli”.

Un 6-4 6-1 che fotografa perfettamente l’andamento del match. Il primo set si è giocato alla pari sino al 4-4, quando in un interminabile game al servizio Serena fa tre ace e chiude con un dritto in contropiede. Il decimo gioco sarà quello decisivo: anche sfortunata Maria perché un nastro della Williams le toglie il game del pareggio. Il secondo set è invece pura accademia tra risposte e servizi vincenti, praticamente non ci sono scambi da segnalare.

La Sharapova, interrogata sulle differenti condizioni con cui ha giocato (dopo un serale e gli indoor), non cerca scuse: “Al di là del caldo mi sentivo bene, il caldo non mi ha condizionato e mi sentivo bene. Anche perché non si può certo dire che abbiamo giocato punti molto lunghi”.

Infine, ammette quanto sia frustrante faticare così tanto per fare un break a Serena: “Lo è, ma è anche una motivazione in più. Serena Williams ti costringe a lavorare e a migliorare. E’ una grande ispirazione per me”.

Parole bellissime da una campionessa a un’altra. La loro stretta di mano, questa notte, mi è anche sembrata più dolce del solito. Saranno antipatiche – lo sono – ma due personaggi così non si possono non amare. E giocano con un entusiasmo che anni fa mancava: Serena faceva altro, Maria diceva che si sarebbe ritirata molto presto. Così non è: andranno avanti ancora, entrambe, perché non c’è tennis femminile senza loro due.

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