Serena Williams e Novak Djokovic, una stagione con prospettive differenti

Serena Williams e Novak Djokovic, una stagione con prospettive differenti

“M’interesso soltanto a quello che, di me, mi rimane ancora imprevedibile”. Un aforisma che potrebbe racchiudere da solo l’inizio di stagione di Serena Williams. La scomparsa dopo il fallimento allo US Open, i problemi irrisolti al ginocchio, la pressione della stampa, gli anni che passano. Un rebus senza soluzione che vede l’americana in un turbinio di emozioni contrastanti. Dall’altra parte Novak Djokovic, sorridente, sicuro, atletico ed in splendida forma. La dieta, la famiglia, un regime di vita perfetto: qualcuno può fermarlo?

Ebbene sì, quando parliamo di Serena Williams e Novak Djokovic, sembrano ancora risuonare nelle nostre orecchie le incredibili imprese che hanno costellato la loro carriera, ma soprattutto la loro annata appena trascorsa. Tre Slam vinti, un dominio assoluto ed inequivocabile che da ormai molti anni non eravamo abituati a vedere parallelamente nei due circuiti. Ma se da una parte Djokovic, dopo la cocente sconfitta contro Wawrinka a Parigi, in quella che doveva essere finalmente la partita della sua consacrazione, è apparso sempre più solido negli ultimi mesi del 2015, non si può dire lo stesso di Serena, sulla quale incombe anche un fantasma non da poco.

In tutto ciò, la stagione tennistica del 2016 è ufficialmente iniziata, seppur ancora in sordina. E con essa, tutti gli occhi saranno puntati su Serena Williams (di nuovo), ma questa volta sfortunatamente per lei, a causa di un’infiammazione al ginocchio che non le ha permesso di scendere in campo nella sfida contro l’Ucraina in Hopman Cup, e che l’ha poi costretta al ritiro, a match iniziato, contro Jarmila Wolfe (AUS).

Il problema al ginocchio, di cui è vittima la Williams, è ormai noto al grande pubblico, in quanto l’ha tormentata già durante la scorsa stagione, tanto che Mouratoglou, ad inizio novembre, aveva già rivelato ai media che Serena stava giocando con questo fastidio da Maggio. “Giocando per molti anni la cartilagine del ginocchio è quasi del tutto logora ormai. L’osso, quando c’è un movimento, sbatte contro un altro osso e crea dolore a Serena”, afferma il coach francese.

“E’ troppo pericoloso correre rischi soprattutto perché a 34 anni una possibile frattura da stress sarebbe un problema di enorme difficoltà. E’ lo stesso problema di cui soffre Nadal ormai da anni, e che lo ha costretto a restare fermo ai box per lunghi periodi. La mattina del suo incontro in semifinale, mentre facevamo allenamento, mi disse che il ginocchio le faceva molto male e faceva piuttosto fatica a muoversi. Ma ciò non deve essere una scusa, anche perchè nella sua pessima prestazione ha contribuito anche lo stress per un obiettivo quanto mai vicino.”

La rivista sportiva ESPN Tennis ha riportato un divertente ed arguto dialogo tra due dei maggiori giornalisti, Peter Bodo e Greg Garber, che hanno disquisito circa le reali possibilità di vittoria di Serena e Djokovic ai prossimi Australian Open.

Greg Garber: Nonostante mi sia divertito a parlare della corsa al Grand Slam di Serena l’anno scorso, sto sentendo che è il momento per un cambiamento nella dinamica della WTA in alto alla classifica. Abbiamo visto come Serena è stata surclassata dai nervi in semifinale allo US Open, un match che avrebbe dovuto regolarmente vincere contro Roberta Vinci. Ma ora, la salute potrebbe essere il problema più grande del suo 2016.

Serena si è ritirata dalla Hopman Cup, e, a questo punto, non sappiamo l’entità del danno. Il fatto che abbia affrontato comunque un lungo viaggio fino in Australia suggerisce che non dovrebbe essere troppo serio, anche se, per una giocatrice del suo calibro che punta in alto, non è certamente un buon inizio questo.

Io non so voi, signor Bodo, ma questo non è un segnale positivo per quella che è forse la tennista più forte di sempre. E, se dopo Pechino e Singapore non ci eravamo preoccupati troppo, ora forse qualche serio dubbio si insinua…

Peter Bodo: Greg, felice Anno Nuovo. Quando si parla di 2016 e di Williams, è il momento giusto per dire che le incognite sono proprio dietro l’angolo. Io credo che nel 2016 lei debba concentrarsi su due obiettivi correlati: il completamento del Grande Slam (che le è sfuggito nel 2015) ed il sorpasso ai danni di Steffi Graf, decisamente più fattibile in quanto solamente uno Slam la separa dalla tedesca.

All’età della Williams, lei potrebbe ancora avere un gioco dominante, ma tutto è legato alla sua forma fisica. Come si riprenderà da questa iniziale battuta d’arresto, ecco, questo ci dirà molto circa il suo futuro sui campi da gioco.

Serena Williams è un esemplare superiore, diverso, ma paragonabile a Roger Federer. Ha dimostrato che non ha bisogno di giocare settimana dopo settimana per essere forte e vincente. Può prendersi lunghe pause, ma tornare comunque competitiva ad alti livelli nel giro di pochi giorni. E, se sta bene fisicamente, chi può fermarla?

Greg Garber: La notizia del ritiro della Williams ha creato da una parte un vuoto nella Hopman Cup, ma dall’altra una grande suspense in vista degli imminenti Australian Open, l’evento che dà il via alla stagione e su cui fans, giocatori e staff ripongono le loro massime aspettative.

Ci sono ufficialmente non meno di sei tornei ATP e WTA in corso in cinque diversi paesi, Nuova Zelanda, Cina, India, Qatar e in Australia. Ma non è che le altre se la stiano passando bene, sai? Sharapova ed Halep hanno dato forfait a Brisbane, rispettivamente per un problema all’avambraccio ed alla gamba, mentre Petra Kvitova si è ritirata dal torneo asiatico per un’influenza. Ad Auckland invece Venus Williams ed Ana Ivanovic hanno perso all’esordio. Sintomo che l’epidemia Williams abbia colpito anche le sue rivali?

Non vedremo la Williams questa settimana, ma avremo modo di vedere in azione l’altro numero uno, Djokovic, che a Doha ci darà qualche segnale in più sulle sue condizioni. Il fisico non è un problema, per ora, ma potrebbe farla da padrona l’eccessiva pressione. Ma Novak ci ha ben abituati.

Peter Bodo: Djokovic ha quello che potrebbe essere definito un “problema di Serena.” Ma io non sono preoccupato per Djokovic al riguardo. Sembra del tutto dedicato al gioco, e non sembrano esserci avvisaglie che farebbero pensare che il serbo possa distrarsi da quella che è la sua principale attività.

Il vero problema per gli altri tennisti in questo 2016 è: “Qualcuno può fermare questo tizio?”. Andy Murray è venuto fuori un anno da sogno in cui è arrivato al numero due del mondo, ma Djokovic lo schiaccia di routine (21-9, di cui 10 dei loro ultimi 11 incontri). L’unica spina nel fianco del serbo è stata Roger Federer, che però ha perso gli incontri più importanti, a Wimbledon e Flushing Meadows.

Questo potrebbe essere l’anno in cui Djokovic, che a 28 anni ha 10 titoli del Grande Slam, metta una seria ipoteca alla corsa al record di 17 major di Federer. E’ difficile immaginare che non ne vinca almeno due.

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Greg Garber: Non ho dubbi che Djokovic si contenderà tutti e 4 quattro i major stagionali, cominciando da Melbourne, dove ha vinto cinque volte negli ultimi otto anni. E a questo punto, probabilmente è lecito ritenere che il suo rivale anche quest’anno possa essere lo stesso Federer, che nella pubblicazione della sua schedule del 2016 ha inserito solamente il Roland Garros come appuntamento su terra rossa, riservandosi di scegliere successivamente un appuntamento di preparazione.

Ma no, i miei occhi stavolta sono puntati su Nadal. Anche il maiorchino, che ricordiamo giovanissimo con i pinocchietti solcare nel 2005 il Philippe Chatrier, è vicino ai 30 anni, e mi chiedo se può assestare ancora un’altra corsa importante, molto probabilmente a Parigi. Riuscirà a vincere il suo 15esimo Slam e a prendere le distanze dal grande Pete Sampras?

Peter Bodo: Nadal ha chiuso l’anno giocando a sprazzi un tennis simile a quello dei suoi giorni migliori, ma con pochi alti ed ancora troppi bassi per un giocatore del suo livello. Tuttavia nel 2015 ha mostrato un’insolita vulnerabilità per tutto l’anno, e non solo fisicamente. Era schietto anche nell’ammettere senza mezzi termini le sue debolezze mentali, causate da una mancanza di fiducia. Ma, nel 2016 vuole tornare ad essere l’uomo di ghiaccio che ha trionfato 9 volte nella città dell’amore.

Ma l’ATP è sempre più ricco di superstar, dalle giovani leve come Kyrgios, Kokkinakis, Coric ecc., anche se Nadal non vuole sentirsi veterano nè tantomeno arrivato. La mia domanda è: c’è qualcuno in grado di sostituire Serena? Magari non una vincitrice di 21 prove dello Slam, quello è improbabile, e nemmeno una che riesca ad avere una supremazia di oltre 15 anni, ma almeno una giocatrice solida, costante, capace di vincere con continuità, arrivando in fondo a tutti i maggiori tornei.

Forse Maria Sharapova potrebbe ancora diventare una valida alternativa, seppur i numeri siano inequivocabili, ma la sua inconsistenza e i continui infortuni ricorrenti non saranno un ostacolo facile da superare. Simona Halep troppe volte di scioglie nei momenti clou. Petra Kvitova è stata invece sempre un enigma, che forse mai nessuno scioglierà.

Vedo due possibili soluzioni al dilemma, in breve termine, solo in 2 tenniste: Garbine Muguruza, che ha giustamente un grande gioco e sembra aver acquisito sicurezza assoluta in se stessa, e, potenzialmente, una nuova Victoria Azarenka che è stata fermata sul più bello quando aveva ormai ingaggiato battaglia con la Williams. La Bencic? Non saprei…

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