La difficile paternità di Andy Murray

La difficile paternità di Andy Murray

Lo scozzese fatica a riprendere coraggio e fiducia all’indomani della paternità. Le sconfitte rispettivamente contro Delbonis e Dimitrov lo confermano.

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Murray è diventato padre. In molti si chiedevano se questo avvenimento avrebbe potuto influenzare il gioco dello scozzese.

La risposta sembra inequivocabile: Murray sembra in difficoltà. Voci come quelle di Annabel Croft lo dipingono mentalmente “fuori”, stanco, e con poche idee.

Ci si aspettava un Murray combattivo nei due tornei sul cemento di Indian Wells e Miami, e soprattutto si vedeva in lui l’unico oppositore concreto allo strapotere di Novak Djokovic.

Invece, quel che lo scozzese ha rimediato, sono due sconfitte per mano di Delbonis e poi di Dimitrov. La sconfitta con il bulgaro potrebbe sembrare più comprensibile, ma a ben guardare 50 errori gratuiti sono la spia di una condizione mentale non felice.

Il capitano di Coppa Davis, Leon Smith, ha parlato di uno dei momenti di forma più bassi degli ultimi tempi. “E ‘ stato un episodio brillante e un nuovo capitolo della sua vita (la sua paternità) , ma difficoltoso ” dice giustamente.

“Molto è accaduto nella sua vita ultimamente “, continua sempre Leon Smith  “E’ quasi tutti fuori posto, perché al suo interno lo scozzese non ha ancora trovato la chiave per rinfrescare la mente . Gli anni scorsi l’inizio del tour ha portato a Murray irrequietezza e mancanza di fiducia nel suo gioco”.

Ricorda anche l’estenuante match di Davis contro Nishikori – di ben 5 ore -, che certamente avrà contribuito ad affievolire le energie, fino al Murray omeopatico visto di recente..

Anche quest’anno, come il passato, lo scozzese dovrà cercare di riprendere consapevolezza delle sue potenzialità, non solo in vista del Roland Garros , ma soprattutto del suo grande torneo, che non è altro che Wimbledon .

Senza nulla togliere alle lecite osservazioni appena fatte, non credo sia necessario essere così tragici. E’ giustificabile un cortocircuito, all’indomani di un momento così importante quale è quello di divenire genitore, e speriamo di rivedere in Murray un valido oppositore allo strapotere di Djokovic, non fosse altro per lo spettacolo e la competizione.

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