L’ultimo posto per le NextGen Atp Finals

L’ultimo posto per le NextGen Atp Finals

L’ultimo posto per il Master Next Gen di Milano è ormai una gara a tre.

di Marco Catalano
A 21 giorni dalle Next Gen ATP Finals di Milano ancora molti dubbi su chi saranno gli 8 giocatori presenti. Sembra che sei delle sette posizioni del Master di Milano dove parteciperanno i tennisti della Next Gen siano ormai chiari. Con Alexander Zverev, Andrey Rublev, Karen Chačanov, Denis Shapovalov, Borna Coric e Jared Donaldson con un ampio divario rispetto al resto, il settimo e ultimo posto è conteso da tre atleti: Hyeon Chung, Daniil Medvedev e Frances Tiafoe. Il coreano sta ora occupando la settima posizione, soppiantando questa settimana il russo e distanziandolo di 27 punti. Tiafoe è a 98 punti da Hyeon, quindi è necessario fare molto bene in altri tornei rimanenti prima di giocare a Milano nella seconda settimana di novembre.
Next gen qualfication
Ormai rimangono solo più pochi tornei per determinare i 7 giocatori under21 più forti del mondo a cui si aggiungerà l’unico qualificato italiano come wild card. Il torneo per stabilire la wild card italiana si giocherà la settimana prima delle Next Gen, e qui abbiamo fra i favoriti Berrettini (113 punti) e Quinzi (68 punti). Questa settimana abbiamo la seguente situazione (come evidenzia la tabella). Coric, Donaldson già fuori al primo turno. Zverev fermo (ma non cambia nulla).
La prossima settimana avremo Vienna e Basilea, poi dal 30 l’ultimo master 1000 dell’anno, Bercy. Si decide tutto in poche settimane. I 3 “millenials” Chung, Medvedev e Tiafoe sono ancora in gara in 3 tornei diversi.
Se dovesse esserci un vincitore imbattuto alle ATP Finals si porterebbe a casa un montepremi di ben 390 mila euro, 225 mila in caso di vittoria ma con una sconfitta nei gironi.  Ricordiamo che le Next Gen saranno il primo torneo del circuito maggiore che avranno il nuovo regolamento che prevede oltre a set più brevi ai 4 games, anche il no-let su ogni servizio, riscaldamento di soli 5 minuti, meno tempo fra un punto e l’altro, il coaching e due soli time out medici.
Il tutto per aumentare il pathos, l’adrenalina e la spettacolarità televisiva, essendo le partite più brevi.
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