Circolo Canottieri Aniene dice addio alla Serie A1: è campione d’Italia in carica

Circolo Canottieri Aniene dice addio alla Serie A1: è campione d’Italia in carica

Il team romano, guidato dal presidente Fabbricini, non difenderà il titolo. Alla base della decisione problemi logistici ed economici.

di Sebastiano De Caro, @seba_de_caro

Un fulmine a ciel sereno scuote il tennis italiano e la Serie A1 nazionale. Il Circolo Canottieri Aniene non difenderà il titolo di campione d’Italia di tennis conquistato solo qualche settimana fa. Alla scadenza delle iscrizioni al prossimo campionato, in programma da ottobre a dicembre, in Federtennis non è giunta la domanda di ammissione del circolo dei fratelli Berrettini, di Bolelli e Quinzi, protagonisti della vittoria in finale sul TC Parioli.

Si tratta di una decisione dolorosa, presa con grande rammarico. Purtroppo la regola che impone ai circoli la disponibilità di un campo di riserva al coperto ci taglia fuori, visto che l’area della nostra struttura è sottoposta a una serie di vincoli paesaggistici insuperabili. Prendiamo atto delle ragioni e della ratio di questa norma da parte della Fit, che ci aveva concesso una deroga nell’ultima stagione“, chiarisce il presidente Massimo Fabbricini.

Oltre alle note questioni logistiche e burocratiche, alla base della scelta anche problemi economici: “Abbiamo riportato il titolo a Roma dopo 46 anni, l’abbiamo fatto con piacere, passione ed orgoglio. Si dovrebbe sapere, però, che un campionato costa fra i 150mila e 200mila euro e non è in palio un montepremi che ci potrebbe aiutare a rientrare di una parte della spese. Trovare degli sponsor? Sì, ma purtroppo la manifestazione non ha grande visibilità al di là della trasmissione su Super Tennis, dichiara il giornalista ed ex capo della comunicazione Coni, che smentisce qualsiasi lettura politica: “Non c’entra nulla il fatto che Malagò e Binaghi non siano in buoni rapporti. Anzi, il più strenuo oppositore della decisione di non iscriverci è stato proprio il presidente onorario. Vi assicuro che è da escludere ogni motivazione politica“.

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  1. Carla Sottocorno - 1 mese fa

    Peccato.

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