Hewitt e Ferrer: le parole post-match

Hewitt e Ferrer: le parole post-match

Nessun ripensamento per l’australiano: “Sono arrivato al limite”; lo spagnolo lo inonda di complimenti: “Uno dei migliori al mondo, un idolo per me”.

Nella giornata di addio al tennis di Lleyton Hewitt non sono mancate le interviste post-partita. Lunga e piacevole quella dell’australiano, felice e malinconico allo stesso tempo, corta e diretta quella di colui che ha posto fine alla sua carriera da singolarista, David Ferrer. Qui le parti salienti, a cominciare dall’australiano:

Qual è l’emozione che prevale in questo momento? E’ strano. Sul campo, ovviamente, ti passano tante cose per la testa. Cerchi di assorbirle quanto puoi ma è difficile. C’era un’atmosfera incredibile. Ci sono stati un paio di boati pazzeschi, ho avuto la pelle d’oca. Guardando il video dei saluti e sentendo tutti quei grandi giocatori parlare di te in quel modo mi sono emozionato tantissimo. Specialmente quando sono tornato nello spogliatoio, ho provato tante cose. Quando sono con i miei amici e il mio staff, sapendo quanto mi hanno aiutato, è come se arrivasse una sensazione strana, che ti rende deluso di non poter andare avanti, ma fiero di tutto quello che hai fatto.

Ci sono state lacrime? Forse un paio (ride, ndr).

Tutto ciò che è stato detto su di te alla radio, in TV, online, sei diventato lo sport australiano in persona, un tesoro nazionale. Come ti fa sentire? Ovviamente non ho ancora letto nulla. Ma come ho detto sul campo, questo mese è stato splendido. Ho amato ogni minuto. Ho provato a non ascoltare e a divertirmi più che potevo, ma comunque a provare a giocare bene e stare concentrato. Ho amato ogni minuto di quando ho giocato per l’Australia, di quando ho indossato il gialloverde. Non solo in Davis, sono stato orgoglioso di essere australiano durante gli anni e di rappresentare il nostro grande paese durante la mia carriera.

Domani c’è il doppio, hai pianificato qualcosa di speciale stasera? Qualcosa di diverso per l’occasione?  No. Ho visto Groth nello spogliatoio e mi ha chiesto dell’allenamento di domani. Credo che mi berrò una birra e basta.

Penso che nessun australiano riuscisse a credere ai suoi occhi quando hai fatto due falli di piede. Cosa hai pensato in quel momento? Il secondo è stato frustrante. Credo che mi avrebbe riportato nel terzo set, non è stata la cosa migliore. Ma, alla fine, non è che il match sia stato condizionato da questo.

Riguardo Kyrgios che ha detto che dovresti continuare a giocare e che sei il miglior giocatore d’Australia cosa pensi? Sei convinto sia il miglior momento per uscire di scena? Ci ho pensato. Ho tratto il meglio dal mio corpo. Sono arrivato al limite. Voglio guardare avanti, alla prossima fase in termini di lavoro, in termini di aiutare questi ragazzi che stanno venendo fuori, quelli come Nick.

Hai cominciato a giocare qui in un altro secolo. Ti sembra che siano passati cent’anni? Quando guardo indietro e vedo i video di me che gioco contro Bruguera sì. Avevo dei vestiti orrendi e avevo 15 anni. Probabilmente sembrava che ne aessi 10. Quando, però, vedo qualche conferenza stampa vecchia, non mi sembra così tanto diverso. Erano solo un po’ imbarazzanti.

Che cosa c’è di speciale nell’essere padre e che cosa vogliono dire i tuoi bambini per te? E’ il miglior regalo che può darti la vita. Per me è stato più che speciale perchè negli ultimi 10 anni ho potuto vivere questa avventura con Bec. Specialmente gli ultimi anni, quando sono tornato a giocare i tornei e ho visto Cruz palleggiare sotto gli occhi di Federer, Nadal, Murray ed altri.

A nessun atleta piace dire addio perdendo, ma oggi quanto è stato bello uscire tra i video, i tuoi bambini e tutta quella gente? E’ speciale. Molto. Sono stato molto fortunato ad aver avuto una grande carriera. Un sacco di atleti non hanno questa opportunità. Mi sento molto felice di aver potuto giocare così tante volte agli Australian Open.

Arriva il momento di David Ferrer in sala stampa:

David Ferrer, 2R, 21 January 2016.

Eri un po’ preoccupato della reazione della folla prima che tu uscissi? Eri nervoso e preoccupato che il pubblico si surriscaldasse? Sì, un pochino sì. Conosco Lleyton, era l’ultimo torneo della sua carriera. Ho provato a concentrarmi e a giocare punto dopo punto. E, tuttavia, il pubblico è stato molto corretto: era la serata di Lleyton e anche la mia. Mi sono divertito a giocare e combattere con Lleyton, perchè lui è un combattente e un modello per me.

Quando hai perso il servizio sul 4-3 del terzo set, eri preoccupato che potesse ribaltare il match? No. E’ sempre difficile vincere facilmente, con Lleyton è impossibile. E’ uno dei migliori giocatori della storia. Le sue performances agli Australian Open quest’anno sono state molto buone, ha giocato un bel tennis. Ho dovuto giocare bene per vincere e in quel momento ho provato a concentrarmi su ogni punto perchè so che Lleyton combatte fino all’ultima palla.

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