Gallina vecchia fa buon brodo: quando l’esperienza conta più dell’età

Gallina vecchia fa buon brodo: quando l’esperienza conta più dell’età

Il nostro Paolino Lorenzi diventa il 14esimo giocatore sopra i 30 anni a vincere un torneo quest’anno. Segno che l’esperienza conta ancora molto oltre all’esplosività dei più giovani.

34 anni e 7 mesi, questa l’età di Paolo Lorenzi, che sabato a Kitzbuhel, ha messo in cascina il suo primo titolo ATP diventando il secondo giocatore più anziano a vincere un torneo del circuito.

RECORD – Sull’amata superficie della terra rossa, l’azzurro ha superato il record di Viktor Estrella Burgos che, a Quito, aveva vinto il suo primo titolo, nel febbraio di questo stesso anno. Con questa vittoria, Lorenzi in classifica è ora a ridosso del bulgaro Grigor Dimitrov, giocatore che ha una visibilità sicuramente maggiore del nostro portacolori, alla posizione 41 del ranking ATP.

QUANTI “VECCHI” – Una rivoluzione al contrario, quella che stiamo vivendo in questo periodo, con i giocatori più anziani che non mollano la presa e fanno valere la loro esperienza. Analizzando la prima parte di stagione 15 giocatori oltre i 30 anni hanno vinto almeno un torneo. Wawrinka(3 titoli), Ivo Karlovic, Viktor Estrella Burgos,Juan Monaco, Philipp Kohlshreiber, Nicolas Mauht, Florian Mayer, Nico Almagro, Pablo Cuevas (due titoli), Feliciano Lopez e Fernando Verdasco.

INESPERIENZA – Tra i giocatori sotto i 25 anni abbiamo solo 6 affermazioni, divisi tra Nick Kyrgios, Dominic Thiem (quattro titoli), e Diego Schwartzman. Sembrerebbe che l’esperienza abbia ancora un valore molto importante nel tennis odierno,definito dai puristi troppo fisico, e che a rigor di logica, dovrebbe favorire i tennisti più giovani dotati di un’esplosività maggiore.

Ovviamente l’età gioca a favore delle nuove leve, ma il popolare detto “gallina vecchia fa buon brodo” ha ampiamente riscontro in questa prima parte di stagione.

 

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